Heroes of the Storm 2.0, recensione

(Bari)ore 20:23:00 del 21/04/2017 - Tipologia: , Videogames

Heroes of the Storm 2.0, recensione

Saremo chiamati soltanto a scortare il nostro payload per tutto il suo tragitto e, ovviamente, così come avviene in Overwatch, affiancarlo in tutto il suo percorso: il nostro carico avanzerà esclusivamente se ci sarà un eroe accanto a esso e di conseguenz.

Poco più di un paio di settimane fa vi abbiamo parlato delle novità introdotte da Blizzard in Heroes of the Storm 2.0(giocabile in beta sul PTR), spiegandovi che al centro di questo massiccio aggiornamento c'è una drastica revisione del progression system e l'introduzione delle loot chest e di una serie di nuovi elementi estetici. Nonostante ciò, la casa di Irvine non ha smesso di supportare il suo MOBA in maniera più tradizionale. Cassia, la nuova eroina giunta direttamente dall'universo di Diablo, combatte già nelle arene del Nexus e ben presto verrà affiancata da uno spadaccino del Sol Levante: Genji, che, insieme alla mappa di Hanamura, debutterà alla fine del mese.

Le novità di oggi, però, non si fermano qui, perché Heroes of the Storm ha anche un battleground completamente diverso, che vi abbiamo anticipato nell'introduzione a questo hands on: si tratta di Hanamura, che introduce anche un modo completamente diverso di gestire gli scontri sul campo. L'esperienza che Blizzard è riuscita a creare è diversa da quello che ci aspettavamo, perché stavolta il nostro obiettivo è quello di condurre i payload in cassaforte, così da concedere loro di sparare verso il nucleo del nostro avversario: ad Hanaruma, infatti, i nuclei non possono essere colpiti direttamente, pertanto dimenticatevi la disposizione nelle linee, l'assalto alle fortezze avversarie, i colpi sfrenati alle barricate e i tentativi di avere la meglio sulle strutture avversarie.

Saremo chiamati soltanto a scortare il nostro payload per tutto il suo tragitto e, ovviamente, così come avviene in Overwatch, affiancarlo in tutto il suo percorso: il nostro carico avanzerà esclusivamente se ci sarà un eroe accanto a esso e di conseguenza aumenterà la propria velocità a seconda di quanti eroi vi sono accanto. Più sarete e più facile sarà condurre il cargo alla destinazione ultima. Le dinamiche cambiano vertiginosamente, insomma, perché dovrete fare attenzione non solo al punto di spawn del vostro payload, ma anche di quello dell'avversario: da un lato per iniziare a far muovere quello che vi appartiene, dall'altro lato per andare subito a bloccare l'avanzata avversaria; essere vicini al payload avversario significherà, infatti, non solo fermarne l'avanzata, ma farlo addirittura arretrare se a difenderlo non ci saranno eroi avversari. Insomma la battaglia rischia di diventare un ragionato ping-pong, con i carichi che avanzeranno e indietreggeranno a seconda della situazione e della presenza degli eroi in gioco. I cargo possono infliggere fino a due danni a volta ai nuclei avversari, quindi potrete anche potenziarli durante l'intera battaglia, così da anticipare la vittoria: strategie che vanno affinate nel tempo e che vanno comprese adeguatamente per poi essere sfruttate come meglio credete nel corso delle vostre scorribande ad Hanamura.

Per farlo dovrete andare a distruggere le strutture avversarie, quello che sostanzialmente vi stavamo sconsigliando all'inizio: la filosofia, insomma, diventa molto dinamica nel momento in cui vi troverete dinanzi al bivio della decisione, da un lato accontentarvi di un danno per volta concentrandovi sullo spostamento dei carichi e dall'altro voler approfittare dei due anni a colpo impiegando il vostro tempo nell'assalto alle strutture. Tale battleground permette a tutti i giocatori di giocare allo stesso modo, pertanto la scelta dell'Eroe passa leggermente in secondo piano, perché l'importante sarà condurre il cargo a destinazione: è pur vero che nel mentre bisognerà fronteggiare l'avversario e che morire significherà perdere l'avanzata del payload, ma allo stesso tempo starà a voi capire cosa meglio si adatterà alla situazione e trovare la strategia ideale, che può anche portarvi a ritirarvi, difendervi, poi attaccare nuovamente, nascondervi, far ripartire il cargo, gestirvi insomma come preferite. Una variante che ci sentiamo di poter consigliare di provare è Lunara, che sicuramente nei movimenti è più agile e può aiutarvi maggiormente nel portare in rete il carico. 
Hanamura non è soltanto carichi da scortare, però, perché se il nucleo non sarà attaccabile, come avveniva già in Torri della Rovina, da conquistare ci saranno molti altri avamposti: nuovi campi di mercenari di supporto, ricognizione e fortificati che vi permetteranno di ottenere dei potenziamenti unici che vi aiuteranno a ostacolare gli avversari, facendoli sia comparire sul terreno così da scoprire la loro posizione, sia anticipandone i movimenti verso i loro payload. Accanto a loro si presenterà sulla mappa anche il nuovo boss, Megacustode, che vi chiamerà a un grande lavoro di squadra, ma che una volta abbattuto vi permetterà di danneggiare il nucleo avversario, con una ricompensa che equivale all'aver condotto un carico al proprio obiettivo. Tantissime strade alternative che vi condurranno sempre allo stesso obiettivo e che vi permetteranno di assaltare il nucleo avversario in tante diverse modalità: starà a voi, e alla vostra squadra, decidere come comportarvi. L'importante è ricordare che Hanamura, più di tanti altri scenari, pretende un gioco di squadra molto intenso e attento, perché muovere un carico da solo sarà sì fattibile, ma per niente facile. 

Articolo di Carmine

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