Prey Mooncrash, guida passo passo

(Bologna)ore 16:46:00 del 28/06/2018 - Tipologia: , Videogames

Prey Mooncrash, guida passo passo

Per completare la nostra missione dovremo far fuggire tutti e cinque i personaggi dalla base lunare senza che nessuno di essi muoia nel processo. La morte di un personaggio, infatti, ci porterà a dover riavviare la simulazione, facendoci ricominciare da c.

Prey è sicuramente stato uno dei titoli più chiacchierati del 2017, in parte anche a causa del suo travagliato sviluppo, che ha visto la cancellazione di un sequel diretto del Prey de 2008 in favore di un reboot ad opera di Arkane Studios.

Con il suo rilascio, il gioco ha incontrato i favori di critica e pubblico, anche se le vendite, probabilmente, non sono state compatibili con le aspettative di Bethesda. Per questo, un’ eventuale espansione del titolo era tutto fuorché certa; con una mossa a sorpresa, però, all’E3 Arkane ci ha presentato Prey: Mooncrash, primo DLC del titolo che implementa la formula roguelike all’interno del titolo sci-fi horror che abbiamo imparato a conoscere. Abbiamo testato Mooncrash per voi, e siamo pronti a dirvi se questo connubio si è rivelato riuscito.

Fuga da Pytheas

La storia di Prey: Mooncrash ci mette nei panni di Peter, un hacker incaricato dalla Kasma Corporation, la compagnia per cui lavora, di scoprire cos’è successo alla base lunare di Pytheas. Per farlo, Peter può utilizzare delle simulazioni che lo mettono nei panni di cinque differenti personaggi, che sono riusciti a fuggire da Pytheas e a sopravvivere: il nostro compito sarà proprio quello di ricostruire la loro fuga attraverso le cinque possibili vie d'uscita. 

In realtà, sebbene inizialmente ci troveremo a vestire i panni di Peter, chi andremo effettivamente a controllare saranno questi cinque personaggi, ciascuno dotato di un diverso ruolo e di diverse caratteristiche che lo differenziano dagli altri.

Per completare la nostra missione dovremo far fuggire tutti e cinque i personaggi dalla base lunare senza che nessuno di essi muoia nel processo. La morte di un personaggio, infatti, ci porterà a dover riavviare la simulazione, facendoci ricominciare da capo (ma non del tutto, come vedremo) la nostra avventura.

Durante le nostre scorribande su Pytheas, troveremo anche diari, mail e file audio che andranno ad espandere la lore di Prey, legando Mooncrash al gioco principale molto più di quanto ci si sarebbe potuti aspettare vedendo il (parziale) cambiamento di genere. Non solo: ciascun personaggio ha anche una missione personale, diversa da quella degli altri, che dona un tocco di profondità narrativa a questi volti che, altrimenti, avrebbero rischiato di rimanere completamente anonimi. Il comparto tecnico rimane in linea con quanto visto nell’avventura di Morgan Yu: ci troviamo di fronte ad un titolo lontano dalle migliori produzioni viste sulle console della generazione corrente (la nostra prova si è svolta su Playstation 4), ma il titolo si fa perdonare grazie ad una direzione artistica ispirata, in perfetta linea con il precedente lavoro di Arkane. 

Mooncrash racconta la storia di Peter, hacker al servizio della Kasma e assegnato a un satellite spia dedicato alla raccolta di informazioni sulle attività della TranStar in un complesso lunare chiamato Pytheas. Per chi non lo sapesse, o ricordasse, la TranStar è l'azienda tecnologicamente più avanzata del nostro pianeta, leader in ricerca, sviluppo e applicazione in tutti gli apparati socio-scientifici della letteratura di Prey, dove la Kasma è solo uno dei tanti fanalini di coda fra i suoi competitors; il protagonista del gioco base, Morgan, fa parte della famiglia Yu, titolari delle quote di maggioranza dell'azienda e "owners" di cariche direttive o di ricerca di spessore all'interno di essa, oltre che del board amministrativo. Senza cadere in spoiler inopportuni, vi diciamo che Prey è totalmente ambientato su Talos-I, astronave ammiraglia della TranStar dove vengono svolte ricerche su una razza aliena aggressiva chiamata Typhon, creature che tendono a propagarsi come virus sfruttando le loro vittime come ospiti, fra le altre cose. Grazie a un incipit a effetto, l'intreccio prende subito forma in un labirinto di misteri e pericoli sulla vasta nave spaziale, vedendo il protagonista Morgan alle prese con il tentativo di fermare l'outbreak dei Typhon in cattività sulla nave.

