L’opera di distruzione della sinistra ad opera dei relitti del PD e' ormai completata!

(Roma)ore 19:23:00 del 20/01/2019 - Tipologia: , Denunce, Politica

L’opera di distruzione della sinistra ad opera dei relitti del PD e' ormai completata!

Chi ha dai 50 anni in su ha potuto conoscere solo la fase conclusiva del PCI o della DC..

Chi ha dai 50 anni in su ha potuto conoscere solo la fase conclusiva del PCI o della DC.

E c’è chi ne ha sentito parlare dai propri genitori o parenti in presa diretta.

Gli uni e gli altri sanno così che si trattava, al netto di tutti i limiti, di tutti i fallimenti, di tutte anche le tragedie, di partiti che avevano nel proprio DNA un’anima popolare.

Con la loro opera si sono accresciuti i diritti della parte più debole del nostro popolo.

Tutte le conquiste sociali più importanti – dalla scuola per tutti, dallo Statuto dei Lavoratori, alle pensioni, ecc., insomma all’insieme del cosiddetto Stato Sociale o Welfare che dir si voglia – sono avvenute durante la fase storica più virtuosa di questi due partiti popolari. Nella fase invece da basso impero, hanno dato vita ad ogni genere di malaffare e sono stati giustamente puniti dagli italiani con la loro definitiva uscita ingloriosa dalla storia.

Tuttavia questa fase terminale non può portarci a dare un giudizio negativo di tutto quanto hanno compiuto.

Le conquiste sociali restano un solido caposaldo che consente al PCI e alla DC di rimanere a buon diritto nella storia italiana con dignità. E così anche gli uomini più virtuosi che li hanno fondati e poi governati li confermano in questa dignità. Dal fondatore del Partito Popolare Sturzo, a De Gasperi, fino ad Aldo Moro nella DC, da Gramsci a Di Vittorio, fino a Berlinguer nel PCI, sono esempi di passione politica generosa spesa per il bene del nostro popolo che hanno contribuito a produrre o prodotto le migliori riforme sociali che hanno determinato lo sviluppo economico e sociale dell’Italia.

Questo patrimonio di dignità storica e l’anima popolare di cui era espressione, sarebbe dovuta andare in eredità a quelli – tra i dirigenti provenienti e sopravvissuti alla fase decadente di quei partiti – che si sono proclamati custodi e continuatori della parte migliore di quella tradizione e scuola politica.

Purtroppo essi hanno pensato che bastasse cambiare il nome di quei partiti per adattarli ai tempi nuovi venuti fuori a seguito, principalmente, del crollo dell’Unione Sovietica, agguantare il potere per il potere, mandare al macero la tradizione virtuosa e sbarazzarsi in fretta dell’anima popolare. Hanno ritenuto che non si poteva esitare nell’obbedire ai dominatori ormai incontrastati della finanza globale.

E così hanno buttato via i tesori pregiati e hanno mantenuto le porcherie.

Fuor di metafora, hanno ucciso la loro anima popolare e hanno continuato in nuove modalità le pratiche peggiori della fase decadente della DC e del PCI.

Per compiacere la finanza globale hanno cominciato a distruggere lo stato sociale, a restringere le garanzie che davano un tenore di vita accettabile per la povera gente, abbattere il tenore di vita della classe media e concentrare il benessere sempre di più in pochissime mani.

Questa tendenza si è fatta sempre più accelerata fino ad arrivare alla distruzione del nostro sistema di piccole imprese e alla creazione di 5 milioni di derelitti. Gente che si trova senza pensione e senza lavoro a 60 anni e giovani che non hanno la minima possibilità di trovare lavoro.

Roba che ci fa tornare indietro ai Savoia, quando Don Bosco si prendeva cura dei ragazzi sbandati e senza pane del suo tempo cioè a prima della Repubblica e addirittura a prima del Fascismo che, tra le cose buone insieme alle colonie e alle bonifiche, aveva iniziato l’era delle pensioni: con la Fornero, il PD – l’erede conclamato della DC e del PCI – riporta indietro la lancette della storia. La DC e il PCI hanno portato in Italia le pensioni per tutti, il PD con la Fornero in buona parte le limita e ne restringe l’applicazione.

