Recensione anteprima Assassin's Creed Odyssey

(Firenze)ore 17:02:00 del 13/06/2018 - Tipologia: , Videogames

Recensione anteprima Assassin's Creed Odyssey

Cominciamo dal contesto storico. Assassin's Creed Odyssey si ambienta, come abbiamo anticipato poco fa, nell'Antica Grecia, e più precisamente nel 431 a.C., proprio all'inizio della Guerra del Peloponneso che vide opporsi Atene, Sparta e le relative coali.

Visto il successo di Assassin's Creed Origins non è poi così strano che Ubisoft abbia deciso di ridare, almeno per il momento, una cadenza annuale alla sua saga di punta. In fondo, diciamoci la verità: dopo un paio d'anni di crisi ed uno stop necessario a riprendere fiato, il capitolo ambientato in Egitto ha rilanciato alla grandissima il brand, facendo sì che potesse ritrovare una forte identità ludica e narrativa.

Origins occupa fieramente un posto ai vertici delle classifiche di molti fan della serie, e la voglia di giocare un nuovo episodio, dopo le avventure di Bayek, non manca affatto. E così eccolo qui, Assassin's Creed Odyssey, in uscita il prossimo 5 ottobre. Confermato non solo il setting dell'Antica Grecia, più volte sussurrato nei meandri del web, ma anche una serie importante di novità che interessano il racconto, ed uno sviluppo durato ben tre anni. Se pensavate insomma che Ubisoft avesse deciso, sulla base dei risultati di Origins, di mettere in piedi un nuovo Assassin's Creed in fretta e furia, vi sbagliavate di grosso: Odyssey è stato prodotto parallelamente al precedente capitolo, ed è anch'esso il frutto di un disegno di riscrittura integrale per l'epopea degli assassini. E si vede: pur restando molto vicino, dal punto di vista ludico, al suo diretto predecessore, Odyssey si presenta come un titolo monumentale, traboccante di contenuti e con un setting che rischia di essere persino più affascinante rispetto a quello dell'Egitto tolemaico. Dopo averlo provato per ben quattro ore, siamo pronti a raccontarvi tutte le caratteristiche del nuovo kolossal targato Ubisoft.

Prima delle Origini

Cominciamo dal contesto storico. Assassin's Creed Odyssey si ambienta, come abbiamo anticipato poco fa, nell'Antica Grecia, e più precisamente nel 431 a.C., proprio all'inizio della Guerra del Peloponneso che vide opporsi Atene, Sparta e le relative coalizioni.

Questo significa che, di fatto, Odyssey è un "prequel" di Origins. Sicuramente una scelta peculiare, visto che il capitolo egiziano aveva il compito di raccontare la nascita della confraternita. Per quello che abbiamo avuto modo di capire il racconto di Odyssey sarà in qualche maniera atipico: sebbene le tematiche recuperino nuovamente il dualismo conflittuale fra ordine e caos, da sempre incarnato nel conflitto fra templari e assassini, la mitologia classica della serie non troverà molto spazio in questo capitolo. Niente assassini incappucciati, quindi, ma guerrieri protetti da elmi e corazze, e ovviamente nessun dito mozzato.

Odyssey, tuttavia, non si allontanerà del tutto dalla continuity di Assassin's Creed: non solo perché avremo modo, spostandoci nel presente, di portare avanti la storia di Layla Hassan, ma anche perché potremo scoprire qualcosa di più sulla Prima Civilizzazione, uno degli elementi più oscuri e misteriosi dell'universo narrativo imbastito da Ubisoft. Tutto sommato questo salto a ritroso potrebbe risultare interessante anche per i fan più curiosi e intransigenti. Tralasciando per il momento la narrazione e concentrandoci sull'ambientazione, bisogna nuovamente fare un plauso ad Ubisoft per la qualità della ricostruzione storica e culturale. L'immensa mappa di gioco rappresenta di fatto di fatto l'intera Grecia e tutto l'arcipelago del mar Egeo, anche se ovviamente tutto è stato "condensato" per fare in modo che le proporzioni si mantenessero "a misura di giocatore". Esplorando le varie regioni avremo modo di imbatterci in un impasto culturale incredibilmente sfaccettato: scopriremo così l'ideologia guerriera di Sparta e quella politica e civile di Atene, visiteremo Corinto e le sue bellezze, e incontreremo gli aruspici di Delfi. Il lavoro del team di sviluppo nella ricostruzione di templi, edifici, stili architettonici è semplicemente meraviglioso, e lo stesso si può dire osservando i costumi, le armature dei guerrieri ed il profilo delle enormi trireme, che come vedremo avranno un ruolo fondamentale nella nuova avventura. Non pensiate insomma che Ubisoft abbia semplicemente riciclato quegli elementi dello stile ellenico che si intravedevano già in alcune regioni dell'Egitto di Bayek: città, insediamenti ed aree rurali hanno il loro specifico carattere grafico e visivo, così che non venga mai meno la curiosità di esplorare le varie aree della mappa.

