Malati di tecnologia: come sopportiamo in silenzio oggetti che ci COMANDANO di dimagrire, dormire ecc

(Roma)ore 23:19:00 del 24/12/2018 - Tipologia: , Denunce, Tecnologia

Malati di tecnologia: come sopportiamo in silenzio oggetti che ci COMANDANO di dimagrire, dormire ecc

Ci circondiamo di oggetti che di dicono di dimagrire, dormire, fare attività fisica, lavarci (bene) i denti. E li sopportiamo in silenzio .

Scegliendo un plurale un poco inquietante, una schermata rossa esorta a cominciare: «Lavati i denti come se non ci fossimo». Premiamo l’unico pulsante sulla sua superficie bianca e lo spazzolino intelligente prende a vibrare. Intanto, sullo schermo dello smartphone a cui l’aggeggio è collegato senza fili, una rotellina gira paziente su sé stessa mentre proviamo a dare il nostro meglio, strofinando fino agli angoli più remoti della periferia delle gengive. Nell’istante esatto in cui abbiamo terminato, il responso compare sul display del cellulare: i 97 secondi impiegati sono pochi.

«Si può fare di meglio!» bacchetta la app: «I dentisti raccomandano di spazzolare per due volte al giorno per almeno due minuti». Non è ancora nulla, scopriamo che siamo degli inetti, dei dilettanti dell’igiene orale. Abbiamo coperto appena il 54 per cento di molari, canini e dintorni. Il software ci mostra i denti interi e le porzioni ignorate, poi ci rassicura con il solito grave plurale: «Siamo qui per aiutarti!». E via eccoci a digerire filmati, brevi corsi intensivi, disvelamento di tecniche e segreti ancestrali per una spazzolatura perfetta. Sempre sotto l’occhio solerte di questi invisibili grandi fratelli della bocca, decisi a farci «sviluppare solide abitudini sul lungo termine». La fascinazione di un linguaggio a metà tra il burocratico e il medicale, va ammesso, è irresistibile.

Lo spazzolino è solo il complice di un assedio: siamo circondati. La bilancia «smart» ci inchioda al senso di colpa, ci fa pesare ogni grammo della pizza spazzolata la sera prima dopo un magro tentativo di dieta. Inquieti e schizofrenici come i grafici delle azioni in borsa, sventola sotto il naso i picchi siderali della massa grassa e l’assottigliamento di quella muscolare. Il braccialetto che sonnecchia al polso si desta, si agita, ci picchietta vibrando se stiamo troppo a lungo seduti. Indossarlo durante un volo intercontinentale diurno significa maledirlo puntualmente ogni sessanta minuti, specie se siamo a fatica riusciti ad abbracciare Morfeo stordendoci di melatonina, sonniferi, vino scadente già a mezzogiorno. E se tenere un oggetto sempre al braccio può risultare scomodo, niente paura: a San Francisco, in California, se ne sono inventati uno con le medesime funzioni del braccialetto che ha la leggerezza e la praticità di un anello. Si chiama «Motiv», ci motiva via dito, è l’ennesimo esponente di questa catena di pungoli per la mente e per il corpo.

Siamo cresciuti, ci siamo affrancati dalla mamma ipocondriaca e rompiscatole che vagheggiava il nostro poco dormire, il nostro mal mangiare, la nostra scarsa propensione all’igiene orale, per consegnarci a macchine saccenti e petulanti che lo certificano con precisione matematica. Lo sanciscono con la limpidezza dei numeri, lacrimando e gridando raccomandazioni dal cellulare. Il tutto a fin di bene, il nostro bene. Lo stesso che perseguivano i nostri genitori.

La ragione di tanta deferenza di fronte questa tirannide contemporanea, la spiega un articolo del quotidiano britannico The Guardian dal titolo: «Come la tecnologia ci tiene agganciati». La sintesi sta in una frase: «Il brivido di un feedback positivo». Siamo diventati dipendenti dai «mi piace» sui social network, andiamo costantemente a caccia di gratificazioni digitali per il nostro agire. Questi dispositivi le dispensano con generosità, puntando sulla nostra regressione allo status di figli insicuri, docili, a caccia grossa d’affetto. Anche facendo leva sulla cosiddetta «gamification», trasformando la disciplina in un gioco a premi. Capace di elargire distintivi (dal valore nullo, se non psicologico) che compaiono sul display a ogni traguardo raggiunto.

