Unavowed, provato

(Bari)ore 20:12:00 del 22/08/2018 - Tipologia: , Videogames

Unavowed, provato

Dal punto di vista narrativo quindi poco o nulla da eccepire, ma tecnicamente come siamo messi?.

Quando di parla di Wadjet Eye Games, e di Dave Gilbert, gli estimatori di avventure grafiche drizzano le antenne. E a ragione, diciamo noi, perché lo sviluppatore e publisher americano ha proposto negli anni titoli punta e clicca che analizziamo sempre con piacere.

L’ultimo sforzo dello studio di New York, chiamato Unavowed, continua questa tradizione positiva e, anzi, raggiunge vette qualitative forse mai toccate prima, nemmeno con la serie Blackwell. Vediamo di spiegare il perché.
Sono posseduto, ma poteva andare peggio
Il primo colpo di scena di Unavowed è legato a una sorta di componente ruolistica che dimostra perché l’avventura grafica in oggetto sia tutto fuorché un banale punta e clicca. A inizio partita, infatti, sceglieremo se giocare con un personaggio maschio o femmina, e determineremo il suo background.

 

Si potrà optare tra un attore, un barista o un poliziotto, e questa decisione avrà riflessi su alcuni avvenimenti della trama. La scelta, come vedremo in seguito, è un elemento particolarmente presente in Unavowed, che fin dai primi istanti dimostra di saper mischiare in modo eccellente elementi appartenenti a generi diversi. Punta e clicca, avventura interattiva e gioco di ruolo si uniscono e supportano una storia in cui il giocatore, suo malgrado, nei primi istanti si ritrova alla mercé di due personaggi misteriosi. Una donna armata di spada, infatti, ci tiene fermi, mentre un tizio in cappotto e cappello muove un bastone magico e indirizza verso di noi i fulmini che imperversano nel cielo. Ma perché tutto ciò? In effetti il nostro personaggio non è proprio un santo: siamo stati posseduti da un demone, e le conseguenze delle nostre azioni sono drammatiche.

I due figuri appena descritti non sono altro che due membri degli Unavowed, personaggi dotati di poteri ultraterreni che combattono le presenze demoniache che devastano New York e altre città di tutto il mondo. Parte da qui la storia del titolo Wadjet Eye Games, che proporrà colpi di scena, un intreccio che si lascia seguire con piacere, enigmi e tante decisioni. Prima di approfondire meglio questi temi, ci preme veramente sottolineare l’ottimo lavoro effettuato sulla caratterizzazione dei personaggi. Andando avanti nelle circa otto ore di cui si compone la storia, infatti, la squadra degli Unavowed si ingrandirà non solo con l’entrata del nostro personaggio, ma anche di altri due protagonisti. Ogni figura, a partire da quelle di Mandana ed Eli, i primi due membri del team, presentano una storia personale che il titolo avrà modo di illustrare in maniera rapida ma approfondita, e dobbiamo dire che una volta terminata la storia i nostri partner ci mancavano particolarmente. È una sensazione che abbiamo provato già in altre avventure dello sviluppatore americano, specie nella serie Blackwell, ma che in Unavowed si ripropone con una potenza maggiore a quelle anche di molte produzioni di altri generi, e di sicuro più quotate.

Una volta presa coscienza della vostra nuova condizione dovrete imparare a gestire i poteri che i vostri compagni vi hanno riconosciuto. Badate bene però, questa è un'avventura punta e clicca, non un gioco action. Non esistono combattimenti, solo esplorazione e risoluzione di enigmi ambientali. Il puntatore del mouse cambierà forma in base all'elemento su cui lo sposterete, rendendo ogni azione semplice ed immediata. Anche il menù dell'inventario è facilissimo da usare, basta spostarsi sulla parte superiore dello schermo per farlo apparire e gestire gli oggetti raccolti con due semplici click.

La storia ha delle ramificazioni che impatteranno il vostro rapporto con i compagni che nel corso dell'avventura deciderete di portare con voi. Nel mondo ci sono altri Unavowed e di tanto in tanto dovrete sceglierne due che vi faranno da spalla, un po' come nei party dei JRPG, selezionandoli anche in base alle loro differenti abilità. Attorno alle star del gioco ruota poi un generoso cast di personaggi secondari altrettanto ben caratterizzati, che danno solidità e "credibilità" alla storia.

In base alle attitudini del personaggio scelto alcuni enigmi possono avere soluzioni differenDal punto di vista narrativo quindi poco o nulla da eccepire, ma tecnicamente come siamo messi? Artisticamente l'esperto team Wadjet Eye Games ha fatto tesoro dell'esperienza maturata con i precedenti lavori e mette in mostra in questo gioco un livello di dettaglio davvero eccellente. Definire "statici" gli scenari di Unavowed non rende giustizia alla perizia con cui sono stati disegnati e animati.

Siamo oltre la semplice pixel art, in alcuni casi sembra di essere di fronte a dei dipinti vivi e pulsanti. Purtroppo non si può dire altrettanto dei personaggi, il cui range di animazioni è abbastanza ristretto. I dialoghi (a scelta multipla) sono ravvivati dall'utilizzo dei volti dei protagonisti. Anche per questi però si sarebbe potuto fare di più, magari disegnando un maggiore numero di espressioni.

Il gioco è disponibile solo in lingua inglese, sia nel doppiaggio (non esattamente da accademia) che per i sottotitoli. Chi non mastica questa lingua avrà non pochi problemi a seguire la trama, cosa che toglierà al gioco più della metà del suo fascino. Anche la risoluzione dei puzzle, normalmente non particolarmente ostici, diventa piuttosto difficoltosa senza un'adeguata comprensione della lingua, ma se avete comunque voglia di cimentarvi non avrete difficoltà a risolverli quasi tutti procedendo per tentativi. Non è il massimo ma meglio di niente.

Articolo di Samuele

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