Heavens Vault: cosa conoscere

(Napoli)ore 11:40:00 del 22/04/2019 - Tipologia: , Videogames

Heavens Vault: cosa conoscere

Rispetto ai precedenti giochi realizzati dal team inglese, Heaven's Vault si distingue in maniera netta anche per lo stile grafico utilizzato, che unisce ambienti completamente 3D a personaggi illustrati..

 

Quando lo studio inkle pubblica un nuovo gioco, è bene stare attenti: di solito, infatti, ne esce qualcosa di buono. È stato questo il caso di 80 Days, una deliziosa avventura testuale che dava l’occasione di rivivere le atmosfere dell’opera di Jules Verne, ovvero Il giro del mondo in ottanta giorni. Ancora, con i vari episodi di Sorcery!, lo sviluppatore inglese ci ha riportato indietro nel tempo, all’epoca dei libri interattivi. Con Heaven’s Vault, però, lo studio ha voluto creare il suo progetto forse più ambizioso e articolato. Scopriamo come è andata.

Un (quasi) amico di nome Six

Prima di tutto, cos’è di preciso Heaven’s Vault? Secondo gli stessi sviluppatori, si tratta di una un’avventura incentrata sull’archeologia. Come da tradizione inkle, la parola avrà un ruolo predominante, ma non nel modo in cui siamo stati abituati fino ad ora.

Andiamo con ordine: il gioco ci mette nei panni di Aliya Elasra, un’archeologa chiamata a esplorare i corpi celesti dell’area di Nebula. La nostra, accompagnata dal robot Six, è in cerca di risposte alle sue numerose domande. L’inizio del viaggio, però, si rivela ancora più enigmatico, visto che Aliya entra in contatto con un antico manufatto impreziosito da alcune iscrizioni in lingua sconosciuta. La nostra, esperta in antiche civiltà aliene, proverà fin da subito a comprendere il significato delle iscrizioni, e sarà proprio questa una delle dinamiche che influenzerà una storia che, come da tradizione inkle, sarà totalmente nelle nostre mani

Rispetto ai precedenti giochi realizzati dal team inglese, Heaven's Vault si distingue in maniera netta anche per lo stile grafico utilizzato, che unisce ambienti completamente 3D a personaggi illustrati. Non è certo la prima volta che si sperimenta un accostamento del genere, eppure vedere queste immagini bidimensionali muoversi all'interno di scenari poligonali, scomparendo e riapparendo a ogni passo, lascia all'inizio spiazzati, complice il fatto che i personaggi 2D sembrano molto più ispirati dell'ambientazione in cui si muovono. Per fortuna ci si fa subito l'abitudine, e dopo pochi minuti ci si concentra sugli elementi dello scenario e il percorso da prendere. Sfortunatamente, dal momento che l'esperienza di gioco è legata in maniera così stretta alle parole, e poiché i geroglifici da tradurre seguono la struttura della grammatica inglese, il progetto non potrà essere localizzato in altre lingue al di fuori dell'inglese."Purtroppo non saremo in grado di localizzare il gioco in italiano", ci ha spiegato il cofondatore Joseph Humfrey. "Un ostacolo è il fatto che il sistema di interpretazione della scrittura segue la grammatica inglese, ma c'è un problema ancora più grande legato direttamente al testo della storia: come nei nostri giochi precedenti, la narrativa spesso si dirama in base alle singole parole scelte, quindi localizzarlo sarebbe quasi impossibile per noi".

Una barriera d'ingresso che accomuna Heaven's Vault con le precedenti produzioni di Inkle, e che ancora una volta rischierebbe di scoraggiare chi non mastica l'inglese dal provare quella che potrebbe essere tra le esperienze narrative più interessanti dell'anno.

Heaven's Vault è senza dubbio il gioco più ambizioso e atipico tra quelli che Inkle ha realizzato finora. Rispetto a 80 Days è un gioco molto diverso, più ricercato e di sicuro meno incline a essere rigiocato. Eppure l'idea di dover giocare coi simboli e interpretare uno sconosciuto sistema di scrittura è estremamente affascinante. A questo si aggiunge la già comprovata bravura di Jon Ingold nello scrivere storie e dialoghi appassionanti e mai banali

 

Articolo di Carmine

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