Videogames: FIFA 19

(Napoli)ore 23:14:00 del 27/07/2018 - Tipologia: , Videogames

Videogames: FIFA 19

A cura di Luca “Beard” Porro del 24/07/2018 Dopo averlo provato all’E3 di Los Angeles, abbiamo avuto modo di riprovare FIFA 19 questa volta però, in maniera più lunga e approfondita. Quello che poteva sembrare dunque un titolo di continuità con il preced.

Quello che poteva sembrare dunque un titolo di continuità con il precedente, che ne rispettasse la visione del calcio e la migliorasse in piccoli aspetti si è mostrato invece un vero e proprio titolo di rottura che porterà non solo nuove migliorie, ma obbligherà tutti i giocatori a rivedere il loro modo di approcciarsi alla simulazione calcistica di casa Electronic Arts.
The Champions
Partiamo dalla più rumorosa delle novità: la licenza della Champions League (ma anche dell’Euoropa League). Annunciata in conferenza E3 con uno spettacolare trailer musicato da Hans Zimmer, la Champions League sostituirà la Champions Cup all’interno della modalità carriera permettendo così di riprodurre in-game uno degli appuntamenti infrasettimanali più amati dai calciofili. Quando il giocatore si troverà nei giorni della settimana prestabiliti per le competizioni europee (martedì e mercoledì per la champions e giovedì per l’Europa League) potrà interagire con un menù specifico con grafiche personalizzate, notizie relative ai fatti più importanti delle partite che si svolgeranno e con le statistiche specifiche della competizione. Anche le partite poi, avranno lo stesso trattamento dei menù, con grafiche introduzioni e animazioni pre-match studiate ad-hoc per l’occasione. Insomma, le settimane calcistiche degli amanti di FIFA si apprestano ad essere dipinte coi colori ufficiali delle competizioni UEFA. Al di fuori della carriera, per chi volesse solo provare a vincere “la coppa dalle grandi orecchie” con la propria squadra del cuore, potrà farlo con la nuova modalità Champions League: la quale (come la modalità Torneo) vi permetterà di iniziare dalla selezione delle squadre dei gironi, per arrivare alla finale passando dagli scontri ad eliminazione diretta, il tutto contornato da menù interattivi dedicati.

Il gameplay, invece, ha subito alcune modifiche sostanziali. La prima è l’introduzione dell’Active Touch System che cambia il modo in cui riceviamo e rigiochiamo il pallone. Il sistema di controllo è stato ricalibrato in favore di animazioni più fluide ed efficaci. Queste si traducono in una migliore risposta dei controlli che forniscono una maggiore impressione di fluidità in fase di scarico del pallone, ma che impatta anche sul gioco aereo. Ad esempio, noteremo facilmente l’utilizzo dell’Active Touch System ricevendo un passaggio ed alzando velocemente il pallone per effettuare una mezza rovesciata.

Le nuove animazioni introdotte rendono il tutto molto veloce e fluido, permettendoci una realizzazione più o meno coerente in base alle statistiche del giocatore utilizzato. Sono state aggiunte tante nuove animazioni di Flicks e Tricks, che ben si sposano con il nuovo sistema di controllo. La speranza è che i giocatori non ne abusino, in modo da non snaturare l’idea simulativa (ma mai per questo asettica) alla base del gioco. Cerchiamo di non fare diventare il gioco una giungla per non scontentare Mister Alberto Malesani, ca**o.

Tattiche dinamiche e personalizzazione

La seconda novità di rilievo di FIFA 19 è quella relativa alla revisione del sistema tattico. Le Dynamic Tactics ci permettono di dare maggior profondità al lato tattico pre-match, aggiungendo tantissime opzioni come ad esempio quelle sulla difesa (la cui linea potrà essere larga o più stretta e di conseguenza aggressiva), decidere quanti giocatori saliranno in attacco sui corner, mentre potremo aggiustare il tiro in tempo reale, utilizzando le canoniche opzioni assegnate di default al D-pad.

