The Princess Guide: cosa sapere

(Bologna)ore 11:17:00 del 17/04/2019 - Tipologia: , Videogames

The Princess Guide: cosa sapere

Liliartie, ereditiera del reame di Alixon, sembra avere più muscoli che cervello, ed è attratta solo dal combattimento e dal cibo, lasciando ben poco spazio alla sua femminilità e alle arti della diplomazia e della conversazione..

 

Son tutti bravi ad impugnare una spada o un’enorme ascia bipenne, trincerarsi dietro ad un’armatura impenetrabile ed andare in prima linea a combattere il male: ci si becca la gloria imperitura e spesso anche sontuose ricompense.
Molto più difficile, invece, è educare quattro principesse all’arte della guerra, insegnare loro come comportarsi sul campo di battaglia e, finita la pugna, come guidare una nazione.
The Princess Guide tenta di insegnare le basi a tutti gli utenti Switch (versione testata) e PS4.

Quattro principesse per me posson bastare

Nonostante durante le fasi di azione vere e proprie il giocatore rivesta i panni delle succitate principesse, in realtà il suo ruolo è più quello di un deus ex machina, severo insegnante che deve alternare bastone e carota in egual misura per assicurarsi che le future regnanti non si allontanino troppo dalla retta via.
Con la consueta, pungente ironia, NIS America regala un’altra sceneggiatura interessante, che, pur priva di colpi di scena e di particolari velleità narrative, mette quattro personaggi ben caratterizzati al centro di tutto, e condisce il piatto con metariferimenti ai videogiochi e al fantasy in generale e finanche con un pizzico di fanservice, immancabile nelle produzioni giapponesi quando le protagoniste sono di sesso femminile.
In principio il giocatore è chiamato a scegliere con quale principessa cominciare tra le quattro a disposizione, ma ognuna di esse potrà contare su una campagna dedicata, fino al climax finale in cui tutte le protagoniste dovranno cooperare per il bene comune.

Liliartie, ereditiera del reame di Alixon, sembra avere più muscoli che cervello, ed è attratta solo dal combattimento e dal cibo, lasciando ben poco spazio alla sua femminilità e alle arti della diplomazia e della conversazione.
Alcuni lati del carattere di quest’ultima sembrano collimare con quello di Monomaria, discendente della nobile (ma decaduta) casata di Yudaria, passata dal lusso più sfrenato alla necessità di accettare incarichi da mercenari per potersi assicurare la sussistenza: severa e seriosa, sarà una bella gatta da pelare.
Alla forza bruta, Veronica preferisce l’utilizzo della materia grigia: astuta e manipolatrice, la rampolla della più eminente scuola di magia dei quattro reami di Relic Island instaurerà un rapporto quasi paritario con il giocatore, che dovrà evitare di esserne sopraffatto.

Un meccanismo di scelta costante, che “fa da padrone” all’interno delle dinamiche di The Princess Guide, riesce, però, a stratificare in maniera interessante la narrazione, rendendo maggiormente interattivi i costanti dialoghi descritti poc’anzi. Nei primi istanti di gioco, infatti, avrete la possibilità di scegliere il sesso e l’attitudine del vostro alter-ego e, come logica richiede, le quattro principesse si raffronteranno in maniera differente con il giocatore in base alla vostra decisione di essere uomo o donna dalla vostra attitudine. Non ci soffermiamo in approfondimenti maggiori ma possiamo tranquillamente confermarvi che la mole di doppi sensi, all’interno di alcune linee di dialogo surreali, che leggerete se sceglierete di avere un’attitudine da pervertito riusciranno a strapparvi più di un sorriso. Per quanto i dialoghi cambino sensibilmente, rispetto alle vostre decisioni iniziali, non ci troviamo però di fronte a delle modifiche sostanziali all’interno dell’arco narrativo che proseguirà nella stessa direzione a prescindere da come caratterizzerete il protagonista dell’avventura.

Più impattante si rivelerà invece la meccanica del “To Praise or To Scold” (letteralmente “Lodare o Sgridare”), che vi verrà proposta sovente durante il gioco in due differenti modalità, una legata alla narrazione e allo sviluppo delle abilità delle vostre principesse e una legata ai momenti in cui solcherete il campo di battaglia. Molto semplicemente questa meccanica verte sull’approvare, o denigrare, alcune decisioni, o atteggiamenti, che le vostre alunne paleseranno frequentemente durante i molteplici dialoghi che costellano l’intera storia di The Princess Guide. Se le varie scelte che prenderete in questi contesti non muteranno esponenzialmente l’arco narrativo, mutando semplicemente l’atteggiamento che le varie nobili avranno verso di voi, optare per la scelta giusta vi permetterà di guadagnare delle Materia, ovvero dei nuovi oggetti di studio che aumenteranno le statistiche delle vostre principesse o gli permetteranno di apprendere nuove abilità da utilizzare durante le battaglie. 

Soffermandoci sul sistema di aumento delle statistiche delle principesse incappiamo in un’altro inspiegabile difetto di The Princess Guide, la poca praticità dei menu di gioco. Dal momento in cui acquisirete una nuova Materia da far apprendere alla vostra studentessa, riuscire a capire come selezionarla per fargliela apprendere risulterà macchinoso a causa di menù, e relative sotto sezioni, poco chiare e non sempre in grado di far comprendere al giocatore la differenza fra abilità automatiche o selezionabili. Un vero peccato considerando che l’insegnamento di nuove abilità si riflette in maniera considerevolmente predominante durante le fasi di battaglia, oltre a sbloccare alcuni divertenti mini-giochi in grado di allungare ulteriormente le oltre venti ore di gioco richieste per completare il titolo di Nippon Ichi Software.

Sotto La Corazza, Nulla

Il Gameplay di The Princess Guide, però, non si poggia solo sulle scelte e sui dialoghi. Durante le varie fasi dell’avventura, difatti, ci troveremo di fronte a diverse mappe che fungeranno da hub centrale e sulle quali compariranno le varie missioni, principali o secondarie che dovremo affrontare per proseguire nella nostra campagna. Una volta selezionato il nostro obiettivo un cursore comincerà a solcare il percorso più rapido per giungere a destinazione, spostandosi attraverso le varie zone neutrali in maniera analoga a quella dei giochi da tavolo. Pur comprendendo la scelta stilistica attuata da Nippon Ichi Software siamo rimasti dubbiosi in merito alla lentezza e alla macchinosità con la quale si può interagire con la mappa di gioco. Seppur abbiamo trovato interessante l’apparizione di eventi casuali durante il tragitto, fra il punto di partenza e il nostro prossimo obiettivo, l’eccessiva lentezza di queste fasi introduttive alle missioni spezzano ulteriormente un’azione di gioco che già di per se non spicca per l’eccessiva dinamicità. 

 

Articolo di Gerardo

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