Vergogna governo Renzi!

(Bologna)ore 17:17:00 del 30/04/2016 - Tipologia: Denunce, Politica, Salute - Aspettativa di vita

Vergogna governo Renzi!

La Campania, invece, è la regione dove la speranza di vita alla nascita è più bassa, 78,5 anni per gli uomini e 83,3 anni per le donne. .

La spesa sanitaria pubblica è passata dai 112,5 miliardi di euro del 2010 ai 110,5 del 2014, contrazione – rileva il Rapporto – che ha coinciso con una lenta ma costante riduzione dei deficit regionali. Ai dati se ne aggiunge uno relativo all’aumento consistente della mortalità nel 2015, circa 54.000 decessi in più rispetto all’anno precedente. “Incremento”, è stato spiegato, “dovuto al costante aumento del numero delle persone molto anziane nel nostro Paese e all’andamento ciclico della mortalità osservabile nei dati in serie storica”, che quindi “non deve destare particolare allarmismo, poiché è legato per lo più a fenomeni di natura demografica”, ma “alcuni decessi sono riconducibili all’ondata di calore sperimentata nell’estate 2015 e alla mortalità per complicanze dell’influenza nella popolazione anziana. Si tratta cioè di morti evitabili con efficaci politiche di prevenzione, in particolare con quelle finalizzate all’informazione e alla promozione della prevenzione primaria e agli interventi mirati all’aumento della copertura vaccinale antinfluenzale tra gli anziani che è addirittura in diminuzione”.

 Prevenzione delle malattie cenerentola in Italia: pochi i fondi erogati, sia a livello nazionale che regionale. E poi la scure della spending review che in questi ultimi anni si è abbattuta soprattutto sui finanziamenti i cui risultati si potranno verificare solo ad anni di distanza. Dal canto loro gli italiani mostrano una scarsa consapevolezza del rischio, stentano ad adottare stili di vita salutari, sono spesso obesi o addirittura sovrappeso e sono restii a vaccinarsi. E’ la fotografia scattata dal Rapporto Osservasalute che per la prima volta registra il dato negativo del calo dell’Aspettativa di vita, ferma a 80,1 anni per gli uomini e 84,7 per le donne. Nel 2014 era 80,3 per gli uomini e 85 per le donne. Nella PA di Trento si riscontra, sia per gli uomini sia per le donne, la maggiore longevità (rispettivamente, 81,3 anni e 86,1 anni). La Campania, invece, è la regione dove la speranza di vita alla nascita è più bassa, 78,5 anni per gli uomini e 83,3 anni per le donne. Si muore più frequentemente per le malattie ischemiche del cuore, responsabili da sole di 75.098 morti (poco più del 12% del totale dei decessi). Seguono le malattie cerebrovascolari (61.255 morti, pari a quasi il 10% del totale) e le altre malattie del cuore non di origine ischemica (48.384 morti, pari a circa l’8% del totale). La quarta causa più frequente è rappresentata dai tumori maligni di trachea, bronchi e polmoni, che negli uomini determina 24.885 decessi (seconda causa di morte), poco più del triplo di quelli osservati nelle donne (decima causa di morte). I decessi dovuti a malattie ipertensive (20.367), nonché a demenza e malattia di Alzheimer (18.226), causano tra le donne il doppio dei decessi osservati tra gli uomini.

Un altro grande successo del Governo Renzi – CALA L’ASPETTATIVA DI VITA DEGLI ITALIANI – Grazie per i tagli alla sanità ed ai fondi per la prevenzione, romperete pure i coglioni, ma per meno tempo!!

Un Paese di anziani, l’Italia, oltre uno su 5 ha più di 65 anni mentre sono in aumento i “grandi vecchi” pari a oltre 1 milione e 900 mila unità , il 3,2% del totale della popolazione residente. E che fa registrare un boom di persone ultracentenarie, molto più che triplicate dal 2002 al 2015, passando da 5.650 nel 2002 a oltre 19.000 nel 2015. In termini relativi, nel 2002, quasi uno ogni 10.000 residenti era ultracentenario, mentre nel 2015 oltre tre ogni 10.000. “Anche quest’anno”, ha detto Walter Ricciardi, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e Direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, “le analisi contenute nel Rapporto Osservasalute segnalano numerosi elementi di criticità, in quanto confermano il trend in diminuzione delle risorse pubbliche a disposizione per la sanità, l’aumento dell’incidenza di alcune patologie tumorali prevenibili, le esigue risorse destinate alla prevenzione e le persistenti iniquità che assillano il Paese e il settore della sanità”.

Articolo di Sasha

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