Overcooked 2, guida passo passo

(Bologna)ore 11:33:00 del 10/08/2018 - Tipologia: , Videogames

Overcooked 2, guida passo passo

L’esperienza è incredibilmente diversa nell’approccio multiplayer o single player: d’altronde la cucina sarà sempre riempita da almeno due cuochi e nel caso in cui vi troviate a giocare da soli dovrete comandarli all’unisono, cambiando cuoco con la pressi.

Master Chef, #foodporn, impiattamento, spolverata di cannella, impasto al carbone vegetale.

Diciamo senza alcun problema che la questione culinaria ci è leggermente sfuggita di mano, ultimamente, ma grazie a Overcooked 2 indossare il grembiule e vestire i panni del cuoco sarà facilissimo, e potremo finalmente appagare tutti i nostri desideri di portare al consumatore un piatto preparato con le nostre mani.

Ed essere anche retribuiti per l’opera compiuta! Overcooked 2, per accompagnarvi attraverso il tutorial e per addentrarvi al meglio nelle meccaniche di gioco, vi propone una trama abbastanza semplice, sulla falsa riga di quella del primo capitolo. Stavolta, però, invece di essere spediti indietro nel tempo per acquisire esperienza e nozioni culinarie, riceverete l’importante compito di viaggiare per tutta la world map e portare a termine le sei missioni esistenti per ogni mondo, che sono in totale sei: compiuta l’impresa potrete finalmente debellare l’assalto del pane zombie. Non aspettatevi dialoghi ispirati o momenti di alta sceneggiatura, ma semplicemente una contestualizzazione della vostra avventura.

Il livello di sfida, sappiatelo, è decisamente alto, soprattutto se avete intenzione di perseguire tutte e tre le stelle a ogni livello: dovrete farlo, tra l’altro, se sperate di sbloccare i livelli segreti, quelli dedicati a Kevin, il cane di compagnia del Re, che vi darà delle sfide molto più complesse di quelle iniziali. La durata della campagna, insomma, è abbastanza alta, tenendovi impegnati anche grazie alla rigiocabilità che viene offerta dai vari livelli, da completare e ricompletare fino ad arrivare alle tre stelle finali. A tal proposito, tenete conto che la difficoltà varia a seconda dell’affrontare il gioco in cooperativa o in single player. Overcooked 2 già nella sua prima versione aveva mostrato la sua vena cooperativa, che viene inevitabilmente confermata in questo sequel. L’esperienza è incredibilmente diversa nell’approccio multiplayer o single player: d’altronde la cucina sarà sempre riempita da almeno due cuochi e nel caso in cui vi troviate a giocare da soli dovrete comandarli all’unisono, cambiando cuoco con la pressione di un tasto. La meccanica è uguale a quella del primo capitolo, senza alcuna variazione, quindi così come si era detto a suo tempo, lo si ripete adesso: una cucina per poter andare alla massima velocità ha bisogno di un grande gioco di squadra. Se quindi non potete gestirla in quattro - numero massimo per il multiplayer locale e online - almeno provate a vivere l’esperienza della carriera in coppia, così da potervi coordinare al meglio.

D’altronde, per chi arrivasse dinanzi al titolo di Team17 vergine dell’esperienza del primo, Overcooked 2 è un gioco che vi chiederà di mettere insieme determinati ingredienti e raggiungere il tanto agognato piatto richiesto dalla clientela. Nella zona in alto a sinistra avrete la comanda, inanellata insieme a tante altre, pronte a suggerirvi quali ingredienti preparare, e come: ovviamente in questo secondo capitolo gli sviluppatori non si sono trattenuti e hanno spinto molto l’acceleratore sul junk food, permettendovi di cucinare patate e pollo fritto, hamburger stracolmi di formaggio, burritos con carne, sushi, pasta alla carbonara e così via. Senza dimenticare la pizza, che ci colpisce direttamente nel privato. Ogni ingrediente, a seconda di cosa state preparando, dovrà essere tagliato, messo in padella, infilato in un mescolatore, cotti al vapore, infilati nel forno e così via, a seconda di ciò che la cucina vi propone e seguendo tutte le ricette che vi vengono indicate. Immaginate, quindi, l’incredibile differenza che avrete nell’affrontare una giornata di lavoro - della durata di circa 4 minuti a partita - in solitaria, gestendo due cuochi, o in coppia. In quest’ultima accezione, Overcooked 2 vi permette di tagliare la carne mentre il vostro partner sta lavando i piatti sporchi, affettare i funghi mentre l’altro cuoco controlla che la carne non bruci in padella, impiattare la pizza mentre l’altro ne sta già preparando un’altra e così via. Il timing ne risente positivamente e così anche il punteggio, oltre alla cooperazione dinanzi al malaugurato caso la cucina dovesse andare a fuoco perché avete lasciato per troppo tempo la pentola sui fornelli. In quel caso armatevi di estintore e poi cestinate il cibo che stavate preparando, vanificando l'impegno degli ultimi secondi. Un’altra meccanica che trova nella modalità in coppia il proprio compimento massimo è quella del lancio: non sarà molto igienico scagliare le cose da un lato all’altro della cucina, con il rischio di vederle cadere a terra, ma in alcuni casi, soprattutto quando avrete acquisito dimestichezza con i comandi, sarete in grado di afferrarli al volo oppure lanciare direttamente in padella gli ingredienti appena tagliati. Anche perché, al di là delle comande e dei soldi guadagnati, sarà fondamentale anche tenere d'occhio il conto alla rovescia: perché arrivati allo zero non avrete più modo di consegnare piatti e più ne preparerete più soldi otterrete e quindi più stelle guadagnerete. Insomma, la cucina è il vostro regno: sta a voi uscirne da veri vincitori.