Come accennavamo in apertura l'ambientazione greca potrebbe essere persino più affascinante di quella egiziana, se non altro perché molto più sfaccettati sono gli aspetti legati alla religione, alla mitologia e soprattutto alla filosofia. La società ellenica è del resto conosciuta per il culto delle divinità classiche, e per la sua capacità di fondare una complessa mitologia. Girovagando per le aree di gioco si intravedono enormi statue dedicate non solo al pantheon dell'Olimpo, ma anche agli eroi leggendari come Prometeo e Teseo, i cui supplizi e le cui gesta sono state scolpite per sempre nella pietra, in gigantesche raffigurazioni scultoree che rapiscono lo sguardo del giocatore. Largo spazio anche ai pensatori dell'epoca: vi basti pensare che alla fine di molte missioni il protagonista potrà incontrare Socrate, che con il suo ben noto fare inquisitorio metterà in dubbio tutte le scelte etiche e morali prese fino a quel momento. Odyssey, insomma, sarà anche un viaggio alla scoperta delle filosofia, della storia, della cultura di un'intera epoca storica. Non è esattamente questo che ha reso grande il capitolo uscito l'anno scorso?

Due protagonisti al prezzo di uno

Per la prima volta in un Assassin's Creed, il giocatore potrà scegliere se vestire i panni di una figura maschile o di una femminile. All'inizio del gioco dovremo selezionare Kassandra o Alexios, ma è importante una precisazione. I due protagonisti non sono in realtà personaggi distinti, bensì due versioni dello stesso personaggio: condividono la stessa storia e lo stesso punto di vista. Lanciato dalle vette del monte Taigeto per aver portato sventura sulla propria famiglia, l'eroe di questo nuovo capitolo sopravviverà miracolosamente e vivrà da esule per 17 anni, quando deciderà poi di tornare a cercare vendetta.

Abbiamo poche informazioni sul racconto, ma sappiamo che il personaggio principale appartiene alla stirpe di Leonida, e che porta sempre con sé l'ascia spezzata del leggendario spartano: un oggetto intriso di un grande potere, che in qualche modo dovrebbe sostituire la lama celata rappresentando l'elemento iconico di questo episodio, e di cui verrà fatto ampio uso in battaglia.

Quella del doppio protagonista non sarà l'unica novità di Odyssey. Quando il team ci ha presentato il progetto ha subito messo in chiaro che questo episodio rappresenta "il passaggio finale della trasformazione di Assassin's Creed da un adventure ad un gioco di ruolo". In verità è bene mettere subito in chiaro cosa si intenda con questa dichiarazione. A conti fatti già Origins aveva assimilato molti elementi tipici dei GDR: il sistema di sviluppo del personaggio, l'aumento delle statistiche al passaggio di livello, i meccanismi che regolano la potenza dell'equipaggiamento, il crafting, l'acquisizione delle abilità. Tutti questi aspetti rimangono sostanzialmente inalterati in Odyssey, che dal punto di vista del gameplay rappresenta una pura e semplice prosecuzione del percorso di Origins. Una novità di questo capitolo, estratta in effetti dai grandi GDR di stampo occidentale, è la presenza di un sistema di dialoghi a scelta multipla. Sebbene quattro ore di hands-on non siano pienamente sufficienti a valutarne tutte le ripercussioni, il team promette che questo aspetto sarà al centro di una rivoluzione integrale della narrativa. Le decisioni del giocatore, le risposte che darà a vari personaggi in momenti-chiave dell'avventura, modificheranno in maniera percepibile l'esito e la struttura delle missioni. Il racconto dinamico di Assassin's Creed Odyssey conta oltre 30 ore di scene d'intermezzo e dialoghi, vantando insomma la sceneggiatura più estesa ed elaborata di tutta la serie. Il sistema appare promettente, almeno sulla carta: il team vuole che "il giocatore abbia un maggiore impatto su tutti i sistemi del gioco, compreso quello narrativo". Sappiate, fra le altre cose, che in Odyssey sarà anche possibile intrecciare relazioni affettive o amorose di varia natura: starà all'utente scegliere se andare alla ricerca di una storia fugace o di un rapporto a lungo termine, e non è ovviamente detto che tutti i personaggi cedano alle lusinghe del protagonista.

