Recensione anteprima The Walking Dead L'Ultima Stagione

(Bologna)ore 13:12:00 del 19/08/2018 - Tipologia: , Videogames

Recensione anteprima The Walking Dead L'Ultima Stagione

Smessi i panni Javi, dunque, torniamo a vestire i panni di Clementine, che nel frattempo si è ricongiunta con il piccolo AJ. .

Era il 2012 quanto la prima stagione di The Walking Dead, sviluppata da Telltale, incontrò il grande pubblico.

Il successo fu immediato: i fan apprezzarono il modo di narrare le avventure di un uomo tormentato ma buono come Lee, alle prese con un mondo che andava in pezzi e una bambina da accudire. Se state leggendo questa recensione, sapete già come è andata: dopo il primo exploit lo studio americano ha pubblicato altre due stagioni della serie, approfondendo la figura di quello che è diventato nel tempo il personaggio centrale della storia, ovvero Clementine. Sei anni più tardi, dopo episodi emozionanti e altri non così avvincenti, ci ritroviamo a parlare dell’ultima stagione delle avventure ambientate nel mondo creato da Robert Kirkman. Scopriamo allora i temi di maggiore interesse del primo episodio di The Walking Dead: L’Ultima Stagione, chiamato Basta Fuggire. Ragazzi interrotti The Walking Dead: A New Frotiner pare essere stato veramente una qualche sorta di spin-off, visto che dei personaggi principali dei passati episodi non si fa la minima menzione. Smessi i panni Javi, dunque, torniamo a vestire i panni di Clementine, che nel frattempo si è ricongiunta con il piccolo AJ.

Il gioco consente ovviamente di importare i salvataggi delle proprie avventure precedenti e, in caso contrario, mette a disposizione un rapido riepilogo di quanto successo nelle stagioni passate, in cui saremo chiamati a compiere alcune decisioni che andranno a costruire il nostro background narrativo. Per capire di cosa stiamo parlando, vi basta collegarvi a questo link, dove troverete la medesima sequenza proposta all’inizio di Basta Fuggire, e potrete preparare un file di salvataggio già pronto per quando inizierete a giocare. Come già successo in passato, le ambizioni di Clementine di vivere alla giornata e al di fuori di qualsiasi comunità sono destinate a fallire, e anche all’inizio di questo episodio la nostra troverà il conforto di un nuovo gruppo di alleati. Possiamo dire, anzi, che la conoscenza di questi nuovi personaggi rappresenta la dinamica più importante di tutto l’episodio. Le figure introdotte hanno una caratteristica piuttosto nuova per la serie: sono tutti giovani o, addirittura, giovanissimi. Senza approfondire troppo i dettagli narrativi, possiamo dire che questa comunità di ragazzi accoglierà Clementine e AJ con iniziale calorosità. Un’altra cosa che abbiamo imparato dall’universo di The Walking Dead, però, è che anche i gruppi più armoniosi nascondono al loro interno segreti perversi, che puntualmente verranno alla luce alla fine dell’episodio, con un epilogo che ci ha convinto solo fino a un certo punto.

Le logiche alla base delle dinamiche interpersonali e dell'andamento della storyline procedono con pattern ben noti, incapaci di sorprendere il giocatore in modo significativo: questo deficit di innovazione ludo-narrativa comporta un calo non soltanto del coinvolgimento, ma anche della tensione che dovrebbe avvolgerci nelle fasi più concitate o nelle sequenze a risposta multipla. Nelle sue due ore di durata, il primo episodio avanza dunque con fare altalenante, tentando di mantenere desta l'attenzione dell'utente tramite frangenti più movimentati, a base di QTE, prima di intrappolarlo in lunghe conversazioni volte a presentargli tutti i nuovi membri del cast. Ognuno, chiaramente, è caratterizzato dalle proprie problematiche, e da temperamenti decisamente stereotipati: e mentre due o tre personalità spiccano tra la massa, le altre si rannicchiano nell'ombra, aspettando - si spera - il momento giusto per emergere nelle puntate successive. Il giocatore ben avvezzo agli stilemi della narrazione di TWD, e di altre opere similari, non faticherà ad avvertire palesi segnali di déjà-vu, rimanendo poco scombussolato dinanzi all'inevitabile colpo di scena conclusivo.

Una graphic novel in italiano

Evolvendo il tratto visivo delle opere precedenti, The Walking Dead: The Final Season raggiunge notevoli livelli qualitativi. La pulizia del cel shading, la resa degli scenari e gli ottimi giochi di luce ed ombra concorrono a delineare un comparto artistico degno di una graphic novel americana. Al di là di ataviche imperfezioni legate alle animazioni del corpo e all'espressività facciale, nel complesso, quantomeno su PC, il quadro che prende vita è piacevolissimo da ammirare, specialmente durante i momenti più efferati. A chiosa non manca un buon uso dell'effettistica sonora, accompagnata da un valido doppiaggio in lingua inglese, discretamente sottotitolato in italiano.

Telltale, in sostanza, perfeziona le fasi più "action" ma dimentica di affinare la penna, lasciando che tutto si sviluppi secondo canoni abbastanza tipificati. Ciò non toglie che la curiosità di scoprire come si evolverà la trama resti sufficientemente elevata, ed il merito risiede tutto nel legame che unisce Clem ad AJ. La ragazza, come accennato in precedenza, veste il ruolo di madre per il suo "ometto": pertanto, ogni nostra azione o consiglio verrà interiorizzato dal bambino con risultati francamente inattesi. In breve, Basta Fuggire ci chiede di educare Alvin Jr e di forgiarne il carattere, istruendolo sulle buone maniere da tenere a tavola o alleggerendo il suo egoismo infantile, insegnandogli il calore della pietà o il gelo della spietatezza. Già in questa puntata d'esordio, alcuni suggerimenti materni apparentemente insignificanti hanno condotto a conseguenze d'indubbia importanza, facendoci così ben sperare per le diramazioni e le connessioni di "causa-effetto" dei prossimi tre episodi.

Articolo di Gerardo

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