Soldi Russi alla Lega: qualcosa non torna

(Aosta)ore 07:12:00 del 13/07/2019 - Tipologia: , Politica

Soldi Russi alla Lega: qualcosa non torna

SOLDI RUSSI ALLA LEGA - Lo scorso 18 ottobre nel lussuoso Hotel Metropole di Mosca c'è stato un incontro tra esponenti della Lega e uomini del Cremlino per escogitare il modo di far arrivare al partito del ministro dell'Interno e vicepremier italiano Matt.

SOLDI RUSSI ALLA LEGA - Lo scorso 18 ottobre nel lussuoso Hotel Metropole di Mosca c'è stato un incontro tra esponenti della Lega e uomini del Cremlino per escogitare il modo di far arrivare al partito del ministro dell'Interno e vicepremier italiano Matteo Salvini decine di milioni di dollari.

Lo aveva scritto l'Espresso in un'inchiesta pubblicata a febbraio e firmata da Giovanni Tizian e Stefano Vergine e ora ci sono anche gli audio a supporto di quella ricostruzione. BuzzFeed ha pubblicato la registrazione di quella segretissima riunione. La Lega ha sempre negato di aver ricevuto fondi dall'estero, ma l'audio del Metropole potrebbe essere la prima prova di un finanziamento clandestino di Mosca a un partito nazionalista europeo.
SOLDI RUSSI ALLA LEGA - Come già pubblicato su L'Espresso lo scorso febbraio, nell'audio si sente più volte Gianluca Savoini, ex portavoce di Salvini, presidente dell'associazione indipendente Lombardia-Russia e sherpa del ministro dell'Interno presso la corte di Putin, ripetere: "Vogliamo cambiare l'Europa. La nuova Europa deve essere molto più vicina alla Russia".

Detto questo, spira su questo Russiagate alla cassoela la stessa aria che spirava sul Russiagate vero, quello americano. In poche parole: è un po' dura crederci. Intanto per come se la gioca BuzzFeed. Il sito Usa scrive che “la registrazione segreta mostra come la Russia di Putin cercava di dare milioni al Trump italiano”. Per la verità è il contrario: è Savoini che voleva mungere la Russia. È alla Lega che servivano i soldi per le campagne elettorali, prima fra tutte quella per il rinnovo del Parlamento europeo.

SOLDI RUSSI ALLA LEGA - E poi, tutta quella storia che Rosneft o Lukoil, compagnie petrolifere di Stato russe e tra le maggiori del mondo, farebbero così e cosà, vendendo il greggio sotto costo, e che l’Eni (amministratore delegato De Scalzi, nominato con il Governo Renzi e confermato con il Governo Gentiloni) lo comprerebbe invece a prezzo pieno, e la differenza se la papperebbero la Lega e i suoi amici russi, e tutto organizzato da Savoini… Per carità, se ne vedono di ogni. Ma in mancanza di prove concrete e non di sole parole, pare una cosa alla Totò e Peppino.

Così, senza andare troppo lontano, l’ipotesi da giornalismo investigativo ce l’ho io. Questo tirato a Salvini e ai suoi incauti amici è un trappolone, sì. Ma dei russi

Infine i protagonisti. Dei tre italiani, solo uno, Savoini, è identificato. Di un secondo si sa il nome: Luca. Possibile che nessuno sia riuscito a scoprire qualcosa in più, almeno su di lui? E il terzo italiano? Buio assoluto, poi, sui tre russi. Cosa questa curiosissima, perché tre tizi che parlano con disinvoltura di vice-premier e primi ministri, come se ci facessero colazione un giorno sì e uno no, e che garantiscono di tirare i fili delle major russe del petrolio (i cui capi sono potenze assolute: Medvedev, per fare un esempio, primo ministro e presidente, viene da lì) dovrebbero essere ben noti nei salotti del Metropol’, che da più di un secolo non fanno altro che accomodare vip e potenti. Duecento dollari a un cameriere di quelli svegli, ecco quel che ci voleva per sapere se si trattava di Dmitrijj o Vladimir, di Aleksandr o Timofej.

Così, senza andare troppo lontano, l’ipotesi da giornalismo investigativo ce l’ho io. Questo tirato a Salvini e ai suoi incauti amici è un trappolone, sìMa dei russi. Ma ve lo vedete voi Putin che si sbatte per riempire di denaro un leader della Lega che si sdraia davanti al segretario di Stato Usa Pompeo, protesta perché non compriamo abbastanza F35 e si agita perché la costruzione del Tap (il gasdotto trans-adriatico, che farà concorrenza a quelli tradizionali russi) non procede abbastanza in fretta? Che sul Venezuela sta con Guaidò (la Russia con Maduro), sull’Iran con gli Usa (la Russia con l’Iran) e che ha criticato gli accordi, peraltro modesti, tra Italia e Cina (la Russia ha un’alleanza strategica con la Cina) facendo da spalla perfetta al Dipartimento di Stato? Il Cremlino dovrebbe promuovere il politico più filo-americano della storia della Repubblica italiana? Neeeee….. Per cui, sempre secondo me, quei tre russi sconosciuti oggi sono lì che leggono BuzzFeed e se la ridono. Ciaone, Matteo!

Articolo di Carmine

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