Gli errori piu' gravi che le coppie commettono a letto

(Torino)ore 21:11:00 del 12/06/2018 - Tipologia: , Sesso

Gli errori piu' gravi che le coppie commettono a letto

Se ne parla tanto, a volte se ne fa poco, a volte si pensa di farne troppo, qualche volta si fa nel modo sbagliato.

Se ne parla tanto, a volte se ne fa poco, a volte si pensa di farne troppo, qualche volta si fa nel modo sbagliato. Quali sono gli errori che le coppie commettono più spesso a letto? Di certo non esistono linee guida, ma esistono situazioni che possono compromettere la salute della relazione.

Sono errori che compiono coppie di qualsiasi tipo, etero e omosessuali. L'indicazione più importante è non seguire alcun copione: il sesso è infatti un’esperienza personalissima. Ne abbiamo parlato con la psicosessuologa Emanuela Napoli dell’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma, con la quale abbiamo approfondito alcuni degli errori più comuni per consegnarvi qualche strategia per evitarli.  

Dare per scontato la coppia. Ovvero, la pigrizia

È uno degli errori che si riscontra più frequentemente, soprattutto nelle coppie di lungo corso. I trentenni in media tendono a a sperimentare se stessi all’interno delle relazioni, con un periodo più o meno di 'rodaggio' del partner, ma qui si parla di adulti, tra 30 e 40 anni, che vivono in una relazione stabile da diverso tempo e, nonostante siano in una fase dello sviluppo sessuale ancora molto energica e vitale, si ritrovano a far i conti con il calo della libido, con un desiderio non percepito più come spontaneo.

Perché accade? Nelle prime fasi di conoscenza, dai primi sei mesi al primo anno di relazione, la sessualità è effettivamente qualcosa di spontaneo. Siamo nelle prime fasi di conoscenza, di esplorazione. L’altro è qualcosa di ancora ignoto e sconosciuto e questo crea un’esigenza di vicinanza, il desiderio di costruire un’intesa e un’intimità. Poi però, anche per via di fattori neurochimici, questo naturale desiderio di scoprire l’altro si perde. Più la relazione diventa stabile e intima, più la sessualità assume uno script comportamentale, delle sequenze, andando incontro alla routine. Avere la certezza di essere amati riduce il desiderio: si brama più ardentemente ciò che non si possiede. Come evitare di cadere nel tranello della noia? Iniziando a concepire il tempo per il sesso come qualcosa da costruire, ricercare. Il desiderio, quando una coppia è consolidata, non è più solo un istinto. Va attivata un processo di costruzione del desiderio: se non arriva spontaneamente lo si cerca ripartendo dal romanticismo, dalle coccole, dai baci. Per riscoprire l’altro, dimostrare l’esigenza di stare insieme dal punto di vista emotivo, relazionale e fisico.

Una minestra riscaldata. Ovvero, la monotonia

“Il susseguirsi di determinati schemi comportamentali rende meno eccitante il rapporto sessuale. Accade spesso di seguire alcuni “dogmi” sessuali, frutto anche di stereotipi socio-culturali, invece di lasciarsi andare al desiderio e sperimentare in modo soggettivo ciò che ci piace. Ad esempio, spesso si pensa che sia l'uomo a 'chiederci di fare sesso' e che si non debba fare nulla per far sentire il partner 'desiderato'. Oppure, tra le donne, si pensa spesso di dover raggiungere l’orgasmo solo attraverso la penetrazione, con il rischio, in coloro che non vi riescono, di sentirsi inadeguate dal punto di vista sessuale; nel tempo, credere di avere un 'problema' rende l’incontro sessuale non appagante”.  

