Tutti i RISCHI del Reddito di Cittadinanza

(Bologna)ore 12:08:00 del 07/02/2019 - Tipologia: , Denunce, Economia, Lavoro, Politica

Tutti i RISCHI del Reddito di Cittadinanza

Secondo l'Ufficio parlamentare di Bilancio, la misura del governo «svantaggia i nuclei numerosi», che sono quelli più in difficoltà. E non tutela un quarto delle famiglie in povertà assoluta. .

La card è stata presentata da Luigi Di Maio, il reddito di cittadinanza è pronto a partite. Non senza dubbi e possibili conseguenze negative però. A fare le pulci alla misura bandiera del Movimento 5 stelle sono stati in tanti il day after della messa online del sito redditodicittadinanza.gov.it, nel susseguirsi di audizioni sul decretone alla Commissione Lavoro del Senato. Il presidente dell'Ufficio parlamentare di Bilancio, Giuseppe Pisauro, ha spiegato per esempio che il reddito così come è stato concepito «svantaggia le famiglie più numerose» rispetto ai nuclei composti da una sola persona. Il problema è che la povertà, ha evidenziato l'Upb, è «diffusa soprattutto tra i nuclei più numerosi, mentre i pensionati sono a meno rischio».

SUSSIDIO SOLO PER IL 72,5% DEI NUCLEI IN POVERTÀ ASSOLUTA

Inoltre il sussidio raggiunge «il 72,5% dei nuclei in povertà assoluta», dunque oltre un quarto delle famiglie più in difficoltà non sarebbe raggiunto, secondo Pisauro. Il calcolo si ottiene confrontando le famiglie in povertà assoluta stimate dall'Istat, 1,8 milioni, e la platea potenzialmente interessata dal beneficio, «1,3 milioni di famiglie».

POSSIBILE DISINCENTIVO AL LAVORO

I costi del reddito di cittadinanza dipendono poi da «quanto i meccanismi di controllo e sanzioni riusciranno a garantire che i soggetti oggi occupati non modifichino le loro scelte lavorative», secondo l'Upb. C'è il rischio «di comportamenti opportunistici» visto che per chi ha un reddito da lavoro inferiore il sussidio può rappresentare «un disincentivo al lavoro». Se i 400 mila potenziali percettori che oggi risultano occupati «si facessero tutti licenziare la spesa crescerebbe di 2 miliardi a regime»

ANPAL: 1,7 MILIONI DI POTENZIALI UTENTI DEI CENTRI PER L'IMPIEGO

Il presidente dell'Anpal Maurizio Del Conte ha spiegato che «sulla base di un'indagine Istat abbiamo individuato in circa un milione e 700 mila i potenziali destinatari di politiche attive, che possono quindi essere avviati e accompagnati subito al lavoro». Questa è «la platea dei potenziali utenti dei centri per l'impiego, pari al 30% del totale». Del Conte ha ribadito come questo dato sia fondamentale considerando anche le «criticità sofferenze nella rete dei centri per l'impiego».

PER I SINDACATI CI PUÒ ESSERE UNA GUERRA TRA POVERI

CgilCisl Uil hanno lanciato il loro allarme: il reddito di cittadinanza rischia di innescare una «guerra tra poveri». I sindacati hanno denunciato la concorrenza che rischia di crearsi tra nuovi e vecchi precari dell'Anpal (cioè tra i navigator e i lavoratori storici), ma anche l'effetto spiazzamento degli utenti dei centri per l'impiego non beneficiari del reddito che potrebbero passare in secondo piano. I sindacati ritengono inoltre molto grave la sospensione per tre anni dell'assegno di ricollocazione per i disoccupati ordinari.

LA CARITAS: «PARADOSSO DI UNA MAGGIORE DISEGUAGLIANZA»

Il requisito di 10 anni di residenza in Italia per percepire il reddito esclude migranti regolari e rischia di escludere le persone in grave marginalità a partire dai senza dimora. È la denuncia arrivata da parte della Caritas, secondo cui «un provvedimento di contrasto alla povertà non può invece che essere inclusivo, altrimenti crea la paradossale situazione di generale o implementare condizioni di disagio grave o di diseguaglianza nell'accesso».

ALLEANZA CONTRO LA POVERTÀ: «STRADA SBAGLIATA»

C'è infine il rischio che il reddito di cittadinanza si riveli «la strada sbagliata per rispondere alle esigenze dei poveri senza raggiungere peraltro gli obiettivi di incremento occupazionale», ha denunciato l'Alleanza contro la povertà nei testi depositati al Senato, sottolineando che «esiste anche il pericolo che così cresca la schiera di chi si oppone alla lotta alla povertà».

Da: QUI

Articolo di Gerardo

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