Giovani che scappano dal Mezzogiorno: la VERA EMERGENZA, ma a NESSUNO importa di loro

(Napoli)ore 20:05:00 del 05/04/2019 - Tipologia: , Denunce, Lavoro

Giovani che scappano dal Mezzogiorno: la VERA EMERGENZA, ma a NESSUNO importa di loro

I dati del rapporto Svimez 2018 certificano la realtà di un Sud Italia atrofizzato, incapace di generare sviluppo in autonomia e di dare un futuro ai propri giovani, che infatti scappano a gambe levate..

1 milione e 883 mila persone in soli 16 anni, di cui 900mila giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, più di 250mila laureati. E ancora: 580mila posti di lavoro persi per chi ha dai 15 ai 34 anni nel decennio tra il 2008 e il 2017, pari a un tasso di occupazione giovanile del 28,5%, con quasi tre giovani su quattro senza lavoro. Ecco i migranti di cui dovremmo preoccuparci, la vera emergenza di questo Paese. Quella dei giovani che scappano dal Mezzogiorno alla ricerca di un futuro, che è ovunque tranne che in quel pezzo d’Italia, sempre più povero, sempre più disgraziato.

È un’emergenza che ormai certifichiamo con cadenza annuale, a ogni rapporto Svimez, 2018 compreso, e che puntualmente ritroviamo oggi su ogni quotidiano, ieri sera in ogni telegiornale. Emergenza per la quale ci battiamo il petto tre volte, per ventiquattro ore scarse, per poi tornare a fregarcene per i restanti 364 giorni dell’anno. Anzi, peggio: raccontandoci che siamo vittime di un’invasione di giovani stranieri che rubano il lavoro ai nostri, come se il problema fosse quello, una guerra tra giovani laureati disoccupati e giovani migranti dequalificati che arrivano per spaccarsi la schiena a raccogliere pomodori.

Se non altro, i numeri dello Svimez non mentono, nel raccontare un’economia meridionale atrofizzata, dipendente dalla spesa pubblica come se fossimo ancora in pieno Piano Marshall - ogni euro in meno alle pubbliche amministrazioni genera un calo del Pil di quasi 90 centesimi, al Centro Nord di 40 -, in cui gli investimenti infrastrutturali crescono solamente in prossimità della chiusura dei cicli di programmazione dei Fondi strutturali europei, per evitarne la restituzione, alla faccia della programmazione e dell’utilità. In cui sono tali e tanti i divari infrastrutturali che lo Svimez nemmeno ci prova a definire un ordine di priorità: qualunque investimento al sud, in quanto tale, è potenzialmente in grado di generare valore, come se le politiche pubbliche fossero l'unico elettroshock in grado di rianimarlo.

1 milione e 883 mila persone in soli 16 anni, di cui 900mila giovani di età compresa tra i 15 e i 34 anni, più di 250mila laureati. E ancora: 580mila posti di lavoro persi per chi ha dai 15 ai 34 anni nel decennio tra il 2008 e il 2017, pari a un tasso di occupazione giovanile del 28,5%, con quasi tre giovani su quattro senza lavoro. Ecco i migranti di cui dovremmo preoccuparci, la vera emergenza di questo Paese

Non è così. Oggi la priorità non sono i ponti sullo stretto, né tantomeno i sussidi a pioggia. Oggi la priorità è rianimare un tessuto economico e culturale attorno a delle forti polarità di sviluppo, per trattenere i giovani perlomeno nelle aree urbane del mezzogiorno, Napoli in primis, città più giovane d’Europa in una terra di vecchi. È la banda ultralarga, soprattutto nelle aree interne, che può offrire quell’infrastruttura in grado di attivare progetti e processi di innovazione economica e sociale, aprendo nuovi mercati a piccole economie locali che soffrono soprattutto la distanza dalle grandi arterie di comunicazione. È un intervento radicale sull’edilizia scolastica e sulle scuole aperte anche al pomeriggio, che incardini lo sviluppo del Mezzogiorno sui giovani e sul capitale umano, dirottando su di loro tutti i progetti e i fondi per lo sviluppo europei, investendo in ecosistemi per lo sviluppo e capitale di rischio, anziché in sussidi a pioggia o nel welfare differito del posto fisso.

Se ciò non accadrà, abbiamo già la fotografia di quel che sarà il Mezzogiorno di domani. Un ospizio dei poveri vecchi del Vecchio Continente - che quelli ricchi, bontà loro, se ne scappano in Portogallo - con un età media attorno ai 51 anni, con 1,4 milioni di ultra sessantacinquenni in più e 1,6 milioni di bambini in meno. A quel punto, davvero, saremo riusciti a far avvizzire un pezzo del Paese, fino a ucciderlo. A quel punto, davvero, non avremo alcun diritto nemmeno a reclamarlo come nostro. E dovremmo pregare che qualche migrante venga a salvare il Sud Italia. Che faccia peggio di noi è impossibile.

Da: QUI

Articolo di Carmine

ALTRE NOTIZIE
Medioevo periodo buio? Solo gli IGNORANTI possono dirlo!
Medioevo periodo buio? Solo gli IGNORANTI possono dirlo!
(Napoli)
-

Quando si pensa al Medioevo vengono in mente carestie e pestilenze, soprusi e guerre, cavalieri, servi della gleba sotto lo stretto giogo di monarchi e feudatari, torture, monaci mistici, papi, inquisizione, ignoranza, superstizione, mille e non più mille
Quando si pensa al Medioevo vengono in mente carestie e pestilenze, soprusi e...

Tasse del lavoro sempre piu' alte in Italia, stipendi piu' bassi d'Europa
Tasse del lavoro sempre piu' alte in Italia, stipendi piu' bassi d'Europa
(Napoli)
-

Le tasse sul lavoro che aumentano anche se nessun politico lo ha deciso
Tasse del lavoro sempre più alte in Italia? Questo sembra dire il rapporto...

Prime card REDDITO DI CITTADINANZA: cosa si puo' acquistare?
Prime card REDDITO DI CITTADINANZA: cosa si puo' acquistare?
(Napoli)
-

Sono scattati oggi i primi semafori verdi per l’accesso al reddito di cittadinanza. Circa 488mila i beneficiari scelti per ora dall’Inps sulla base di specifici requisiti
Sono scattati oggi i primi semafori verdi per l’accesso al reddito di...

E319, l'additivo alimentare legale in Italia che INDEBOLISCE IL SISTEMA IMMUNITARIO
E319, l'additivo alimentare legale in Italia che INDEBOLISCE IL SISTEMA IMMUNITARIO
(Napoli)
-

L’additivo alimentare E319, il butilidrochinone terziario, minaccia il nostro sistema immunitario e indebolisce l’efficacia del vaccino anti influenzale.
L’additivo alimentare E319, il butilidrochinone terziario, minaccia il nostro...

Scienza conferma: fracking (estrazione PETROLIO) causa i terremoti!
Scienza conferma: fracking (estrazione PETROLIO) causa i terremoti!
(Napoli)
-

Insomma, proprio quello che è avvenuto nell’Adriatico prima dei terremoti in Centro Italia!
Il fracking ha causato due terremoti in Cina. A confermarlo è stato un nuovo...



Leggendo | Richiesta informazioni | Sitemap articoli

2013 Leggendo - Tutti i diritti riservati