L'arte della guerra

Dal punto di vista del gameplay, si diceva, Assassin's Creed Odyssey assomiglia davvero molto al suo predecessore. Tornano insomma le scalate dinamiche che hanno sempre rappresentato il marchio di fabbrica della serie, torna il falco che viene utilizzato per sorvolare gli insediamenti nemici e marcare la posizione di risorse e avversari, e torna quel mix di esplorazione, viaggio (anche a cavallo) e combattimento che si è dimostrato solido e funzionale. A tal proposito gli scontri si svolgono alla stessa maniera di Odyssey: Alexios o Kassandra sono equipaggiati con un arco, per rapide e letali uccisioni a distanza, e con un paio di armi da mischia, che siano spade affilate, pesanti mazzi o agili lance. La mappatura dei tasti, il sistema di schivate ed il meccanismo di lock degli avversari non sono cambiati. Gli scontri, tuttavia, appaiono un po' più fluidi e meno ingessati, forse per merito di un lavoro di affinamento delle animazioni.

Spulciando l'albero delle abilità, da acquisire ad ogni level-up, si scopre che le skill sono sempre divise in tre aree diverse (combattimento a distanza, corpo a corpo, adattabilità e stealth). Lo skill tree è meno dispersivo ed il numero di abilità sbloccabili è stato ridotto, in compenso abbiamo visto un maggior numero di capacità attive, da utilizzare fisicamente in battaglia. È cambiato leggermente il funzionamento della barra dell'istinto, che si riempie ad ogni colpo andato a segno e che adesso è divisa in quattro frammenti. Le varie abilità, che possono essere lanciate con una rapida combinazione di tasti, consumano un determinato numero di segmenti di questa barra. Nel corso della nostra prova abbiamo utilizzato spesso una comoda skill curativa, un calcio frontale che impone di urlare "Questa... è... Spartah!", ed un colpo che permette di rimuovere lo scudo degli avversari, utilissimo per cavarsi d'impaccio in diverse situazioni. Non mancano anche opzioni per chi vuole sfruttare l'arco, come piogge di frecce o tiri caricati che raddoppiano il danno inferto agli avversari. Complessivamente gli scontri sono risultati piacevoli e movimentati, al netto di qualche bizza della telecamera, alcune collisioni non proprio precise, e di un'intelligenza artificiale purtroppo rimasta ferma alle reazioni del capitolo scorso (e quindi non proprio brillante). Ecco, ad oggi il difetto più grande di Odyssey sembra essere proprio questo: un'IA a tratti ancora impacciata, al contempo prevedibile nelle reazioni ma "caotica" quando si tratta di affrontare le sequenze stealth. Per fare il definitivo salto di qualità la serie ha bisogno di lavorare su questo aspetto, e siamo convinti che sarà una delle prime preoccupazioni del publisher quando Assassin's Creed approderà sulla nuova generazione di console. L'esito delle battaglie, in ogni caso, è come sempre influenzato dalla differenza di livello fra protagonista e nemici, e per questo sarà fondamentale accumulare punti esperienza sfruttando i soliti sistemi: esplorazione, sincronizzazione dei punti di interesse, completamento degli incarichi secondari e pulizia degli insediamenti militari. Quest'ultima tipologia di attività diventerà importante anche per un altro motivo: spesso e volentieri ci troveremo a dover uccidere importanti bersagli e generali della fazione avversa. Per rendere più semplice l'incarico e fare in modo che la "preda" sia vulnerabile, dovremo ridurne drasticamente l'influenza, eliminando i generali appostati nelle guarnizioni e distruggendo scorte di varia natura, nascoste sempre nei forti armati.

Da: QUI

Articolo di Gregorio

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