Sei uno schiavo da lavoro se.....

(Bari)ore 21:31:00 del 20/09/2017 - Tipologia: , Lavoro, Salute

Sei uno schiavo da lavoro se.....

Come esiste una dipendenza dalla droghe, dal sesso, dai dolci, dall'alcool e da tante altre cose, ne esiste una anche dal lavoro e questa dipendenza coinvolge milioni di persone che spesso però non ne conoscono la natura..

Come esiste una dipendenza dalla droghe, dal sesso, dai dolci, dall'alcool e da tante altre cose, ne esiste una anche dal lavoro e questa dipendenza coinvolge milioni di persone che spesso però non ne conoscono la natura.
Cosa significa "dipendenza da lavoro" ?
Significa sostanzialmente non essere capaci di staccare la spina neppure nei momenti di pausa, il dipendente da lavoro tenderà a trovare sempre qualcosa da fare, spesso in modo ossessivo-convulsivo.
Ecco alcuni sintomi da dipendenza da lavoro (prendi carta e penna e segnati quanti di questi sintomi attualmente ti colpiscono):
1) Perenne nervosismo: la frenetica attività giornaliera, le mansioni monotone e ripetitive favoriscono una sovrastimolazione nervosa che non può che culminare con un costante stato di nervosismo.
2) Difficoltà a prender sonno: La rotazione dei turni al lavoro, l'ansia in vista della giornata successiva, lo stress che ci attende e la malavoglia di recarsi al luogo di lavoro causano insonnia, riposo disturbato accentuando ancora di più il nervosismo per chi già ne soffre.
3) Dipendenza da tranquillanti e sonniferi: Questo è strettamente collegato al punto 2 e quindi al lavoro in sé, agli orari alternati.
4) Lavorare dopo lavoro: 
Ci sono persone che meccanizzate dal troppo lavoro non riescono più a stare ferme neppure dopo aver terminato le 8 ore giornaliere. Seppur stanche e sfinite, esse continueranno a trovare qualcosa da fare, una vera e propria trance ipnotica che alla lunga sfocia in veri e propri esaurimenti nervosi e gravi casi di depressione. 
Questa è l'eredità malefica di fabbriche ed uffici !
5) Provare vergogna per se stessi nello stare fermi: In un mondo progettato per renderci tutti produttivi e allo stesso tempo limitare al minimo la nostra creatività e le nostre doti interiori, il macabro risultato che ne consegue non può che esser quello di arrivare al punto di sentirsi letteralmente in colpa quando si sta fermi.
Il mondo degli adulti è proprio così, le persone che hanno un lavoro, una vita stabile, una famiglia e degli amici, si vergognano anche solo a sedersi per mezz'ora senza fare nulla, e quando proprio non ne possono più si inventeranno scuse assurde del tipo "Ho mal di testa, vado a riposare un pò" o "Ho il voltastomaco provo sdraiarmi e vedere se mi passa." La solo idea di comunicare agli altri la propria voglia d'ozio li imbarazza molto! Da qui il mito degli "scansafatiche" ovvero tutte quelle persone che se ne infischiano di ciò che pensano gli altri e oziano tranquillamente senza sentirsi in colpa.


6) Mal di testa frequenti: sintomo di un'attività frenetica della mente causata dai troppi pensieri in testa.
7) Mal di pancia, mal di stomaco: Qui il discorso è molto psicosomatico, ma al di la del cibo spazzatura che ci propinano nelle mense lavorative, dobbiamo considerare anche il fattore "stress" che la vita moderna comporta e se è vero che l'intestino è il nostro cervello questo manifesta i nostri disagi, le nostre frustrazioni, i nostri timori, le nostre ansie sotto forma di colon irritabile, diarrea, mal di pancia, acidità gastrica e via dicendo.
8) Dipendenza da alcool, tabacco e droghe: In un sistema dove spendere i propri soldi sembra essere l'unico motivo di felicità, sono in molti a subire un vero e proprio conflitto esistenziale, un vuoto interiore che la gente tenta di colmare con alcool, tabacco e droghe soprattutto nei weekend creando delle vere e proprie dipendenze, ma le sostanze in sé non ne hanno colpa poiché è sempre l'abuso che ne se fa a fare la differenza e questo abuso e dato dal malcontento generale che la gente moderna vive.

9) Parlare di lavoro dopo lavoro: Quando la gente già a 13 anni è stata ossessionata con l'idea del lavoro e di quello che avrebbe voluto fare da grande, non è un caso che crescendo in un mondo dove il lavoro si sostituisce perfino all'amore, a fine giornata o a fine settimana non sappia parlare d'altro che di lavoro...
Vi basterà entrare in qualche bar al venerdi sera per sentir parlare di lavoro e partecipare a qualche cena di lavoro per sentir parlare ancora una volta di lavoro o semplicemente mangiare a casa per sentir parlare sempre e solo di lavoro. La gente è arrivata al punto da non saper trovare altri argomenti al di fuori di ciò che ripete quotidianamente, tant'è che perfino chi esegue lavori meccanici e monotoni nelle fabbriche non fa che parlare di quanti pezzi a prodotto. Questo è uno dei sintomi più preoccupanti da dipendenza da lavoro e segna l'ormai quasi irrecuperabilità del paziente!
10) Fare del lavoro il proprio motivo di vita: Chi non riesce a non lavorare impazzirà letteralmente quando questo viene a mancare e in una società dove il lavoro sembra essersi sostituito all'ossigeno vediamo la gente arrivare a suicidarsi quando manca il lavoro, non lo trova o lo ha perso. Spesso si arriva a tanto non perché manchino i soldi per vivere, ma per la vergogna provata nel non avere più un lavoro. Questo perché siamo arrivati al punto di aver fatto del "guadagnarsi da vivere" un culto dominante.
Se notate allo stato attuale il lavoro è il metro di misura delle nostre vite poiché secondo il lavoro che facciamo veniamo sia giudicati che rispettati e infine temuti e più alto è il nostro ruolo della scala della piramide sociale, più alto è il nostro valore come uomini e come donne.
Chi invece come il barbone o il vagabondo ha scelto di sua spontanea volontà di non partecipare alla danza frenetica e moderna del "produci e consuma" viene dapprima emarginato e infine abbandonato a se stesso come se questo non fosse più un essere umano, i casi di queste persone morte congelate o di fame in una società che si permette di sprecare tonnellate di cibo invenduto pur di non abbassare i prezzi o di distribuirlo equamente ne è l'esempio.
La dipendenza da lavoro si può curare? 


Si, con il suo opposto: l'ozio. Non un ozio perenne e distruttivo, ma un ozio dosato e costruttivo, fatto di lunghe passeggiate, meditazioni, starsene seduti davanti ad un falò in riva ad un fiume. leggere un libro sotto le coperte, guardare un cielo stellato, bere un thé caldo sorseggiandolo lentamente...

I modi sono tanti, ma la regola principale è svuotare la mente e abbandonarsi alla contemplazione del Creato, e smettendola di essere produttivi a tutti i costi, il mondo ora come ora non ha bisogno di altra merce da produrre, è già inquinato e sfruttato abbastanza! Ha bisogno invece che tu ti riposi e che lo ami e lo rispetti, la dipendenza da lavoro si cura così, sentendosi parte di questo mondo e muovendosi ai ritmi lenti della Natura.

Da: QUI

Articolo di Gregorio

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