Il Po porta con sè fango e disperazione

CREMONA ore 14:26:00 del 16/11/2014 - Tipologia: Cronaca

Il Po porta con sè fango e disperazione

Gli argini non reggono più, tutta colpa della mancata manutenzione di questi anni sciagurati.

Fare manutenzione costava troppo. Ed allora i Sindaci, gli Enti, le Province, le Regioni e le Comunità non ci hanno pensato due volte. Hanno tolto la voce di spesa dai bilanci e hanno sperato che Giove Pluvio non presentasse il conto. Così, come si fa all’italiana. Sperando che il futuro ce la mandi buona. Ma la situazione oggi è disperata. Il flusso d’acqua sta sforando l’argine ed ha già invaso tutti i fiumi attorno al grande fiume, nelle Province Lombarde, emiliane e piemontesi. Un disastro totale perché bloccare l’acqua è impossibile. Non si ferma davanti a nulla, e tutto quello che sommerge lo distrugge in modo irreparabile.

Un disastro che l’Italia ha già imparato a conoscere e che la Lombardia sta vivendo sulla propria pelle. Proprio qui, dove il cemento l’ha fatta da padrone, un fiumiciattolo come il Seveso tiene in scacco tutta Milano. Il capoluogo rischia di finire sommerso. La stazione Garibaldi, punto di riferimento ferroviario e metropolitano, due giorni fa era una cascata d’acqua. Chiusa e in tilt. Oggi potrebbe ripetersi la stessa scena già vista, indegna per un Paese che aspira ad essere civile. Ma la preoccupazione maggiore riguarda il fiume grande. Quello che esondava nei film di Don Camillo e Peppone, ma il bianco e nero di allora non sembra troppo diverso dal grigio di oggi.

In Lombardia si monitora da vicino la piena del Po, che continuerà a crescere, rimanendo al di sopra della soglia di elevata criticità almeno per le prossime 24 ore. Mantova e Cremona sorvegliate speciali. Non va meglio in Emilia Romagna. Anche qui, nel regno delle Giunte rosse votate con percentuali bulgare, la manutenzione non è mai stata eseguita. Nell’hinterland di Milano si sono viste scene assurde, con parti di argini collassati e finiti all’interno del letto del fiume. In Emilia non mancano buche e voragini che si sono aperte in giro per il territorio. La verità è che viviamo su un groviera che ormai ci sta presentando il conto. In qualche modo, italiani, è giusto così!

Rimane attiva l’allerta per diversi comuni del Piacentino e alcuni centri delle province di Ferrara, Parma e Reggio Emilia. Sulla base delle valutazioni di Aipo, si prevede il superamento del livello 3 nelle sezioni comprese fra Pontelagoscuro e la foce. Il sindaco di Ferrara Luciano Tagliani ha dunque ordinato a chi abita in zona golenale a Pontelagoscuro di lasciare l’abitazione. Preallarme anche per il Crostolo nel Reggiano e il Panaro a Bondeno, nel Ferrarese. Un’evacuazione per prevenire almeno i morti. Ma a queste persone bisognerebbe anche spiegare che stanno correndo il rischio di perdere tutto perché altri non hanno fatto il loro dovere. E questi altri sono… i politici che magari lui stesso ha votato! Queste persone devono rendere conto e pagare ogni centesimo di danno di tasca loro!

Articolo tratto da: www.italianosveglia.com

Articolo di Albertone

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