Metalli pesanti e cancro: come agiscono le sostanze cancerogene

(Milano)ore 08:37:00 del 29/03/2019 - Tipologia: , Denunce, Salute, Scienze

Metalli pesanti e cancro: come agiscono le sostanze cancerogene

Metalli pesanti, policlorobifenili e cancro: il dosaggio riscontrato in pazienti oncologici ne conferma la correlazione.

Premessa dell’Autore

“Alcuni ricercatori hanno trovato le stesse sostanze come metalli pesanti e PCB nel tessuto mammario canceroso, noi invece nel sangue circolante delle ammalate di cancro ( in tutte ) . Queste sostanze indurrebbero la carcinogenesi e sembra che riducano la capacità di azione delle cure. Il nostro studio pilota può considerarsi un tratto di unione tra varie ricerche che confermano  l’azione importante e significativa di queste sostanze.

Quale sia l’esatto meccanismo per il quale metalli pesanti, PCB e altre sostanze chimiche intervengono nelle varie fasi delle patologie è ancora oggetto anche dei nostri studi. Abbiamo comunque rilevato in tutti i pazienti livelli di metalli spesso almeno tre volte superiori al valore massimo.

Dal lato della prevenzione, abbiamo sottolineato l’uso importante degli antiossidanti, il consumo di frutta fresca e verdure, o l’uso del glutatione. Questo lavoro è stato già stampato e diffuso ad oltre 20.000 medici al momento.”

Ambiente, inquinamento, metalli pesanti e PCB

Negli ultimi cento anni abbiamo prodotto, sotto la bandiera di ciò che chiamiamo progresso, sostanze che non esistono in natura (e le abbiamo smaltite, spesso in modo doloso e colposo), aumentando le produzioni industriali con alti livelli di emissioni, incrementando i trasporti su strada e in aereo e producendo tutte quelle emissioni derivate dalle combustioni.

L’ambiente è il mezzo nel quale viviamo e con il quale interagiamo continuamente. La relazione che ogni uomo ha con l’ambiente è strettissima e ovviamente da questo possiamo ricevere qualsiasi tipo di noxae patogene che, agendo in diversi modi sul nostro organismo, possono causare, con meccanismi spesso ancora sconosciuti, alcune alterazioni a breve, medio e lungo termine.

Numerosi studi pubblicati suggeriscono sempre di più una relazione causale tra l’insorgenza di cancro e di altre patologie ed esposizione ad inquinanti ambientali, in particolare metalli pesanti, policlorobifenili (PCB) ed altri prodotti.

Gli stessi PCB, inquinanti persistenti, mimando, interferendo o bloccando le funzioni di alcuni ormoni, possono modificare il rischio di cancro come quello mammario [2]. Metalli pesanti, PCB e altre sostanze, possono essere presenti in molti contesti di criticità ambientali e specialmente nelle aree in cui vengono negligentemente o volontariamente eliminati i rifiuti.

Come agiscono le sostanze cancerogene

Queste sostanze, caratterizzate da tossicità e cancerogenicità, si bioaccumulano nel nostro organismo e molte di esse agiscono quali interferenti endocrini o hanno subdola azione sul DNA.

La vera correlazione tra l’entità di esposizione a tali elementi e, in particolare, l’insorgenza di patologie neoplastiche è tutt’oggi oggetto di studi. È inoltre estremamente complesso comprendere come interagiscono più elementi chimici, più sostanze complesse tra loro e con il nostro organismo.

I PCB

I policlorobifenili, sintetizzati all’inizio del secolo scorso, sono stati prodotti attraverso processi industriali; sono composti molto stabili, poco solubili in acqua e sono ricavati a partire dal petrolio e dal catrame. Sono stati utilizzati in numerose produzioni industriali.

