Warriors Orochi 4: provato

(Napoli)ore 12:04:00 del 03/11/2018 - Tipologia: , Videogames

Warriors Orochi 4: provato

I primi ad accorgersi della cosa sono Naomasa Ii, sua madre Naotora Ii e il possente Honda Tadakatsu, cosa che li poterà a riunire tutti gli eroi per chiarire la minaccia..

 

Sta diventando sempre più difficile valutare i mosou. Questo genere tipicamente giapponese dove guerrieri potentissimi spazzano via centinaia di nemici vive un successo ancora in parte inspiegato. Un genere che vive di difetti congeniti, ma che in loro pieno spregio insiste in un’alchimia che pare vedere solo lui. Una ricerca che, malgrado il parere di molti, ha dato inaspettate soddisfazioni specialmente nelle ultime due generazioni. Dopo la buonissima prova di Samurai Warriors 4 e il cambiamento a metà del controverso Dynasty Warriors 9, Koei ancora una volta riunisce queste due serie riesumando il suo crossover supremo. Ecco che nasce Warriors Orochi 4

Siete fortunati che Kratos è in ferie

La storia riprende tempo dopo la fine di Warriors Orochi 3, i cui avvenimenti erano stati leggermente modificati nelle edizioni Ultimate: dopo la sconfitta di Orochi e dei suoi servitori, gli eroi della Cina dei Tre Regni e del Giappone Feudale sono tornati alle loro rispettive epoche. Effetto collaterale della loro salvezza è stato privarli di ogni memoria riguardante la guerra contro il demone. Su questo principio si inserisce un nuovo burattinaio: Zeus.

Il Re dell’Olimpo utilizza il potere di nove mistici bracciali ricavati dai capelli di Medusa per riportare ancora una volta i personaggi di Dynasty e Samurai Warriors in un’unica dimensione e farli scontrare tra di loro. I primi ad accorgersi della cosa sono Naomasa Ii, sua madre Naotora Ii e il possente Honda Tadakatsu, cosa che li poterà a riunire tutti gli eroi per chiarire la minaccia. In loro aiuto verrà poi Perseo: l’eroe greco si è infatti pentito di aver ucciso Medusa, e ha rubato parte dei bracciali prima che Zeus li usasse per il suo piano. Sfortunatamente molti di questi manufatti divini sono finiti nelle mani sbagliate: i terribili Nobunaga e Lu Bu ne stanno utilizzando i poteri sovrumani, l’uno per conquistare tutto e tutti, l’altro per l’egoismo di guerriero onnipotente.

L'introduzione degli attacchi magici va effettivamente a differenziare ogni personaggio, spronandoci a testarne le abilità all'interno di battaglie di prova, così da scegliere la soluzione che meglio si adatta al nostro stile. Per sbloccare tutti i componenti del roster bisogna completare le missioni disponibili all'interno delle quattro campagne che caratterizzano il ricco comparto single player del gioco, affrontabili anche in cooperativa in locale e coadiuvate da una modalità Arena per sfide in multiplayer online aperte a un massimo di sei partecipanti, in cui l'obiettivo è quello di conquistare degli avamposti e totalizzare i punti necessari per vincere il match. Un extra simpatico ma non particolarmente brillante.

Gameplay e missioni

Archiviato l'infelice esperimento open world di Dynasty Warriors 9, Warriors Orochi 4 torna alla formula musou tradizionale, fatta di mappe non molto grandi che vanno ripulite dalla presenza dei nemici. Il ruolo degli scenari è ancora una volta puramente accessorio, dunque non aspettatevi un miglioramento sotto il profilo dell'interazione o del dettaglio, visto che parliamo nella maggior parte dei casi di ambientazioni basiche, spartane, piuttosto ripetitive e generiche nell'utilizzo degli asset. Si tratta però, come detto, di elementi funzionali al gameplay, che risulta effettivamente rinvigorito grazie all'introduzione dei nuovi attacchi, che rendono ancora più spettacolari i combattimenti e aumentano di un minimo la varietà dell'esperienza.

Intendiamoci: non farete altro che procedere eseguendo sempre le stesse combo e le special, scagliando in aria i soldati come fossero birilli, ma potrete inframezzare queste manovre con quelle nuove, che con la loro freschezza ed efficacia non mancheranno di entusiasmarvi. In particolare l'azione corale che è possibile eseguire premendo entrambi i trigger quando gli indicatori sono pieni, e che vede l'intera squadra e le unità di supporto caricare una sfera energetica che poi si abbatte al suolo, sbaragliando l'esercito che stiamo affrontando. Aggiunte indovinate ma che vanno a discapito del grado di sfida, al livello normale del tutto inconsistente, e mettono ancora una volta in luce il fatto che questo franchise soffre di evidenti problemi di bilanciamento.

Sulla natura delle missioni, poi, c'è ben poco da dire: si tratta semplicemente di spostarsi sulla mappa a seconda delle indicazioni che ci vengono fornite ed eliminare obiettivi specifici oppure completare determinati percorsi, il tutto mentre i personaggi continuano a parlare fra di loro: i dialoghi sono in giapponese e i sottotitoli in inglese, ma è arduo seguirli nel mezzo della battaglia e a un certo punto il continuo vociare (specie quello di alcuni personaggi femminili) comincerà a darvi noia. Fra una missione e l'altra è possibile spendere i punti esperienza e le gemme raccolte per potenziare i personaggi, equipaggiare armi migliori, aggiungervi degli slot per danni elementali e vendere o smantellare gli strumenti che non ci servono. È inoltre disponibile la medesima funzione di crescita anche per il campo base, che una volta potenziato donerà a tutti i nostri guerrieri dei bonus.

 

Articolo di Luca

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