Roma, ecco la Chiesa delle illusioni ottiche che ti stupira'!

(Roma)ore 23:02:00 del 01/09/2019 - Tipologia: , Cultura, Luoghi da visitare

Roma, ecco la Chiesa delle illusioni ottiche che ti stupira'!

Le illusioni ottiche della Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola .

LA CHIESA DALLE ILLUSIONI OTTICHE A ROMA - Le chiese di Roma (più di 900) sono veri e propri musei. Testimoniano secoli di architettura e arte, coprendo quasi 2000 anni di storia della creatività e dell’ingegno umani. Dalle chiese paleocristiane a quelle contemporanee, dalle basiliche maggiori ai piccoli santuari, quando si visita la Città Eterna è necessario fare delle scelte: a quali luoghi di culto dedicare il tempo di una visita? Alle principali certo, senza trascurare quelle che ospitano opere di Michelangelo, Raffaello, del Bernini, o magari quelle in cui sono sepolti papi e personaggi storici. O, perché no, quelle più tenebrose, con cripte e ossari. Ebbene, se siete indecisi sulle chiese da visitare, ve ne suggeriamo una che vi lascerà senza dubbio a bocca aperta: quella di Sant’Ignazio da Loyola, nel centro di Roma, in quello che un tempo era il Campo Marzio.
LA CHIESA DALLE ILLUSIONI OTTICHE A ROMA - Edificio seicentesco situato nell’omonima piazza – che, da sola, vale la visita, data la peculiare forma irregolare degli edifici che la delimitano, in stile Rococò – la Chiesa di Sant’Ignazio da Loyola si inserisce nel complesso monumentale del Collegio Romano, istituto di istruzione gesuitico in funzione per oltre 3 secoli. Proprio per accogliere gli studenti si decise agli inizi del 1600 di costruire un grande luogo di culto sopra l’antica chiesa dell’Annunziata, di dimensioni troppo ridotte. Nel 1626 iniziarono i lavori per l’edificio che sarebbe stato consacrato a Sant’Ignazio da Loyola, padre fondatore della compagnia dei Gesuiti. A volere e finanziare i lavori fu Ludovico Ludovisi, il vescovo che aveva canonizzato il santo pochi anni prima. 
LA CHIESA DALLE ILLUSIONI OTTICHE A ROMA - La Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola è un classico esempio del Barocco italiano, non solo per la sua struttura e per le sue decorazioni, ma anche e soprattutto per le straordinarie illusioni ottiche realizzate da Andrea del Pozzo, celebre autore di affreschi trompe-l’oeil (trad. “inganna l’occhio”).

Appena varcata la soglia della Chiesa, sul pavimento si possono ammirare le particolari geometrie dei marmi che portano al centro della navata in cui formano un cerchio. Da questo preciso punto, alzando gli occhi al cielo, si può ammirare il fantastico affresco con la Gloria di Sant'Ignazio (1685), sempre di Andrea del Pozzo, che tramite l’effetto di “sfondamento” o “quadratura” del soffitto lo fa sembrare alto il doppio di quanto sia realmente, offrendo agli occhi dello spettatore la simulazione prospettica di una seconda chiesa tridimensionale che “poggia” direttamente su quella reale.

Quest’architettura simulata è articolata su due ordini: in quello superiore, che protende verso l’alto con un sinuoso movimento di colonne, archi e trabeazioni, è raffigurato al centro Sant’Ignazio che ascende al cielo sotto lo sguardo di Cristo crocifisso e quattro figure che simboleggiano i continenti allora conosciuti. Il dipinto rappresenterebbe perciò l'epopea dei Gesuiti nell’evangelizzazione dei quattro continenti.

Proseguendo nella navata centrale, verso l’altare, si incontra un tondo dorato nel marmo pavimentale. Se dal quel punto si alza lo sguardo si può ammirare la splendida cupola di ben 13 metri di diametro. Ma ha qualcosa di strano! Ebbene sì, nasconde un artificio. La cupola è finta, il soffitto è piatto e al di sopra è stato applicato un dipinto prospettico su tela: è solo un’illusione ottica tridimensionale. Infatti, se da quel tondo sul pavimento ci si sposta lateralmente, la cupola assume tutt’altra prospettiva e perde completamente di significato.

Questo ingegnoso espediente venne ideato dal Frate pittore per sopperire alla mancanza di fondi destinati alla costruzione della cupola. Ma si dice anche che siano stati gli stessi abitanti del quartiere Campo Marzio a non volerne la costruzione. Essa, infatti, avrebbe oscurato il sole.

Infine, sempre Andrea del Pozzo, inserì nell’abside, quindi su una superficie curva, quattro false colonne dritte.

La pittura illusionistica, che include tecniche come il “sotto in su” e la sopra citata “quadratura”, è un genere pittorico del Barocco (ma utilizzato anche nel Rinascimento e nel Rococò) nel quale il trompe l'oeil, la prospettiva e altri effetti spaziali vengono impiegati per creare l'illusione di uno spazio tridimensionale su una superficie piatta, semicurva o curva

Tra giochi e virtuosismi pittorici, la Chiesa di Sant'Ignazio a Roma, si presenta perciò come una delle più rappresentative di questo genere che tendeva a stupire l'osservatore con espedienti illusori e geniali.

Articolo di Gregorio

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