WWE 2K19: cosa sapere

(Torino)ore 17:14:00 del 20/10/2018 - Tipologia: , Videogames

WWE 2K19: cosa sapere

Cominciamo dalla modalità Showcase: grande assente di WWE 2K18, questa tipologia di gioco, negli anni, ha permesso di rivivere alcune tra le più famose ere della WWE..

 

Siamo abituati ormai da tempo all’uscita, sempre puntuale, di un nuovo titolo dedicato al wrestling targato WWE, ad opera dell’instancabile team di Yuke’s. Ecco quindi che, con l’arrivo dell’autunno, arriva WWE 2K19, pronto a raccogliere l’eredità lasciata da un episodio che, per la verità, non ci aveva convinti fino in fondo. Ci siamo tuffati in questo nuovo capitolo vogliosi di scoprire come gli sviluppatori avessero rimescolato le carte in tavola, memori delle critiche ricevute dal predecessore; adesso siamo pronti a raccontarvi la nostra esperienza.

Da dove comincio?

Il primo impatto con l’offerta contenutistica di WWE 2K19 è soverchiante. Un menù semplice ma elegante ci introduce alle diverse modalità di gioco, dove troviamo graditi ritorni, come la modalità Showcase, assente nello scorso episodio, insieme a modalità inedite per la serie. La proposta è così vasta da rendere impossibile soffermarsi su ciascun elemento del pacchetto, ma proveremo, nei limiti del possibile, ad introdurvi a ciò che WWE 2K19 ha da offrirvi. Cominciamo dalla modalità Showcase: grande assente di WWE 2K18, questa tipologia di gioco, negli anni, ha permesso di rivivere alcune tra le più famose ere della WWE. Quest’anno gli sviluppatori hanno deciso di concentrarsi sulla carriera di un singolo lottatore: stiamo parlando, come molti già sapranno, di Daniel Bryan.

Nel corso della storia vestiremo i panni di Daniel, partendo dal suo primo debutto in WWE sino ad arrivare ai giorni nostri. I match sono intervallati da filmati degli incontri e da frammenti di una lunga intervista a Daniel, che racconta, non senza una punta di emozione, la sua storia fatta di sogni e sudore. Per aumentare la fedeltà verso gli eventi realmente accaduti, i match prevedono obiettivi specifici da completare, che replicano quanto effettivamente successo durante l’incontro reale: un elemento che potrebbe apparire superficiale, ma che farà la gioia di chi ha visto con i propri occhi la crescita atletica di Daniel Bryan. La modalità Showcase, dunque, si conferma come un gradito ritorno e come una delle modalità più solide dell’intero pacchetto.

Come di consueto, nel titolo, è presente anche un vasto repertorio editor per la creazione: esso è valido sia per i personaggi che per le mosse sul ring o per le entrate e consentirà al giocatore di sbizzarrire la propria fantasia facendogli fare tutto ciò che meglio desidera con la possibilità anche di condividere i personaggi con la community online. Presente anche la modalità WWE Universe (che non si distacca particolarmente dalle precedenti con la gestione degli show settimanali/pay per view), oltre alle classiche sfide in multiplayer sia in locale che online affrontando qualsiasi tipologia di match si desideri: da quelli in singolo 1vs1, fino ad arrivare ai tag team o alle stipulazioni speciali come gli Hell in a Cell o il Royale Rumble. Ogni vittoria, a seconda della durata delle performance che si farà, decreterà un punteggio che regalerà dei crediti utili per poter sbloccare alcuni personaggi non previsti nel roster originale: leggende del calibro di Eddie GuerreroEdgeRandy “Macho Man” Savage e molti altri.

I payback sono delle azioni bonus aggiuntive in grado di poter ribaltare completamente una potenziale situazione di pericolo.

Una volta avviato il gioco verranno regalati in automatico 30.000 crediti. Tuttavia, dal nostro punto di vista, sarebbe stato meglio abolire un sistema di microtransazioni per poter sbloccare gli altri wrestler presenti nel titolo trattandosi comunque di un titolo sportivo e simulativo. Purtroppo, alcuni difetti della serie, continuano ad essere radicati anche in questo nuovo capitolo: la simulazione, croce e delizia del titolo, non sempre porterà risultati positivi a causa di un’esperienza che si baserà principalmente sul tempismo nel sapere applicare i “reversal”,ovvero le cosiddette “contromosse”. Se si fallirà, il giocatore si troverà costantemente costretto a rimanere al tappeto (spesso per lunghi tempi d’attesa) attendendo una mossa fatta dal computer per potersi riprendere sperando che essa non possa essere un fatale pin che possa equivalere ad un’immeritata sconfitta. Note di merito vanno invece ai “payback” delle azioni bonus aggiunte quest’anno in grado di poter ribaltare completamente una potenziale situazione di pericolo grazie a delle caratteristiche non previste come i recuperi istantanei o delle finisher.

I ragazzi di Yuke’s, dunque, hanno svolto sicuramente un ottimo lavoro aggiungendo alcune interessanti modalità come lo Showcase, una carriera dallo storytelling interessante e le nuove sfide “torri”, tuttavia alcune scelte particolari come l’estrema cura effettuata dagli sviluppatori per i dettagli simulativi a sfavore di un’esperienza più “arcade” continuano a limitare un prodotto che potrebbe benissimo confermarsi come uno dei migliori per quanto riguarda questa disciplina.

 

Articolo di Gerardo

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