«Mirror», uno specchio con schermo incorporato che ha invaso con le sue pubblicità la metropolitana di New York, va persino oltre: osserva i nostri allenamenti tramite una telecamera sulla sua superficie e, se abbiamo eseguito bene gli esercizi, ci fa i complimenti. Non con una scritta a effetto o con una medaglietta di bit, ma tramite un bellimbusto virtuale molto palestrato che, entusiasta, afferma: «Oggi hai fatto un eccellente lavoro». Una sublimazione smaterializzata di una pacca paterna sulla spalla. E non possiamo nemmeno sostenere che, a differenza dei genitori, queste tecnologie non ci sappiano punire: da poco tempo gli smartphone e i tablet della Apple danno modo di impostare tetti d’utilizzo quotidiani dei vari programmi installati a bordo, dai giochi ai social network. Se eccediamo, quei servizi si oscurano, non sono più disponibili. Il blocco è ovviamente reversibile, ma quando lo aggiriamo viene implicitamente sottolineata la nostra mancanza d’autocontrollo. Come quando eravamo sorpresi da nostra madre a rubare una merendina dalla dispensa o a giocare a un videogioco nonostante un divieto.

Anche Google ha presentato sull’ultima versione di Android funzioni analoghe di «digital wellbeing», di benessere digitale: il vecchio lucchetto sul telefono a disco per evitare che i ragazzi facessero chiamate non autorizzate, traslato nell’epoca dei telefonini e ancorato con un timer alle loro applicazioni. Dal Canada arriva infine una perversa evoluzione della tecnologia rompiscatole: si chiama «Mindset» ed è una cuffia con isolamento dal rumore incorporato. Funzione preistorica, cui sono stati aggiunti cinque piccoli sensori che eseguono un encefalogramma perenne, sorvegliando le nostre onde celebrali. Così il dispositivo è in grado di capire quando siamo concentrati sul compito che stiamo svolgendo o se ci siamo distratti: in quel caso arriva alle orecchie un suono che invita a riprendere il lavoro o lo studio. Il paragone non è forzato: è come se una madre ci stesse addosso mentre siamo in ufficio o sui libri, molestando i timpani con un campanello se guardiamo altrove, se un pensiero estraneo minaccia la nostra produttività. I primi esemplari saranno spediti a inizio 2019, hanno raccolto in prevendita oltre 1 milione di dollari da 5 mila esaltati che non vedono l’ora di farsi leggere nella testa per tenersi in riga. Concedendo a un accessorio tecnologico, per l’ennesima volta, la licenza d’indirizzare il libero arbitrio, correggere l’autodeterminazione, sanzionare un grande piacere umano: il gusto della disobbedienza.

Da: QUI

Articolo di Luca

ALTRE NOTIZIE
Quanto costa avere un tumore oggi in Italia?
Quanto costa avere un tumore oggi in Italia?
(Roma)
-

Avere un tumore oggi costa al malato oltre 40mila euro all’anno
QUANTO COSTA UN TUMORE OGGI IN ITALIA - Per quali ragioni un paziente affetto...

Dazi Usa: la lista nera americana sui prodotti italiani
Dazi Usa: la lista nera americana sui prodotti italiani
(Roma)
-

I dazi americani costano alle esportazioni italiane 500 milioni di euro e potrebbero determinare un calo delle vendite del 20%.
DAZI USA AL VIA - Un risarcimento che gli Usa hanno ottenuto dalla Wto per gli...

Partite IVA sotto attacco dal governo M5S PD. Quando smetteranno di tassare gli imprenditori?
Partite IVA sotto attacco dal governo M5S PD. Quando smetteranno di tassare gli imprenditori?
(Roma)
-

Il Governo ha definitivamente abbandonato l’estensione della flat tax con aliquota agevolata per le partite Iva con ricavi da 65 mila a 100 mila euro, che sarebbe dovuta entrare in vigore all’inizio del prossimo anno in base alla legge di bilancio 2019 ta
PARTITE IVA ANCORA TARTASSATE DAL GOVERNO - Cattive notizie in arrivo per il...

Vip visualizzano le tue storie su Instagram? E' un BOT
Vip visualizzano le tue storie su Instagram? E' un BOT
(Roma)
-

Un fenomeno per tanti inspiegabile: ma tranquilli, non siete diventati vip, si tratta solo di un bot a pagamento.
IL BOT INSTAGRAM CHE VISUALIZZA LE TUE STORIE - Molti utenti di Instagram si...

Flixtrain: i treni low cost si diffondono in Europa, tranne che in Italia
Flixtrain: i treni low cost si diffondono in Europa, tranne che in Italia
(Roma)
-

FLIXTRAIN SI DIFFONDONO IN EUROPA TRANNE CHE IN ITALIA - Flixtrain, il treno low cost di Flixbus, amplia i suoi collegamenti uscendo dalla Germania, dove aveva inaugurato le sue tratte lo scorso anno.
FLIXTRAIN SI DIFFONDONO IN EUROPA TRANNE CHE IN ITALIA - Flixtrain, il treno low...



Leggendo | Richiesta informazioni | Sitemap articoli

2013 Leggendo - Tutti i diritti riservati