The Division 2: provato

(Genova)ore 17:32:00 del 14/01/2019 - Tipologia: , Videogames

The Division 2: provato

Una situazione estrema, da affrontare con la consapevolezza che se Washington D.C. dovesse cadere, sarebbe la fine per tutta la nazione..

 

Partiamo subito dall’ambientazione di The Division 2, che da New York passa a Washington D.C. Personalmente non nego di avere avuto un piccolo moto di delusione nel vedere il trailer con cui è stata svelata la città, perché in cuor mio speravo in un salto in una capitale europea, in grado di pareggiare la Grande Mela in quanto a fascino. Ma è a questo punto chiaro che invece dell’attacco su scala globale Ubisoft intenda raccontarci di un’America (intesa come Stati Uniti) in ginocchio, e quale scelta migliore quindi se non a questo punto il centro del potere di Washington D.C.?

THE DIVISION 2 CONFERMERÀ LA PRESENZA DI UNA MODALITÀ CAMPAGNA, UTILE PER PRENDERE CONFIDENZA COI LUOGHI DI WASHINGTON D.C.

Nell’immaginario cospirativo alle spalle di The Division, l’epidemia da New York è arrivata fino al luogo dove sorge non solo la Casa Bianca, ma anche il quartier generale della Divisione, finito in un completo silenzio radio. The Division 2 si collocherà temporalmente circa sette mesi dopo il suo predecessore, passando così anche da un’ambientazione invernale a una estiva, con tutto quello che ne potrà seguire sulle meccaniche di gioco.

Dovremo quindi ristabilire l’ordine della capitale, messo in ulteriore subbuglio da voci su un possibile colpo di Stato imminente. Una situazione estrema, da affrontare con la consapevolezza che se Washington D.C. dovesse cadere, sarebbe la fine per tutta la nazione. La città promette di essere riprodotta in scala 1:1, con dimensioni pari a circa il venti per cento in più rispetto alla mappa Midtown Manhattan di The Division. Non mancheranno visuali dettagliate dei monumenti più famosi, i quali saranno presumibilmente oggetto di trasformazioni in seguito allo scoppio dell’emergenza.

Per quanto riguarda il gioco nel senso più stretto del termine, The Division 2 confermerà la presenza di una modalità campagna, utile per prendere confidenza coi luoghi di Washington D.C. che ci accompagneranno fino al raggiungimento del livello trenta da parte del nostro personaggio. Nel corso della storia impareremo a conoscere e combattere la fazione dei True Sons, gruppo paramilitare guidato da un ex membro della JTF.

Se avete visto i contenuti arrivati dall’E3 2018, nei vostri occhi ci sarà sicuramente la fase di gioco di The Division 2 all’interno della quale ci è stato mostrato uno scontro nei pressi dell’Air Force One precipitato. In questa occasione abbiamo avuto modo di vedere che il gioco sarà molto simile al suo predecessore nelle dinamiche, basate su copertura e comunicazione tra i membri della squadra. Se vi aspettavate qualcosa di diverso, dunque, meglio lasciar perdere da subito.

Aspettando di poter magari toccare con mano il gioco con la beta (le registrazioni sono già aperte), in questi passaggi mi è sembrato di vedere dei nemici un po’ meno resistenti ai colpi sparati dal giocatore e dal suo team, uno degli aspetti criticati agli inizi del primo The Division. Credo sia più probabile quindi ritrovarsi ad affrontare scontri con forze più numerose che in passato, guidate sì da boss particolarmente resistenti ma meno assorbitori di proiettili rispetto a quelli visti in quel di New York.

È però sul fronte del level design che The Division 2 mostra i miglioramenti più importanti, calando i giocatori in un'ambientazione verdeggiante e ricca di dettagli, lontana anni luce dalla grigia piattezza della New York post apocalittica del primo capitolo. Merito anche di uno Snowdrop Engine in buona forma, alla base di un comparto tecnico che ci è sembrato solido e gradevole, nonché sensibilmente migliorato rispetto alla versione "montata" dal predecessore. Si nota una gestione potenziata dell'illuminazione e un livello generale di pulizia piuttosto convincente, che valorizza scenari di una piacevolezza inedita per gli standard della serie.

Su uno schermo 4K HDR, collegato a una Xbox One X, possiamo garantirvi che il colpo d'occhio è piuttosto notevole. Dopo essersi fatto strada tra le sale di quella che, una volta, era una galleria d'arte moderna, il nostro battaglione si è ritrovato in un teatro di guerra urbano immerso nel sole della capitale statunitense. Uno scenario articolato, suggestivo e ricco di opportunità tattiche, tra coperture, bombole esplosive e punti sopraelevati, utili per sfruttare al meglio le caratteristiche dei diversi specialisti. Utilizzare bene le peculiarità del proprio specialista può garantire vantaggi strategici rilevanti, maggiorati in caso di corretto coordinamento con gli altri membri del gruppo.

Inoltre, pur essendo alla guida di personaggi di massimo livello, con indosso equipaggiamento - presumibilmente - calibrato ad hoc, non ci siamo mai sentiti né intoccabili, né eccessivamente potenti. Il livello di sfida, infatti, si attestava su buoni livelli, senza fluttuazioni evidenti e con un andamento coerente con le diverse fasi della missione provata.

Un apprezzamento legato più al numero dei nemici che alla loro intelligenza artificiale, dato che gli avversari tendono ancora a muoversi sul campo di battaglia in maniera piuttosto erratica, con qualche episodio di estemporanea letargia. C'è tutto il tempo per migliorare, sia chiaro, ma non nutriamo particolari speranze circa questo aspetto della produzione. Una volta sconfitta l'ultima ondata di teppisti, passo finale di una missione non particolarmente brillante in termine di varietà e soluzioni ludiche, abbiamo rivendicato l'area a nome di un gruppo di sopravvissuti, aprendo la strada alla creazione di un nuovo insediamento. Una meccanica inedita sulla quale Massive non si è ancora sbottonata: sappiamo che, offrendo una nuova casa agli uomini e alle donne di Washington DC, potremo guadagnare l'accesso a nuove attività e servizi utili, ma non ci è chiaro se si tratti di un elemento dinamico o semplicemente della conseguenza inalterabile di una semplice quest. Passando alle caratteristiche dell'endgame, gli sviluppatori hanno dichiarato di voler rendere questa componente appagante e longeva, capace di offrire ai giocatori motivi sempre nuovi per tornare a visitare i server del gioco. D'altronde la promessa di raid per un massimo di 8 giocatori sembra puntare proprio in questa direzione.

 

Articolo di Luca

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