La prova di Spider Man

(Cagliari)ore 15:23:00 del 06/08/2018 - Tipologia: , Videogames

La prova di Spider Man

Ammirare la Grande Mela con l’Uomo Ragno sfrecciando accanto al Flatiron building, costeggiando Central Park o godendosi la vista dall’Empire State Building sarà un’esperienza in grado di drizzare i peli sulle braccia di chiunque si sia nutrito con le sto.

Spider-Man è stato uno dei primi supereroi adolescenti, pensato per adolescenti, a mescolare sapientemente spensieratezza, responsabilità e problemi etici. La sua forza risiede infatti in un continuo barcamenarsi tra incarichi sovrumani e problemi di tutti i giorni, una miscela avvincente che lo ha reso uno dei personaggi più importanti e famosi del nostro immaginario.  

Nel corso della sua lunga carriera però Peter Parker non ha salvato il mondo solo al cinema, ha anche indossato la celebre tuta disegnata da Steve Ditko in una serie di adattamenti videoludici che risalgono fino ai tempi dell’Atari 2600 e che hanno raggiunto il massimo splendore con l’adattamento del secondo film di Spider Man per PlayStation 2, quando ancora non si chiamavano “cinecomic”. 

All’epoca il gioco lasciò a bocca aperta pubblico e critica per come riusciva a trasmettere la sensazione di agilità e libertà del personaggio, caratteristica che lo ha reso uno degli esempi su come trattare un supereroe in un videogioco, almeno fino a oggi. 

Sì perché tutti i nostalgici di Spider Man 2 saranno felici di sapere che questo nuovo adattamento, in uscita il 7 Settembre per PlayStation 4, sembra incarnare tutti gli aspetti di un titolo basato sul vostro “amichevole Uomo Ragno di quartiere”. 

Il primo aspetto che colpisce è ovviamente quello visivo, siamo di fronte a un gioco free-roaming che permette di esplorare una vastissima area della città di New York e che regalerà scorci memorabili a chi l’ha già visitata e a chi sogna di andarci. Ammirare la Grande Mela con l’Uomo Ragno sfrecciando accanto al Flatiron building, costeggiando Central Park o godendosi la vista dall’Empire State Building sarà un’esperienza in grado di drizzare i peli sulle braccia di chiunque si sia nutrito con le storie del supereroe creato da Stan Lee e Steve Ditko.  

Della trama non vi racconteremo nulla, sia perché in un certo qual modo potete intuire da voi cosa potrà accadere in una storia con Spider-Man protagonista, sia perché non rappresenta l’informazione attorno alla quale vogliamo far girare la nostra disamina. Ciò che realmente ci interessa esaltare è quel gameplay che riprende, come noto, le meccaniche di Batman Arkham Asylum e le adatta, coniugandole perfettamente, all’Uomo Ragno. Al di là di ciò che è stato mostrato da Sony e da Insomniac negli ultimi trailer, avremo dalla nostra la possibilità di cambiare costume e aggiungervi dei power up specifici nel corso della nostra avventura, grazie a un sistema di progressione che si basa sull’accumulo di punti esperienza. Per questi ultimi sarà necessario tanto seguire la modalità principale, quanto soffermarsi sulle missioni secondarie, dal debellare dei criminali nei vari quartieri di New York fino al recupero degli zainetti che Spider-Man ha lasciato sulle pareti della città nel corso delle sue precedenti avventure: i famosi zaini di Peter Parker, insomma.

Nelle nostre due ore siamo riusciti a sbloccare tre varianti del costume propostoci, tra cui anche quello originale: abbiamo potenziato alcune abilità sfruttando lo skill tree, che ci ha permesso di sbloccare nuove mosse da combattimento, nuovi gadget e nuove capacità di slancio tra i grattacieli. Anche i gadget, dalla loro, vi permetteranno di applicare una sorta di crafting, che avremo però modo di approfondire in fase di review: tutto questo per dirvi, però, che di personalizzazione attorno al personaggio di Spider-Man ce n’è, tanto per giustificare la presenza di 24 diversi costumi da poter sbloccare e per avere sempre un miglioramento nella vostra esperienza finale. Gli stessi combattimenti ovviamente ne gioveranno, così come le vostre abilità: se all’inizio dovrete gradualmente scoprire come gestire anche la ricarica della salute e come districarvi tra i vari nemici che si proteggono dietro scudi o che lanciano granate fumogene, col tempo diventerà tutto automatico, unendo passo dopo passo attacchi dalla distanza, schivate, pugni, calci e catapulte, che vi aiuteranno a spostare l’attenzione del vostro combattimento in aria. Sebbene l’azione sia sempre molto frenetica è nelle boss battle che abbiamo denotato, per ora, una ripetitività che non sembra appartenere a Spider-Man: costretti a ripetere diverse volte lo stesso pattern di mosse, ci siamo ritrovati dinanzi a un combattimento davvero poco illuminato e accattivante, che ci ha lasciato con la speranza di poter ritrovare, più avanti, battaglie ben più elaborate e più in linea con il dinamismo che il titolo di Insomniac ci ha fatto assaporare in quei voli di grattacielo in grattacielo. 
Dinamismo e stasi
Accennavano della questione MJ Watson, altro aspetto che ci auguriamo possa subire interessanti modifiche nel corso del gioco. La storica fidanzata di Peter Parker si ritrova, come dicevamo, in questa avventura nei panni di giornalista e la ritroviamo proprio armata di macchina fotografica a doverla gestire come se fossimo in una sorta di poliziesco. Quasi come in un titolo di Sherlock Holmes, con la rutilante ragazza di New York dovremo andare alla ricerca di indizi che ci aiuteranno a risolvere enigmi ambientali abbastanza scontati e che, vi assicuriamo, potreste superare anche senza dover cercare tutti i suggerimenti in gioco. Le stesse fasi stealth che ci vengono proposte sono abbastanza puerili e ingenue, soprattutto per quanto riguarda i nostri eventuali carnefici. Tra l’altro la lentezza dell’azione legata a Marie Jane smorza tantissimo il ritmo di Spider-Man: probabilmente è una scelta ponderata che a lungo andare potrebbe essere premiata o dalla necessità di staccare dalla frenesia delle ragnatele o dalla crescita del personaggio di Mary Jane Watson, che potrebbe dire molto di più di quanto ci ha trasmesso in queste prime fasi. Inoltre alcuni fasi di stasi le abbiamo ritrovate anche in Peter Parker e nelle sue attività da laboratorio, proprio per rifarci a quel concetto di protagonista polivalente che deve saper gestire la propria vita nelle molteplici sfaccettature: in queste sessioni ci ritroveremo dinanzi a diversi minigiochi, che in alcuni casi terranno impegnato anche Spider-Man, come il dover ricostruire un circuito elettrico con i pezzi a nostra disposizione oppure regolare il movimento di un’onda sonora per poter captare segnalazioni della polizia nei quartiere circostante. Non mancano nemmeno i collezionabili, perché oltre agli zainetti indicati sopra avremo anche la possibilità di scattare foto per tutta New York, come richiesto dal personaggio di Peter, d’altronde.

Articolo di Luca

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