Da questo breve ricettario (a cui si aggiungono tacos, hamburger, hosomaki, pizze...) avrete già intuite che Overcoocked! 2 si presenta con una nutrita serie di piatti inediti, sufficienti a stuzzicare la curiosità dei fan di lungo corso e in qualche caso (pochi) anche ad aumentare la complessità del processo produttivo. A rendere più avvincenti le partite non è però la preparazione, quanto il ritrovato dinamismo delle arene, che non la smettono più di muoversi e variare conformazione. Immaginate la sorpresa degli utenti quando, dopo una tempesta piuttosto violenta, l'improbabile cucina imbastita su una mongolfiera crolla sul ristorante di sushi frequentato fino a qualche livello prima, con tanto di cambio al volo delle ricette. 

Tra gli ostacoli che si devono affrontare in cucina ci sono anche fiamme che si propagano nel locale, portali in grado di teletrasportarci in diverse zone, e persino distanze apparentemente incolmabili fra le aree in cui si recuperano gli ingredienti e quelle in cui vanno lavorate, che vanno superate... lanciando petti di pollo, patate e manciate di riso. La possibilità di scagliare le pietanze (e attenti a non sbagliare mira!) conclude in buona sostanza il menù delle novità del sequel, che come dicevamo in apertura si dimostra davvero molto conservativo. Un fattore, quest'ultimo, che non rappresenta un grande problema, dal momento che la ricetta di Ghost Town Games è ancora saporita, sopratutto se gustata in compagnia. Overcoocked! 2, per dirla fuor di metafora, è un sequel onesto e intelligente, eppure per nulla coraggioso, in linea con il predecessore anche per quanto riguarda la quantità di contenuti (in termini di arene e livelli della campagna).

Bisogna anche dire che in un impasto così essenziale aggiungere anche un solo ingrediente di troppo avrebbe probabilmente rovinato l'equilibrio dei sapori, e tutto sommato capiamo la volontà di non allontanarsi troppo dagli insegnamenti tradizionali: il gioco ha bisogno, per funzionare, di restare accessibile, immediato, difficile ma non complicato. E così fa Overcoocked! 2, pur rischiando di avere un sapore già sentito.  Sorvolando rapidamente sulle questioni squisitamente tecniche (la grafica 3D è stilizzata ed essenziale, con lo stile buffo dei cartoon), resta da citare la presenza del multiplayer online. Una funzione da utilizzare con le opportune cautele, dal momento che non sempre si adatta alle caratteristiche del prodotto. Come dicevamo poco sopra, Overcoocked è bello quando si gioca in gruppo, trovandosi naturalmente a replicare quel vociare costante e movimentato delle cucine. Giocando a distanza con degli sconosciuti l'alchimia non si replica: che troviate dei cuochi "precisetti" abituati a monopolizzare le operazioni di preparazione o dei confusionari lavapiatti che incasinano pentole e ingredienti, la partita verrà irrimediabilmente compromessa. E a dirla tutta non è neppure divertente giocare, comunicando via chat, con chi non si conosce, limitandosi a dare qualche imbeccata senza sentirsi pienamente liberi di mandare a quel paese il nostro improvvisato compagno quando sbaglia clamorosamente. Giocare a distanza va bene, ma rigorosamente con amici: quando non si ha il tempo o la voglia di ritrovarsi tutti insieme, l'online può essere un utile surrogato della portata principale. Che, ovviamente, resta quella mangiata tutti assieme, sullo stesso divano.

Articolo di Gerardo

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