Schemi cognitivi condizionanti. Ovvero, le convinzioni errate

È importante dunque fare attenzione a evitare gli script sessuali, ossia tutti quegli schemi cognitivi che condizionano il comportamento sessuale. Ecco alcuni degli errori più comuni secondo la psicosessuologa Emanuela Napoli. 1) Sostenere che esista un orgasmo di serie A e un orgasmo di serie B. “Ancora si sente parlare di punto G, di orgasmo di serie A (attraverso la penetrazione) e di serie B (clitorideo), come se ci fosse il bisogno di distinguere due orgasmi differenti nelle donne. Il mondo scientifico è sempre più concorde nel ritenere che l’orgasmo femminile coinvolga più organi: si parla di CUV (clitoro-uretro-vaginale) per descrivere questo complesso di organi che, attraverso la contrazione sempre più intensa durante il rapporto, contribuiscono insieme a determinare l’orgasmo. Convincersi di dover raggiungere il momento di massimo piacere esclusivamente attraverso la penetrazione significherebbe privarsi di viverlo in maniera più intensa e soggettiva”. 2) Pensare che l'uomo sia 'per natura' sempre pronto per il sesso. “Pensare che nell’uomo il desiderio si accenda a comando è un comune mito sessuale da sfatare, legato a un’idea di desiderio maschile prettamente biologico e testosteronico. Nel corso dei secoli, l’ampia diffusione di stereotipi legati alla sessualità ha creato quelli che definiamo ‘sexual script’, nel mondo maschile questi stereotipi sono caratterizzati da una continua celebrazione della propria potenza sessuale, esprimibile anche attraverso un desiderio sempre alto e presente. Assecondare questa aspettativa significa togliere spontaneità al rapporto e può indurre allo sviluppo di disfunzioni sessuali, in particolar modo la disfunzione erettile, dal momento che l’uomo tenderà ad avere un rapporto sessuale che non desidera realmente, solo in virtù dell’aspettativa socio-culturale legata al suo ‘ruolo di maschio’”. 3) Pensare ai ruoli sessuali come rigidi. “Un errore che le coppie compiono frequentemente è credere che nell’incontro sessuale ci siano ruoli ben definiti. Spesso dunque c’è chi assume un ruolo attivo e chi uno passivo. Il suggerimento è quello di giocare e sperimentare, di cambiare la dinamica dell’incontro sessuale, di spezzare la monotonia. Lo schema comportamentale sempre uguale a se stesso può indurre alla noia nei confronti del sesso e renderlo meno interessante”. 4) Essere troppo sbilanciati sull’altro o sulla performance. “Il non essere focalizzati su noi stessi e sul nostro piacere è una condizione che può determinare le disfunzioni sessuali. Il segreto è essere dei sani individualisti, dei sani egoisti. In questo senso, essere egoisti significa perseguire i propri desideri e bisogni sessuali, il proprio piacere, un piacere che non può essere garantito da nessun altro se non in primis da noi stessi. Per vivere un’esperienza di piacere è allora importante essere focalizzati su se stessi e su quello che si sta sentendo”. 5) Dare troppo spazio a tecnologia e social media. “Quante volte ci ritroviamo nel letto ognuno con il proprio smartphone in mano invece di prenderci un momento per noi e per la relazione? - si domanda la psicosessuologa - Questo toglie spazio alla possibilità di coccolarsi, di creare un’intimità che possa sfociare in un incontro sessuale. È un comportamento ormai talmente automatico che spesso non ci rendiamo conto di metterlo in atto e che non ci mette nella condizione di volere, cercare e costruire un rapporto sessuale”. 6) Dimenticarsi della coppia quando si diventa genitori. “Quando si diventa genitori si dà la priorità alle esigenze del bambino, anteponendole spesso a tutto il resto, a volte anche alla relazione, dandola per scontata. Questo induce a non ricercare momenti di intimità e solitudine di coppia, momenti per focalizzarsi sulla relazione. Spesso si mette il bambino dentro il letto o la culla troppo a portata di mano, questo anche quando il bambino ormai può essere messo nella sua stanzetta. Sono fattori che tagliano di netto la possibilità di ricercare un rapporto sessuale e maggiore intimità. Nel tempo questo comportamento può togliere valore alla relazione di coppia. È importante quindi ritagliarsi degli spazi di coppia, anche quando si hanno bambini molto piccoli”.

Tre consigli per superare l'apatia a letto

Ma esiste qualche strategia per alimentare il piacere reciproco? Secondo la psicosessuologa Emanuela Napoli ci sono alcune accortezze da mettere in pratica sia per aiutare l’altro a farci raggiungere il piacere, sia a superare momenti di apatia.  1) Esplorare il proprio corpo per conoscersi meglio. “Il non sperimentare soggettivamente il piacere personale o l’avere una forte inibizione nel parlare di sesso con il partner, non ci rende promotori del nostro piacere sessuale e di una comunicazione all’altro su quello che ci piace o non ci piace. Questo ci ostacolerà dal vivere l’esperienza sessuale come qualcosa di piacevole. Ad esempio, se una donna sa di aver bisogno della stimolazione clitoridea e si ostina a non fare da sola, a non chiedere, o a non suggerire delle posizioni, non si godrà il suo piacere e questo la allontanerà dal sesso”. 2) Se necessario, rinegoziare il concetto di monogamia. “Ci sono diverse strade per uscire dagli schemi e dalla monotonia e riaccendere la complicità. Il sesso in una coppia “longeva” necessita nel tempo di una rinegoziazione. Proprio per via del fatto che, con il passare degli anni, la spontaneità del desiderio viene meno, è importante essere in grado di parlare di sesso con il partner, di affrontare insieme i problemi di intimità, di ricostruire una nuova sessualità, più consapevole e meno spontanea forse, ma non per questo meno bella. Alcune coppie questo passaggio non riescono a farlo, o non desiderano farlo, preferendo aprirsi ad altre relazioni o introducendo altre persone all’interno della coppia: in questo caso è fondamentale e obbligatorio un reciproco consenso, altrimenti rischiamo di confondere quella che è una scelta di coppia, con una dinamica assolutamente distante dalla fiducia e dalla volontà reciproca, ovvero il tradimento”. 3) Evitare di fare confronti con altre coppie. “Questo vale tantissimo, ad esempio, per quanto riguarda la frequenza dei rapporti sessuali. Alcune persone, che magari hanno un rapporto ogni due settimane, pensano di avere un problema serio. Questo è dovuto al confronto con gli altri, al sentito dire, ai media. L’importante non è confrontarsi con gli altri e avere una statistica oggettiva o degli standard sociali: ad esempio si può avere un rapporto sessuale al mese ma aver vissuto un’esperienza talmente bella, intensa e appagante, che in quell’unica volta ha migliorato l’intimità di coppia”

Da: QUI

Articolo di Sasha

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