VERGOGNA! Dopo il crollo del ponte di Genova NESSUN INDAGATO

(Genova)ore 11:43:00 del 03/09/2018 - Tipologia: , Cronaca, Denunce, Sociale

VERGOGNA! Dopo il crollo del ponte di Genova NESSUN INDAGATO

Il Ponte della vergogna: no indagati, no dimissioni, no licenziamenti.

Il Ponte della vergogna: no indagati, no dimissioni, no licenziamenti – di Pino Martini Genova, 28 ago – Crollo del Ponte Morandi, tre settimane dopo.

Mentre le famiglie piangono i loro defunti, gli sfollati aspettano di sapere cosa ne sarà delle loro case, il traffico in città è già fuori controllo, le navi mercantili fanno rotta su porti diversi da Genova, tutto il resto tace. O meglio tutti parlano ma inutilmente.

Prendiamo la magistratura. Il Procuratore di Genova Francesco Cozzi in data 21 agosto parlando con i giornalisti dichiarava:

“ancora non ci sono indagati, stiamo svolgendo atti molto complessi e analitici, analizzando moltissimo materiale”.

 

Trascurando l’incredibile decisione di non inscrivere nessuno nel registrato degli indagati neppure come atto dovuto, cosa più unica che rara in Italia dove ci sono indagati per qualsiasi cosa (vedi Salvini per gli sbarchi), non si vedono all’orizzonte svolte nelle indagini. Bisogna spettare.

La politica si accapiglia tra dichiarazioni governative che vogliono la Società Autostrade fuori dai giochi per la ricostruzione del Ponte.

Mentre quelle delle autorità locali, ad esempio il governatore della Liguria Toti, che ritiene sia Autostrade a dover rifare il ponte.

Dopo la surreale conferenza stampa dei dirigenti di Autostrade che il giorno dei funerali hanno spiegato di non avere responsabilità sul crollo e dove non hanno neppure chiesto scusa se non dopo sollecitazioni dei giornalisti, anche sul fronte dell’Azienda nessuna decisione  se si esclude la pubblicazione del contratto di concessione del governo.

Un operazione “trasparenza” rilevatosi subito un autogol. Nell’Allegato E del contratto (di ben 213 pagine) stipulato tra l’Azienda e il governo si legge testualmente:

“Autostrade avrà comunque ogni anno un rialzo delle tariffe pari al 70% dell’inflazione reale”.

Si chiama convenzione “a prova di bomba”, e fa capire quanto sia necessaria la nazionalizzazione delle autostrade italiane.

Anche dai proprietari della Società, i fratelli Benetton, nessuna notizia, tutti spariti. Le ultime tracce risalgono alla grigliata famigliare di Ferragosto a Cortina. Poi il nulla.

Anche dai singoli responsabili, diretti o indiretti della tragedia (ex ministri, dirigenti pubblici o privati) nessun segnale. Nessuno che si sia dimesso!!! Da nulla!!!

Non ci sono responsabili, nessuno si ritiene minimamente responsabile.

Così al crollo materiale del ponte dobbiamo aggiungere il crollo di qualunque codice etico e morale nel pubblico e nel privato. 

Da questa vicenda è chiaro che, oltre a ricostruire il ponte, bisogna ricostruire la Nazione e dare un minimo di spessore morale ai suoi cittadini.

QUi

Articolo di Gerardo

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