Scegliendo uno stile più orientato al possesso palla, metteremo in campo una difesa più larga con i centrocampisti pronti a tornare in difesa, con i movimenti che si concentreranno a sostegno del portatore di palla. Selezionando invece la low pressure, i centrocampisti non torneranno troppo in difesa, riducendo perciò la pressione sul portatore di palla avversario. Se invece sceglieremo la pressione totale, resteremo incollati agli avversari, rendendogli la vita decisamente poco piacevole, ma ci sarà comunque un margine di errore in modo da non diventare un muro invalicabile. La CPU lavorerà in questo senso per rimodellare la difesa in tempo reale, in modo da non risultare frustrante per i nostri avversari.

Durante la nostra prova abbiamo alternato i settaggi notando delle differenze palpabili, soprattutto contro i top team disponibili nella build di prova. Ad esempio, abbiamo incassato una sonora sconfitta cambiando troppe opzioni tattiche del Manchester United, stravolgendo totalmente i naturali equilibri del team. Le opzioni ci sono, ma vanno perciò utilizzate con criterio e tanta accortezza. Certo, non siamo ovviamente ai livelli maniacali di Football Manager, ma si tratta comunque di un lavoro decisamente apprezzabile in questo senso.

Sciabolata tesa

Grande attenzione è stata rivolta agli scontri tra i giocatori impegnati alla ricerca del pallone, favorendo il più possibile le battaglie per il possesso palla. Con l’introduzione delle 50/50 Battles, i giocatori saranno decisamente più inclini alla ricerca dello scontro 1 VS 1 per la conquista della sfera. Se in FIFA 18 i vostri giocatori potevano evitare la pressione sul portatore di palla avversario, questa volta ingaggeranno una battaglia per il possesso arricchita da nuove animazioni di collisione, decisamente belle da vedere.

Un giocatore fisicamente importante e con delle buone statistiche di attacco può sostanzialmente impattare il pallone e trascinare via l’avversario al momento dell’impatto, rendendo gli scontri decisamente più avvincenti rispetto al recente passato. Questa aggiunta non impegnerà soltanto i centrocampisti, ma abbiamo anche notato la creazione dei mucchi selvaggi anche in altre zone del campo. In questo senso, se sbaglieremo nelle fasi di ripartenza nei pressi dell’area di rigore, potremmo subire dei veloci contropiedi che potrebbero perciò trasformarsi in facili occasioni da gol per gli avversari.

L’arte del goleador

La carrellata sulle nuove meccaniche si chiude poi con le Timed Finishing, seppur puramente opzionali. Con il training attivo, sulla testa del giocatore selezionato comparirà una barra. Premendo il tasto del tiro al momento giusto e con la giusta pressione, potremo realizzare una conclusione a rete più o meno efficace. Si tratta perciò di una meccanica  utilizzabile a nostra discrezione, data la sua natura skill-based. Cross, passaggi e finalizzazioni dipenderanno perciò dalla nostra prontezza di riflessi e dal tempo di esecuzione, senza esagerare nella pressione dei tasti. L’opzione è dunque decisamente consigliata ai giocatori più esperti, mentre potrebbe procurare qualche mal di testa di troppo ai giocatori meno accaniti.

Al netto delle nuove caratteristiche, pur avendo provato una build ancora “work in progress”, le nostre impressioni su FIFA 19 sono state perciò positive, soprattutto per quanto riguarda il rinnovato approccio tattico e l’Active Touch System che, almeno in fase di prova, si sono dimostrati all’altezza delle aspettative, regalandoci un buon feeling con i nostri calciatori sullo schermo. È ovviamente ancora troppo presto per sbilanciarci con un giudizio definitivo, ma possiamo sicuramente guardare verso FIFA 19 in maniera positiva. Rimandiamo perciò i giudizi su grafica e IA in sede di recensione, ma c’è da sottolineare come i portieri della build si siano comportati in maniera decisamente egregia in campo.

Proprio lui!

Di carne al fuoco ce n’è davvero tanta e nei prossimi giorni andremo invece ad affrontare tutte le altre novità. Restate sintonizzati sui nostri verdi lidi calcistici per saperne di più. FIFA 19 sarà disponibile sugli scaffali dei negozi dal prossimo 25 settembre in versione “Champions Edition”. Per tutti gli altri invece l’appuntamento è fissato al 28 settembre in versione standard per PlayStation 4, Xbox one, PC, Nintendo Switch e le mai dimenticate PlayStation 3 e Xbox 360.

Articolo di Luca

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