Venivano usati nei trasformatori di corrente sotto forma di olii, nei condensatori elettrici, in isolanti, vernici, colle, inchiostri per stampe o in qualità di additivi per antiparassitari, guaine per conduttori elettrici, carta per fotocopie, carta carbone e in numerose fibre sintetiche.

Possono prodursi anche per incenerimento dei rifiuti, specialmente di oli contenenti PCB. Molti PCB sono stati banditi dopo il 1985, ma la loro presenza in discariche e in molti prodotti di uso ancora comune ha procurato una grave forma di inquinamento poco controllabile, ubiquitaria e tutt’ora presente.

Questi PCB sono stati prodotti in milioni di tonnellate e ne troviamo la presenza un po’ ovunque, in sedimenti marini e fiumi, tuttavia la maggior quantità viene introdotta nel nostro organismo attraverso gli alimenti contaminati e l’acqua; tali sostanze hanno la caratteristica di bioaccumularsi  e sono state considerate cancerogene dall’International agency for Research on Cancer.

Alcuni PCB agirebbero sul recettore Ahr e sul sistema immunitario, stimolerebbero la risposta dei mediatori dell’infiammazione e agirebbero come interferenti endocrini oltre ad avere effetti genotossici.

I metalli pesanti

I metalli pesanti non hanno una definizione universalmente accettata, sono una serie di metalli con numero atomico maggiore di 20 o la cui densità è maggiore di 5 g/cm3.

I metalli pesanti sono inquinanti che, sebbene presenti in bassissime concentrazioni, possono comportare una vasta gamma di effetti negativi sull’ambiente e sull’uomo.

Essi sono presenti nell’aria, nell’acqua, negli alimenti, spesso dispersi nell’atmosfera e nel suolo come effetto di lavorazione industriale: alcuni sono indispensabili, quindi essenziali al nostro organismo, ma in concentrazioni elevate diventano tossici (cromo, ferro, rame, zinco) altri non svolgono ruoli specifici nei processi vitali (alluminio, nichel, arsenico, cadmio, mercurio e piombo).

Sono prodotti di inceneritori, di combustione sia di benzina che di diesel, (auto, autocarri, aerei, navi ecc), di fonderie, vernici, insetticidi, prodotti per agricoltura, quali disinfettanti, e possono essere assorbiti per via inalatoria, orale o anche cutanea in minore quantità: tutti questi metalli ad alte concentrazioni possono provocare effetti di intossicazione acuta e interessare diversi organi e apparati.

Numerosi metalli sono stati classificati come cancerogeni certi o probabili dalla IARC (Agency for Research on Cancer); sono cancerogeni l’arsenico, il berillio, il cadmio, il cromo ed il nichel.

Scopo della ricerca su metalli pesanti e PCB

Lo studio ha avuto come obiettivo la ricerca della presenza di metalli pesanti e PCB nel sangue e nel capello di pazienti con patologie neoplastiche e residenti da almeno 10 anni in alcune aree geografiche della Campania e Basilicata; aree dichiarate a rischio o presumibilmente a rischio di inquinamento ambientale.

I metalli che abbiamo dosato nel sangue e nei capelli dei pazienti oncologici sono 14 (alluminio, antimonio, arsenico, bario, cadmio, cromo, ferro, litio, mercurio, nichel, piombo, rame, stronzio e zinco) e 12 PCB nel sangue.

Abbiamo con questo studio valutato la presenza e la quantità dei metalli pesanti in due differenti matrici biologiche (sangue e capello) e dei PCB nel sangue. Abbiamo valutato la correlazione tra il dato biochimico e le condizioni patologiche oncologiche anche in riferimento al territorio di residenza dei pazienti.

La ricerca è stata effettuata su un campione di volontari con tumori in diversi distretti corporei.

Abbiamo già descritto, inoltre, in un precedente studio pilota su 20 volontari, la presenza di metalli pesanti e PCB nei pazienti con tumori del distretto testa collo e patologie tiroidee.

Da: QUI

Articolo di Carmine

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