Sanità: ecco cosa non ti dicono

(Firenze)ore 17:06:00 del 29/10/2016 - Tipologia: Denunce, Salute

Sanità: ecco cosa non ti dicono

Altro rischio che la stragrande maggioranza dei camici sottolinea è quello che riguarda il coinvolgimento dei medici di famiglia nel sistema del welfare sanitario privato..

Alla base delle dinamiche che spingono gli italiani verso la sanità privata ci sono in primo luogo le lunghe liste d’attesa: l’82%degli intervistati ritiene che la loro riduzione sia il maggior beneficio che i cittadini si attendono. Le prestazioni per le quali più frequentemente, secondo i medici, si ricorre a soluzioni a pagamento sono le ecografie (89%), le consulenze specialistiche (85%), le terapia riabilitative (70%), la diagnostica radiologica convenzionale (51,4%) e quella pesante (49,2%), il laboratorio analisi (31,6%), l’endoscopia (24,2%).

 

Altro rischio che la stragrande maggioranza dei camici sottolinea è quello che riguarda il coinvolgimento dei medici di famiglia nel sistema del welfare sanitario privato. Il 73% di loro vede con difficoltà l’ipotesi che gli specialisti della medicina generale possano essere chiamati a lavorare, senza nuove regole, per questo network; il 77% ritiene che le rappresentanze di categoria professionali, come punto collettivo di aggregazione, debbano intervenire per meglio gestire il cambiamento ed elaborare una prospettiva. E non sorprende, allora, che il 43% dei medici ritiene che lo sviluppo del welfare sanitario privato sia soprattutto fonte di stress e di problemi, a fronte di un 39% che lo considera un’opportunità.

“Il quadro che emerge è quello di una categoria consapevole che i nuovi percorsi saranno difficili, più ricchi di ombre che di luci– commenta Paolo Misericordia, responsabile del Centro studi della Fimmg – Ciononostante non sembrano apparire, nell’analisi e nel quadro complessivo delle risposte, elementi di decisa preclusione e netto rifiuto. Anzi: l’atteggiamento che la categoria assume, almeno nella sua maggioranza, è quello di chi con realismo accetta la sfida, chiedendo però alle associazioni di categoria di prendere parte alla gestione del cambiamento e alla elaborazione di un eventuale progetto di impegno professionale”.

I cittadini italiani? Sempre più costretti ad avvalersi di cure private. Lo riconoscono, in maniera pressoché compatta, i medici di famiglia chiamati ad esprimersi sulla futura crescita, e sulla relativa strutturazione, della sanità integrativa, l’insieme di strutture e servizi che integrano e talvolta sostituiscono le prestazioni sanitarie pubbliche, e di cui già oggi si avvalgono 11 milioni di italiani. Il dato emerge dall’indagine condotta dal Centro studi nazionali della Fimmg (la Federazione italiana medici di medicina generale): un sondaggio che è stato realizzato tra il maggio e il giugno scorso consultando un campione rappresentativo di 700 medici ripartiti in 4 macro-aree (24,7% al Nord Ovest, 18,3% al Nord Est, 23% al Centro, 34% al Sud/isole).

 

E' impossibile attendere sei o sette mesi per una ecografia.....I malati non possono fare anticamera e pertanto devono ricorrere alla sanità privata. E, per un senso di pudore, i politici non dicano che in Italia esiste una sanità pubblica.

Due gli scenari di riferimento ipotizzati dagli autori dell’indagine. Il primo che prevede un welfare sanitario privato che integra e completa quello pubblico; l’altro che invece prevede una condizione competitiva tra i privati e le prestazioni attualmente offerte dal Sistema sanitario nazionale. Ebbene, i medici preferiscono di gran lunga la prima ipotesi. La ritengono più verosimile da realizzarsi (il 64%), maggiormente produttiva in termini di efficacia assistenziale (72,3%), più favorevole per lo svolgimento della funzione di medico di famiglia (75,8%). Sempre in tema di futuri scenari, il 62,4% degli intervistati ammette che se si rimane fuori dai nuovi modelli di welfare sanitario la figura del medico di famiglia si avvierà al declino, e il 53,4% di loro è d’accordo che sia meglio affrontare l’evolversi dei sistemi e partecipare al nuovo.

Articolo di Carmine

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