La prova di One Piece Grand Cruise

(Milano)ore 08:09:00 del 12/06/2018 - Tipologia: , Videogames

La prova di One Piece Grand Cruise

Tra i lati positivi di questa parte dell’esperienza ci sono sicuramente l’ottimo doppiaggio giapponese, ad opera degli stessi doppiatori della serie animata, e la discreta realizzazione tecnica, che restituisce fedelmente i modelli dei personaggi.

Gli adattamenti videoludici dei più popolari fumetti giapponesi hanno conosciuto alterne fortune, e questa sorte non ha mancato di colpire anche One Piece, la cui storia conta milioni di lettori sparsi in tutto il globo.

Nel corso del tempo abbiamo visto affacciarsi sugli scaffali adattamenti più o meno validi delle avventure di Rufy e della sua ciurma. Fino ad ora, però, non avevamo ancora avuto la possibilità di salire a bordo della Thousand Sunny in prima persona grazie alla realtà virtuale, che è proprio quello che ci propone One Piece: Grand Cruise. E, credeteci, forse sarebbe stato meglio lasciare le cose come stavano.

Pirati siamo noi, all’arrembaggio!

Se vi aspettate un adattamento narrativo di uno dei tanti archi che compongono l’intricata storia di Eichiiro Oda, sappiate che i vostri desideri non verranno soddisfatti. Grand Cruise, infatti, non presenta alcun accenno di trama, mettendoci semplicemente nei panni di un nuovo arrivato nella ciurma di Rufy che si ritrova ad affrontare due missioni insieme a Nami, Nico Robin, Zoro e agli altri componenti dell’equipaggio. Avremo la possibilità di visitare diverse location della Thousand Sunny, interagendo attraverso brevi dialoghi con i diversi personaggi che conosciamo ormai da anni. 

Tra i lati positivi di questa parte dell’esperienza ci sono sicuramente l’ottimo doppiaggio giapponese, ad opera degli stessi doppiatori della serie animata, e la discreta realizzazione tecnica, che restituisce fedelmente i modelli dei personaggi. Peccato che ci sia poi il rovescio della medaglia: le ambientazioni risultano spoglie, e l’interazione coi personaggi è ridotta al minimo, al punto che ci troveremo perlopiù di fronte a monologhi di pochi minuti in cui non avremo azioni a disposizione se non quella di rimanere immobili ad ascoltare. A questo dobbiamo aggiungere le diverse situazioni di fan service che riguardano Nami e Nico Robin: le due protagoniste del fumetto vengono spesso messe in posizioni che permettono al giocatore di ammirare i prosperosi seni delle due ragazze. Questo elemento, tenendo a mente ciò che vi diremo dopo sul resto del gioco, contribuisce a dare l’idea di un’esperienza vuota e senz’anima, tesa soltanto a spillare (pochi) soldi ai fan sfegatati della serie. 

Sfortunatamente l'edizione casalinga di ONE PIECE: Grand Cruise non presenterà invece alcuna modalità multiplayer, ma si limiterà a piazzare sulla nave sette sagome anonime e del tutto inutili ai fini del gameplay. Che si vinca o si perda il suddetto duello, la prova si concluderà poi coi saluti di tutta la ciurma, lasciando al giocatore un fastidioso senso di incompiutezza. Allo stesso modo si comporterà purtroppo anche la seconda sfida, qui chiamata "Scontro con il Kraken" e altrettanto breve. Selezionato il sesso del proprio avatar, l'utente si ritroverà nuovamente a bordo della nave, potendo stavolta esplorare non solo la cambusa e gli alloggi di Nami, ma anche l'infermeria del dottor Chopper e la coperta, nella quale Roronoa Zoro è solito allenarsi diligentemente. A differenza dalla prima modalità, dove le sequenze interattive saranno del tutto pilotate, la seconda prova, indipendentemente dalla scelta compiuta, porrà il giocatore dinanzi ad alcune domande effettuate dal personaggio di turno, il quale tenterà a più riprese di conoscere meglio ed intrattenere il proprio interlocutore.

Come nel primo caso, tuttavia, i dialoghi saranno bruscamente interrotti dal capitano Luffy, che farà notare all'intera ciurma l'arrivo di un gigantesco Kraken intenzionato a distruggere la nave. Questo evento sarà dunque l'inizio dell'ennesima scaramuccia, e infatti vedrà l'equipaggio diviso in due diverse squadre intente ad infliggere alla bestia il maggior numero di danni possibili. Quel che ci ha permesso di apprezzare maggiormente questo secondo mini-gioco è però la sorprendente e ben realizzata cutscene posta al termine dello scontro col Kraken: sconfitta la creatura, infatti, i Pirati di Cappello di Paglia saranno aggrediti dal potente Donquixote Doflamingo ed i giocatori saranno testimoni di una rapidissima (e scriptata) schermaglia fra Luffy ed il micidiale antagonista.

Per quel che concerne invece il profilo prettamente tecnico, ONE PIECE: Grand Cruise non è certo un prodotto da buttar via. Nonostante la totale e grave assenza della colonna sonora, l'esperienza VR saprà conquistare i fan del manga grazie ai colori vividi ed ai superbi modelli poligonali dei personaggi, che rappresentano il nocciolo dell'intera produzione. Il vero problema del gioco, che ai nostri occhi appare soltanto una demo, è il prezzo cui è stata proposta al consumatore finale. Se pensiamo ad esperienze del calibro di The Last Guardian VR, qualitativamente poderosa e del tutto gratuita, i 10€ di spesa richiesti da ONE PIECE: Grand Cruise risultano esagerati e assolutamente ingiustificati.

Articolo di Sasha

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