Marlon Brando e quell'Oscar rifiutato per protesta contro lo sterminio degli Indiani

(Firenze)ore 09:15:00 del 15/04/2018 - Tipologia: , Cultura, Sociale

Marlon Brando e quell'Oscar rifiutato per protesta contro lo sterminio degli Indiani

Era il marzo del 1973. L’attore non ritirò mai l’Oscar per Il Padrino. Al suo posto mandò una giovane Apache, Sacheen Littlefeather. E scrisse una lettera che è ancora un atto d’accusa contro il potere..

ERA I 1973.MARLON BRANDO NON RITIRÒ L’OSCAR PER”IL PADRINO”.AL SUO POSTO MANDÒ UNA APACHE.E SCRISSE UNA LETTERA CHE È ANCORA OGGI UN ATTO D’ACCUSA CONTRO IL POTERE

Era il marzo del 1973. L’attore non ritirò mai l’Oscar per Il Padrino. Al suo posto mandò una giovane Apache, Sacheen Littlefeather. E scrisse una lettera che è ancora un atto d’accusa contro il potere.

Los Angeles, California. Era la notte del 5 marzo del 1973. Due gli ospiti d’onore che aspettano gli Oscar per farne incetta: Bob Fosse con Cabaret e Francis Ford Coppola con Il Padrino, una ventina di nomination in due. Fanno fuori tutte le portate principali, fra cui quelle di miglior attore e di miglior attrice. Le statuette vanno a Marlon Brando e Liza Minnelli. Ma Brando che è al secondo Oscar, dopo Fronte del Porto, boicotta lo show.

Liv Ullman e Roger Moore, che presentavano la serata, lo chiamano sul palco. Al posto dell’attore si presenta una ragazza. E’ Sacheen Littlefeather, vestita da vera Apache, che spiega con fermezza le obiezioni dell’attore contro l’immagine che la tv e il cinema hanno dato degli Indiani d’America nel corso degli anni. Fischi, urla.

Sacheen però non molla. Dice: “Sono una Apache e sono la presidente del National Native American Affirmative Image Committee (comitato degli affari degli Indiani d’America). Stasera rappresento Brando e mi ha detto di dirvi, in un discorso molto lungo che non posso condividere con voi attualmente, per motivi di tempo, ma che sarò lieta di condividere con la stampa più tardi, che non può accettare questo generoso premio a causa del trattamento oggi riservato agli indiani d’America nell’industria del cinema”.

Quella lettera era  e rimane un atto d’accusa pesantissimo nei confronti del governo a Stelle e Strisce. Ed è a tutt’oggi un gesto di ribellione valido in tutti i casi in cui il potere schiaccia le minoranze. Brando scriveva: “Per duecento anni abbiamo detto agli Indiani, che si battevano per la loro terra, le loro famiglie e il loro diritto di essere liberi: ‘deponete le armi, amici, e vivremo insieme’; quando loro hanno deposto le armi, li abbiamo uccisi.

[video]

Abbiamo mentito, li abbiamo privati delle loro terre. Li abbiamo costretti a firmare accordi fraudolenti, che abbiamo chiamato ‘trattati’, e che non abbiamo mai mantenuto. Li abbiamo trasformati in mendicanti in un continente che ha dato loro la vita (…). Quando i bambini indiani guardano la televisione, e guardano i film, e quando vedono la loro razza raffigurata come è nei film, le loro menti si feriscono in modi che non possiamo immaginare”.

Marlon Brando concluse quella lettera potente con una frase che dovrebbe essere mandata a memoria ovunque i diritti vengano schiacciati, ovunque la vita venga trattata come un imprevisto, ovunque l’umanità sia presa a calci dal potere: “Se non siamo l’angelo custode di nostro fratello, almeno lasciateci non essere il suo carnefice.” Nel 1979 in Pocahontas, una canzone a sostegno degli indiani d’America, contenuta nell’album Rust Never Sleeps, il musicista canadese Neil Young omaggiò il gesto di Brando. La canzone recita più o meno così:  “Vorrei essere un cacciatore. Darei mille pelli per passare una notte con Pocahontas.

E scoprire e come si sentì al mattino nelle verdi pianure. Nella terra natia che non abbiamo mai visto. E forse Marlon Brando sarà li accanto al fuoco. Ci siederemo e parleremo di Hollywood. Marlon Brando, Pocahontas e io…” Lasciateci non essere i carnefici delle nostre sorelle, dei nostri fratelli. Da qualche parte Pocahontas, ieri come oggi, sta sorridendo sotto il poster di The Godfather. 

Da: Jeda

Articolo di Sasha

ALTRE NOTIZIE
Onu: entro il 2030 ognuno di noi dovra' avere una IDENTITA' BIOMETRICA
Onu: entro il 2030 ognuno di noi dovra' avere una IDENTITA' BIOMETRICA
(Firenze)
-

Grazie all’abile uso di trattati e accordi internazionali, il dominio su questo pianeta sta diventando sempre più globalizzato e centralizzato, eppure la maggior parte della gente non sembra preoccuparsene soprattutto per via della grande disinformazione
Grazie all’abile uso di trattati e accordi internazionali, il dominio su questo...

A NAPOLI la fermata BUS piu' BELLA DEL MONDO
A NAPOLI la fermata BUS piu' BELLA DEL MONDO
(Firenze)
-

Ci sono due fermate dell’autobus in via Posillipo che per collocazione sono dei veri e propri capolavori involontari: le pensiline trasparenti danno le spalle allo straordinario spettacolo del Golfo di Napoli con Vesuvio e Castel dell’Ovo.
Via Posillipo è la lunga strada panoramica che sale su verso la zona collinare...

Chi c'e' dietro al TEMPO che fa?
Chi c'e' dietro al TEMPO che fa?
(Firenze)
-

Durante tutta la lunga storia dell’umanità i fenomeni atmosferici e le catastrofi naturali hanno sempre rappresentato un qualcosa d’ineluttabile, totalmente disancorato da qualsivoglia attività antropica venisse svolta sul pianeta.
Durante tutta la lunga storia dell’umanità i fenomeni atmosferici e...

60% degli immigrati con assegno assistenziale senza mai aver lavorato
60% degli immigrati con assegno assistenziale senza mai aver lavorato
(Firenze)
-

L’Osservatorio sui cittadini extracomunitari, un apposito ufficio dell’Inps per monitorare l’impatto che l’immigrazione ha sul sistema pensionistico, ha pubblicato i dati relativi agli immigrati dell’anno 2017.
In pensione senza aver mai lavorato. Il 60% degli immigrati con assegno...

8 caratteristiche della SCHIAVITU' DA SMARTPHONE GIOVANILE
8 caratteristiche della SCHIAVITU' DA SMARTPHONE GIOVANILE
(Firenze)
-

Uno studio rivela le otto ''i'' della generazione di oggi: immaturità, iperconnessione, incorporeità, instabilità, isolamento, incertezza, indefinitezza, inclusività
Jean M. Twenge è una docente di psicologia dell'adolescenza presso l'Università...



Leggendo | Richiesta informazioni | Sitemap articoli

2013 Leggendo - Tutti i diritti riservati