La prova di Days Gone

(Bari)ore 12:34:00 del 12/03/2019 - Tipologia: , Videogames

La prova di Days Gone

Le comunità di sopravvissuti si riuniscono per il proprio interesse, e non mancano lupi solitari che cercano di arrangiarsi come possono per affrontare le insidie di tutti i giorni.

 

Marzo è appena arrivato e, neanche il tempo di ingranare, ha portato nel mondo videoludico una ventata di aria fresca con anteprime, novità e uscite. Un periodo dell’anno particolarmente caldo che, tra le sue tante avventure, ci ha dato in pasto una corposa anteprima di Days Gone, esclusiva Sony a tema survival attesa definitivamente per il 26 del prossimo mese. Una prova che doveva esserci, e che dunque è arrivata, per chiarire pad alla mano la silohouette del progetto di Sony Bend che finora si era mostrato troppo poco e con troppe incertezze.
La prova si è svolta per la durata di circa due ore abbondanti; lo stato dei lavori quasi definitivo del gioco e due demo: la prima incipit del gioco, mentre la seconda più avanzata per mostrare l’esperienza ad avventura inoltrata.

Days Gone è prima di tutto un gioco single player. Il fatto di fare parte di quella categoria di giochi paladini di questo tipo di esperienza, ne ha delineato tratti molti simili agli altri esponenti frutto della stessa filosofia. Lo stampo “Sony” delle ultime due generazioni videoludiche si percepisce chiaramente. Ancora prima della natura survival, che dovrebbe portare il gameplay ad essere l’elemento predominante della scena, soprattutto in un titolo open world, è la narrativa che detta i tempi delle fasi iniziali. Il cui ritmo risulta forse per certi versi un po’ frammentato. In Deacon l’azione scaturisce da avvenimenti che gli hanno cambiato la vita, in un mondo vittima di un’epidemia che non ha lasciato scampo. Le comunità di sopravvissuti si riuniscono per il proprio interesse, e non mancano lupi solitari che cercano di arrangiarsi come possono per affrontare le insidie di tutti i giorni

Un rimpianto che rimane

Per Deacon è il ricordo di Sarah, la moglie perduta, ad essere il più grande rimpianto del passato, anche perché da quanto si capisce è stata la scelta di farla partire per una zona sicura, poi assaltata, ad averne decretato la morte. Lui, invece, continua la sua vita vagabonda assieme all’amico, talvolta alla ricerca di cibo, altre volte alla ricerca di armi per potersi difendere. Una vita di fortuna, a bordo della sua cara moto da drifter.

Lo stile di vita da Biker della vita passata lo lega al mezzo come se fosse un arto del suo corpo. Scopriamo poi che quello stesso legame a due ruote è il primo contatto tra lui e la moglie ed è andato a modificarsi con pezzi e regali, parallelamente al loro rapporto. Una questione che mette in ballo, in un contesto fortemente survival tanti elementi legati in maniera imprescindibile ai sentimenti, alla sfera emozionale. Ne nasce un forte contrasto che ha il coraggio di sottolineare la violenza di una vita da sopravvissuti in un mondo ostile, in cui vivere è una conquista quotidiana, e di rievocare l’emotività del protagonista traslata nella rabbia del presente con flashback dei bei tempi passati.
Gioca un ruolo fondamentale la colonna sonora, vibrante di sentimenti, con quel misto di malinconia e di sonorità acustiche tipiche dell’atmosfera On the Road americana

Se la prima parte si poggiava su una struttura lineare, la successiva, decisamente più lunga e organica, mostrava la vera natura della produzione, quella di un open world focalizzato sulla storia, dove emergono ottime prove attoriali e un doppiaggio in italiano eccezionale che immedesima istantaneamente nei personaggi, nei loro drammi. Per quanto riguarda l’interattività, questa contempla sia l’approccio silenzioso che a viso aperto, con immancabili accampamenti da ripulire come nella canonica grammatica del genere. Eppure, la trama pare essere il punto focale, così come lo sviluppo caratteriale del protagonista.

L’universo narrativo infatti percorre uno stile peculiare, che il team di sviluppo paragona alla profondità di una serie televisiva, sia nella messa in scena che nei dettagli. In effetti, la trama si compone di più missioni principali che condividono tra loro informazioni, grazie alle quali sarà possibile confezionare un quadro narrativo completo di Days Gone. Non a caso la conduzione presenta moltissime sequenze d’intermezzo realizzate in maniera impeccabile, più vicine alla concezione delle avventure lineari che a quella del mondo aperto.

Per il resto, lo ribadiamo, l’ultima fatica di Bend Studio si configura come un tipico videogioco d’azione in terza persona all’interno del quale potrete impugnare diverse armi, recuperare materiali disseminati per l’ambiente, per poi creare bombe, cure e diversivi. Nella ricetta non mancano modifiche per le armi, campi dove riscuotere taglie e acquistare oggetti, e un albero delle abilità diviso in tre rami differenti (armi da mischia, a distanza e sopravvivenza). Il nucleo dei viaggi risiede invece in una ruspante motocicletta, per spostarsi liberamente nel mondo, purché ci sia benzina a sufficienza.

 

Dal punto di vista grafico non possiamo esprimerci fino in fondo, in special modo sul versante tecnico, visto che ci è stato comunicato che il codice non è assolutamente quello definitivo. Per ora possiamo apprezzare lo sforzo di coniugare la grandezza dell’open world con l’attenzione al dettaglio dell’avventura a corridoio, sebbene pare non riesca a imporsi né in una sezione né nell’altra. Le animazioni lasciano un po’ a desiderare e le cataloghiamo come l’aspetto più debole del lato visivo, almeno al momento, ma confidiamo nell’operazione di pulizia. Tutto sommato è un bel vedere, e ha il grande merito di riuscire a comunicare la sua vastità con enormi panorami dove si distinguono le orde, agglomerati di Furiosi che quando si palesano fanno letteralmente paura, il cui abbattimento è riservato ai soli giocatori ben equipaggiati. Infine, ci sentiamo di spezzare una lancia a favore della varietà di questa “breve” anteprima: tra piccoli enigmi ambientali, situazioni particolari che coinvolgono anche personaggi secondari e scontri con diverse tipologie di creature, non abbiamo mai percepito un briciolo di noia, nemmeno in lontananza. Speriamo si mantenga così per tutta la durata del viaggio.

 

Articolo di Luca

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