Recensione anteprima NBA Live 19

(Roma)ore 14:03:00 del 28/09/2018 - Tipologia: , Videogames

Recensione anteprima NBA Live 19

L’intera offerta appare piuttosto piatta e, almeno in questo specifico caso, legata alle microtransazioni..

 

Iniziamo parlando delle tante modalità di gioco di NBA Live 19: l’esperienza più veloce riguarda le sessioni di allenamento e quelle in cui è possibile imparare i vari trick. Seguono poi le partite estemporanee di NBA e WNBA, così come i match classificati online. Parlando delle opzioni più sostanziose, ecco la modalità Franchise, che ci consente di prendere il comando di una squadra di NBA e di portarla al successo. Diciamo subito che l’esperienza, in questo ambito, appare ancora piuttosto acerba. Il fatto che non esista una infrastruttura narrativa come quella di NBA 2K19 non è per nulla un male, ma la sensazione è che la profondità raggiunta anche da altri titoli EA Sports, come quelli della serie Madden, non sia stata ancora raggiunta.

L’introduzione di nuove dinamiche di squadra, magari anche della cura dei dettagli economici, potrebbe differenziare maggiormente l’esperienza da quella del competitor targato Visual Concepts. Passiamo poi alla modalità Ultimate Team: anche in questo caso, il discorso è simile a quello fatto per l’opzione Franchise.

L’intera offerta appare piuttosto piatta e, almeno in questo specifico caso, legata alle microtransazioni. Non siamo ai livelli di NBA 2K19 ma, in questa specifica modalità, è pur vero che per progredire velocemente è spesso consigliabile spendere denaro; completare le cosiddette Fantasfide, ovvero prove in single player, garantisce infatti l’acquisizione di bonus e giocatori vari, ma è altrettanto giusto dire che il fulcro di una modalità del genere è lo scontro con altri giocatori, e anche in questo campo abbiamo avuto qualche problema. Durante le nostre prove, infatti, Ultimate Team è stata l’unica modalità di gioco dove abbiamo faticato a trovare altri utenti disposti a giocare con noi in multiplayer.

Abbiamo lasciato per ultima la modalità più articolata e convincente, ovvero la The One. È qui che dovremo creare il nostro (o la nostra) alter ego e lanciarci nelle sfide che ci porteranno a dominare i campi da basket di tutto il mondo. In maniera originale, la modalità The One non si concentra solo sulla possibile carriera NBA del nostro giocatore, che pure passerà dalla trafila del Draft, ma anche su esperienze in altri tipi di competizioni. Molto brevemente, dunque, con la modalità Court Battles potremo creare un nostro campo e andare all’assalto degli altri parquet dei giocatori online. Con la Live Run, invece, entreremo a far parte di un team composto da altri due o quattro utenti e sfideremo le squadre degli altri giocatori. Le modalità Live Events e Streets World Tour, infine, ci vedranno protagonisti di eventi nei campi di tutto il mondo, da Parigi fino a Toronto.

L’NBA può aspettare

Possiamo dire con una certa tranquillità che le modalità in cui NBA Live 19 brilla non sono quelle legate alla NBA vera e propria, ma quelle da affrontare in giro per il mondo con il proprio avatar virtuale nella modalità The One. Le sfide di Court Battles, ad esempio, risultano molto gradevoli perché ogni partita sarà basata su regole differenti; in alcune, ad esempio, le schiacciate daranno più punti dei tiri da tre, mentre in altre sarà necessario arrivare al canestro in meno secondi possibile. Le possibilità di personalizzazione dei campi da gioco, inoltre, sono numerose, per cui ogni partita si svolge in campi sempre diversi.

Le Live Run, invece, danno modo di giocare con altri utenti anche se, come vedremo meglio in seguito, le performance online del gioco non ci hanno sempre convinto. Il sistema di progressione del nostro personaggio è piuttosto articolato e si basa sul concetto di Hype, diviso in Hype di Campo, Hype Live Run e Hype Carriera. Si tratta, in sostanza, del medesimo meccanismo di progressione del proprio atleta replicato in ogni modalità

Una volta scesi nel campo di NBA Live 19, ci si accorge che da questo punto di vista il gioco rappresenta un'evoluzione di quanto visto l'anno scorso. Un fattore comune nei titoli sportivi a cadenza annuale, ma viste le vicissitudini attraversate dalla serie NBA Live un segno di continuità non può essere interpretato che in modo positivo. Nelle dinamiche di gioco, la principale novità è rappresentata dalla tecnologia Real Player Motion, introdotta quest'anno da EA Sports anche in Madden NFL 19 dopo averla fatta debuttare già con FIFA 18. A giovare di questa introduzione è soprattutto la fluidità di movimento dei giocatori, contraddistinti da animazioni più convincenti che in passato. Ci sono in realtà momenti in cui la fluidità perde un po' di colpi, dove il giocatore che abbiamo in campo non sembra interpretare subito i nostri comandi. Si tratta comunque di attimi che avvengono abbastanza raramente. L'esperienza di gioco resta sempre a metà tra la simulazione e l'arcade, senza quindi particolari pretese di realismo da parte di NBA Live 19. In questi termini è significativa la presenza in difesa di un bottone che permette al giocatore che controlliamo di muoversi automaticamente per contrastare l'attaccante. A parte ciò, è evidente la tendenza a spettacolarizzare alcune azioni per dare maggiore soddisfazione all'utente, soprattutto quando ci sono schiacciate e stoppate di mezzo. L'intelligenza artificiale è in generale buona, anche se da rivedere in alcuni passaggi: una volta individuati i punti deboli della CPU diventa infatti semplice batterla nelle fasi di attacco. I controlli in generale non presentano particolari novità: per tirare si fa riferimento a una barra verticale, alla cima della quale lasciare il bottone per effettuare il tiro migliore tenendo comunque in considerazione la posizione del giocatore e l'eventuale contrasto.

Grafica e sonoro

L'impatto visivo di NBA Live 19 è senza ombra di dubbio elevato, soprattutto nelle inquadrature dall'alto dei campi. Le arene in cui ci troviamo a giocare - siano esse da strada oppure palazzetti del campionato NBA - presentano una notevole cura da parte degli sviluppatori, mantenendo la qualità presentata nelle introduzioni filmate anche durante le fasi di gioco vero e proprio. I modelli dei campioni più famosi di basket americano sono facilmente riconoscibili da chi siede davanti allo schermo, anche se scendendo col livello di fama cala anche la qualità del modello realizzato da EA Sports. NBA Live 19 fa sfoggio anche della sua licenza ESPN, sfruttata a dovere per dare un taglio televisivo a quanto avviene in campo. Meno convincente l'intrattenimento offerto durante l'intervallo, anche a causa di un commento tecnico abbastanza abbottonato. Per quanto riguarda la cronaca le cose vanno un po' meglio quando si torna in partita, trovando ad accompagnarci i nuovi Ed Cohen e Jay Williams: trattandosi di una telecronaca in lingua inglese l'interesse nei suoi confronti è ovviamente minore rispetto alla traduzione realizzata in FIFA 19.

 

Articolo di Samuele

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