Scoprire le ragioni di questi eventi e della particolare situazione in cui ci troviamo all'inizio dell'avventura ci porterà a seguire differenti filoni narrativi della quest principale, ognuno dei quali approfondirà determinati aspetti della storia, culminando in diversi possibili finali da sbloccare. In Mooncrash la linea temporale riprende dall'immediata conclusione di quanto raccontato a bordo di Talos-I, ampliandone, quasi indirettamente, i contorni narrativi.

Architettura a cinque Core

A bordo del satellite spia Kasma, l'obbiettivo di Peter è quello di raccogliere più informazioni possibili su quanto avvenuto nella base di Pytheas (che nella sua totalità rappresenta circa quattro volte la superficie di una singola area del titolo standard) per poter completare i termini del proprio "contratto" e poter fare ritorno sulla Terra dalla sua famiglia. Per fare ciò il nostro provetto hacker avrà a disposizione una postazione di simulazione per la realtà virtuale e dovrà usarla per i ripercorre gli ultimi passi di cinque sopravvissuti che sono riusciti a fuggire, prima del tracollo definitivo del complesso.

Ed è qui che le peculiarità maggiori di questo DLC vengono a galla: cinque personaggi diversi da "interpretare" per Peter e cinque piccole avventure da vivere per noi, con una strutturazione particolare e differente una dall'altra, per una durata media minima di questo contenuta extra che oscilla fra le otto e le dodici ore. Ognuno dei personaggi che di cui dovremo ripercorrere le orme è caratterizzato da un background e abilità uniche, nonché da una differente estrazione dai ranghi sociali della popolazione di Pytheas. Spaziamo così dal soggetto offertosi "volontario" per dei test scientifici, fino ad arrivare al capo della sicurezza e a un ingegnere di bordo, passando per la donna delle pulizie e per il direttore operativo del complesso (che, guarda caso, fa Yu di cognome). Tutti loro possiedono differenti specializzazioni ed equipaggiamenti standard su cui contare, oltre che di alberi delle abilità ben distinti, da sviluppare attorno a potenziamenti standard o di natura aliena grazie alle Neuromod già viste su Talos-I.

Partendo con unico personaggio con cui muoverci nella simulazione dovremo sfruttare proprio alcune di queste caratteristiche uniche di questi avatar, per sbloccare gli altri personaggi e, in particolare, per raggiungere il livello di massimo di completamento in una singola simulazione: riuscire a scoprire tutti i percorsi di fuga disponibili e fuggire dalla stazione con tutti i personaggi in un'unica run. Sono presenti, infatti, cinque vie di fuga da sbloccare sulla mappa, ognuna legata alla missione storia di uno di loro. In ogni simulazione potremo continuare a giocare fino a quando non avremo fatto scappare, o tragicamente perire, tutti i soggetti a nostra disposizione.

Ogni volta che Peter lancerà il simulatore, infatti, la mappa di Pytheas verrà rivista in modo procedurale in alcuni parametri, fra cui il dislocamento di oggetti e munizioni o il posizionamento di alcuni magazzini delle scorte particolarmente significativi. Progredendo nel completamento dei nostri obbiettivi, nei tentativi e nei conseguenti riavvii dell'ambiente virtuale la mappa inizierà a introdurre modificatori ambientali più significativi, come zone senza corrente elettrica o aree soggette a incendi o radiazioni. Oltre a questi elementi, sarà presente un timer che determina il livello di "corruzione", o meglio "degenerazione", della stabilità della simulazione in corso. Quest'ultimo, con i suoi cinque livelli, scandirà la difficoltà del nostro passaggio nelle zone della base e, se portato alla fine del quinto step, la fine della nostra simulazione.

Articolo di Gregorio

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