Ripetizioni private? Il 90% in nero in Italia!

(Bari)ore 13:26:00 del 05/08/2019 - Tipologia: , Economia, Lavoro

Ripetizioni private? Il 90% in nero in Italia!

RIPETIZIONI PRIVATE IN NERO IN ITALIA - E’ la scoperta dell’acqua calda, a meno che esista qualcuno in grado di fornire prova di ricevute per ripetizioni private..

RIPETIZIONI PRIVATE IN NERO IN ITALIA - E’ la scoperta dell’acqua calda, a meno che esista qualcuno in grado di fornire prova di ricevute per ripetizioni private. Tuttavia leggere le cifre fa un certo effetto: metà degli studenti italiani, risulta da un sondaggio effettuato in forma anonima dalla Fondazione Luigi Einaudi, prende lezioni private (le famose ripetizioni), e il 90% di essi le prende in nero, per un totale di 800 milioni di euro evasi. Dunque nove insegnanti su dieci non dichiarano al fisco quanto incassato.

Il costo orario medio delle ripetizioni private è di 27 euro. Uno studente segue in media tra le 50 e le 70 ore di lezioni private, ossia due ore a settimana per 25-30 settimane (6 mesi). Un costo individuale annuo pari a 1620 euro. Gli studenti delle scuole superiori che seguono almeno un corso di ripetizione sono il 50% del totale, circa 500.000. La spesa totale si aggira intorno ai 810 milioni di euro.

RIPETIZIONI PRIVATE IN NERO IN ITALIA -Di fatto nel corso di un anno, per uno studente che ha difficoltà con una materia, una famiglia spende circa 650 euro in ripetizioni, ma la spesa sale e può raggiungere i 950 euro all’anno se la materia da recuperare è il greco. Chi ha il polso della situazione è Daniele Grassucci fondatore del portale Skuola.net che ha anche aperto una piattaforma dedicata all’incontro tra domanda e offerta sulle ripetizioni.

“C’è una stima di Fondazione Einaudi che ci dice che solo il 10% è emerso il resto è tutto nero. Il tema del nero delle ripetizioni è il tema del nero nel nostro Paese. Il fatto che sia un tipo di lavoro che viene erogato per lo più al di fuori di un eserciziofisico e commerciale tende a favorire questo tipo di rapporto.

RIPETIZIONI PRIVATE IN NERO IN ITALIA -Le ripetizionispesso sono ancora considerate come un “lavoretto”, una seconda occupazioneche viene fatta dagli studenti o da chi non ha un reddito alto. Tra l’altro sotto i 5mila euro l’anno rientriamo nella no tax aerea. Noi vediamo che ci sono sempre più persone disposte a fare lezioni attraverso dei pagamenti digitali, tracciabili: è un primo passo verso l’emersione dal nero”. Grassucci pensa anche a delle soluzioni: “Va creata una legislazione che sia adatta a questo tipo di lavori: ci dev’essere un meccanismo che rende facile e accettabile la dichiarazione. Oggi già esiste per combattere il fenomeno delle ripetizioni in nero dei professori una tassa piatta al 15% sulle lezioni private tenute da docenti di ogni ordine e grado”.

Intanto una famiglia che vuole acquistare ripetizioni in modo legale deve cercare di andare su delle piattaforme che tracciano i pagamenti: “Il secondo passo – spiega il fondatore di Skuola.net – è chiedere l’emissione di una ricevuta o fattura. Se la ripetizione non è più occasionale, c’è la possibilità di inquadrare il tutor con un contratto come se fosse un collaboratore domestico”. Altro tema, quello delle detrazioni: “In Francia c’è una detraibilità fiscale per i soldi che si spendono per la formazione complementare mentre in Italia non c’è. Se si riconoscesse che questi soldi sono spesi per migliorare la prestazione dei figli o per colmare delle lacune e si introducessero dei criteri di detraibilità probabilmente si risolverebbe anche questo tipo di problema”.

Articolo di Luca

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