Rifiuti, per POLITICI e CRIMINALI i nostri BAMBINI possono anche morire

(Napoli)ore 20:48:00 del 18/12/2017 - Tipologia: , Ambiente, Cronaca, Denunce, Sociale

Rifiuti, per POLITICI e CRIMINALI i nostri BAMBINI possono anche morire

Come si può affidare ai privati lo smaltimento di rifiuti pericolosi?? Non si sa che, per il massimo guadagno, cercheranno di smaltirli col minimo costo?.

Il reato di attentato alla salute pubblica dovrebbe essere perseguito con pene esemplari, altro che domiciliari, dovrebbero scontare la pena nella loro stessa azienda rinchiusi per due anni in un capannone stracolmo di rifiuti speciali.

Si mette alla gogna mediatica e si espone al pubblico disprezzo una maestra d'asilo che dà due scappellotti a un bambino , mentre chi i bambini li avvelena e li fa morire di cancro intasca lauti profitti e se gli va proprio male passa qualche mese ai domiciliari; per di più chi organizza e lucra su questo osceno commercio viene nascosto e difeso dai politici votati e rivotati per decenni dagli stessi avvelenati, che vendono la salute dei propri figli per favori e sussidi; poi non si lamentino, sono peggio dei delinquenti.

Capite che in questo paese abbiamo bestie umane che se ne fregano della salute dei bambini?! E a questi affidiamo la gestione di attività così sensibili e delicate! E non rischiano nulla! BASTA! Qui si è superato ogni limite!

Dai piazzali delle ditte specializzate passava di tutto, dice l’inchiesta condotta dai carabinieri forestali: stracci imbevuti di sostanzetossichefiltri olio motore, toner di stampanti. In altri casi i rifiuti speciali – pericolosi e nocivi – venivano miscelati con altri, “mascherati” per abbattere i costi di smaltimento. Sono circa 200mila le tonnellate che secondo gli inquirenti sono state smaltite abusivamente in due discariche della provincia di Livorno tra il 2015 e il 2016. In questo modo l’ipotesi è che siano stati realizzati profitti illeciti per 26 milioni di euro, quindi con il mancato versamento di 4,3 milioni di euro di ecotasse alla Regione Toscana. Almeno tre tir ogni settimana di sostanze tossiche pericolose arrivavano nelle discariche del Livornese da una ditta di Prato, la Fbn, specializzata nel trattamento dei rifiuti. In alcuni casi, come testimoniato da alcune telecamere nascoste piazzate dagli investigatori, gli indagati si limitavano a far transitare i tir carichi di rifiuti speciali pericolosi nei cortili delle ditte specializzate nello smaltimento, da dove uscivano subito dopo senza che fosse stato eseguito alcun trattamento. I rifiuti, entrati come pericolosi, ne uscivano declassificati a ordinari e poi venivano stoccati nelle discariche.

Articolo di Luca

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