È davvero singolare che le restrizioni dei diritti dei lavoratori e della decorrenza pensionistica – che ha creato la categoria sociale degli esodati e cioè di persone senza pensione e senza lavoro – siano venute fuori durante la presidenza di Napolitano, uno dei dirigenti del PCI considerato allora il capo della ‘corrente migliorista’, cioè di quella parte del PCI che voleva allearsi ad ogni costo e con chiunque pur di andare al potere.

Napolitano è stato colui che – da Presidente della Repubblica – ha fatto straccio della Costituzione facendo nascere ben tre governi ‘tecnici’, cioè tre governi nati senza passare per elezioni: i governi Monti, Letta e Renzi. Non passando per elezioni essi hanno potuto portare avanti indisturbati una politica antipopolare e tutta a vantaggio dei ceti più abbienti.

I governi del PD voluti da Napolitano hanno tolto tutto quello che potevano togliere a chi già aveva pochissimo, producendo 5 milioni di poveri disperati, e hanno ingrossato i patrimoni di coloro che già erano super ricchi.

Napolitano e il PD, con il supporto parlamentare occulto di Berlusconi tramite Verdini, con il sostegno incondizionato ma interessato dei giornaloni e dei talk di Berlusconi, De Benedetti e di Cairo, allievo di Berlusconi, della RAI del PD, hanno distrutto quanto di meglio avevano costruito la DC e il PD in 40 anni, una al governo l’altro all’opposizione.

Con ciò stesso il PD, uccidendo l’anima popolare delle sue origini, si è tagliato da solo le sue radici, e da sé si è tolto la vita.

E con ciò hanno ammazzato anche i sindacati, rimasti silenti spettatori di fronte alla distruzione dello Stato Sociale e dei diritti fondamentali dei lavoratori, i quali si sono accontentati del ministero per la Fedeli, quella che si è data in possesso di titoli di studio che non aveva.
Cosa che, per l’indegnità, mai sarebbe stata neanche immaginabile nella DC e nel PCI.

Per fare proprio il pensiero culturale e sociale dominante da una parte e dall’altra dell’Atlantico, per assumere una postura elitaria, al caviale e champagne con la puzza nel naso verso i poveri e abbracciare quelli che volevano la morte della sua anima popolare, il PD di Napolitano, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, credendo di trovare l’eldorado del potere e delle prebende, ha trovato la sua dissoluzione.

Infatti i relitti del PD quale politica potranno proporre al popolo italiano? Forse la politica del chiasso scomposto alla Camera poco prima e subito dopo Natale? Forse che potrà conquistare gli italiani la politica ipocrita a favore degli immigrati, quando negano un minimo di condizioni di sopravvivenza ai diseredati italiani, a quell’esercito di 5 milioni di poveri che hanno creato loro con le loro politiche dissennate che hanno ridotto in condizione di indigenza chi già poco aveva e arricchito chi già era ricco?

Con quale politica sociale si presentano agli italiani? Con quella di Macron? Con quella della Merkel? Con quella di Junker e di Moscovici?
Non possono andare, al cospetto degli italiani, verso una politica autenticamente popolare, perché altrimenti dovrebbero abbracciare le politiche sociali che hanno abiurato nei fatti e camuffato con le parole, utilizzando parole in inglese, vedi Jobs Act, e cioè, in italiano, abolizione dello Statuto dei Lavoratori.

Oggi c’è qualcuno di infinitamente più credibile di loro che porta avanti politiche davvero popolari: il Movimento 5 Stelle.
Non possono promuovere una politica apertamente elitaria perché produrrebbe un effetto letale al pari dell’altro.
Possono evitare di usare il simbolo del PD, come si apprestano a fare, ma con ciò non arriva la bacchetta magica che da loro una ragione per esistere.

Quando toglieranno nome e simbolo del PD e ne assumeranno un altro, il nuovo nome sarà l’epitaffio sulla loro tomba.
Da morti che camminano diventeranno morti sepolti.

A differenza dei militanti della DC e del PCI, non potranno entrare nella storia e neanche nel mondezzaio della storia.

Per essi rimarrà sola la cronaca ingloriosa

Da: QUI

Articolo di Sasha

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