Fallout 76: guida passo passo

(Potenza)ore 09:21:00 del 18/11/2018 - Tipologia: , Videogames

Fallout 76: guida passo passo

Se definire il valore generale dell'offerta ludica richiede, per forza di cose, lo scioglimento di un infame nodo gordiano, che deve necessariamente tenere conto di fattori come endgame e presa a lungo termine, possiamo già dirvi che il capitolo ambientat.

 

Fallout 76 si è avvicinato alla data di uscita teso come un funambolo in armatura atomica, in precario equilibrio sul sottile confine tra trionfo e tragedia. Un titolo atipico, che si portava sulle spalle il peso di una svolta radicale nel quadro della saga: da una parte l'abbandono, almeno parziale, di dinamiche ruolistiche tradizionali in favore di una narrativa emergente e ricchissima, dall'altra l'apertura al multiplayer, ritenuta rinunciataria da una fetta consistente della community. Preoccupazioni legittime, rafforzate lateralmente dai clamorosi difetti tecnici di una Beta a dir poco claudicante, incapace di mettere degnamente in mostra i pregi della produzione, subissati da una pletora soffocante di problemi di frame rate e magagne assortite. Sebbene una quota consistente di questi inciampi siano stati rettificati in tempo per l'esordio di Fallout 76 sugli scaffali, la Beta rimane l'emblema perfetto di un gioco che dispone i propri tesori dietro una vetrina sporca, imponendo all'utenza uno sforzo fiduciario che non si accorda bene con la natura sperimentale della produzione, già di per sé controversa. Il nuovo capitolo della saga di Bethesda è infatti un titolo intrinsecamente polarizzante, un mosaico di elementi che trascina i giocatori in un costante gioco di equilibri tra tutto ciò che rende Fallout 76 uno dei migliori esponenti della saga, e quella scura marea di lacune che non mancano di suscitare perplessità e, ad essere totalmente sinceri, anche una certa dose di frustrazione.

Se definire il valore generale dell'offerta ludica richiede, per forza di cose, lo scioglimento di un infame nodo gordiano, che deve necessariamente tenere conto di fattori come endgame e presa a lungo termine, possiamo già dirvi che il capitolo ambientato in West Virginia è unFallout a tutti gli effetti, perfettamente capace di catalizzare tutte quelle sensazioni che, nel tempo, hanno reso la serie una delle più amate dal pubblico videoludico. Quasi paradossalmente, infatti, il mondo di Fallout 76 rappresenta una delle più pure e vivide incarnazioni di quell'immaginario post apocalittico definito nel 1997 con l'esordio del primo capitolo di Interplay: un mondo traboccante di storie da raccontare, che incanta i sopravvissuti con le note sireniche di un continuo invito alla scoperta.

Nelle oltre trenta ore passate a vagare lontano dalla soglia imponente del Vault 76, catturati dal richiamo dell'avventura, non abbiamo mai realmente sentito la mancanza di npc con i quali scambiare quattro chiacchiere sui rigori dell'apocalisse nucleare. L'assenza di npc "umani" ha anzi finito col comporre un ulteriore stimolo all'esplorazione, premiato dal team di sviluppo con un intero universo di narrativa implicita ed emergente. Per tutti coloro che hanno sempre amato questo aspetto della saga, Fallout 76 mette in tavola un banchetto più che invitante, dove ogni portata conduce a un'abbuffata di racconti di speranza e desolazione, dando il la a imprese assolutamente memorabili.

Ogni singolo pezzo di carta, ogni olonastro abbandonato tra le rovine del West Virginia può dare il via a un'avventura indimenticabile, specialmente quando il carattere emergente dello storytelling spinge un manipolo di giocatori a tessere col gameplay meravigliose "storie nelle storie". La scoperta che un'ex attrice radiofonica sia diventata, dopo la guerra, la gran maestra di un'ordine di spie e assassine, con tanto di covo segreto ed equipaggiamento ipertecnologico, può raggiungere picchi di epicità imprevisti quando un duetto di sopravviventi nerboruti si ritrova a combattere un mostro deforme con indosso gonnella e veletta, in linea con le regole della "sorellanza". Allo stesso modo, la scoperta di un culto sacrilego sotto la navata di una chiesetta di campagna riesce facilmente a scatenare una tempesta di supposizioni e congetture tra le diverse voci di un party, poco prima di fare la conoscenza con la terrificante trasposizione di uno dei più grandi miti folk dell'Appalachia, e il successivo viaggio alla volta di un tetro museo diroccato. In questo senso, l'impostazione multiplayer del gioco rappresenta un'efficacissima cassa di risonanza per la sua offerta ludica, sostenuta dall'estrema facilità con la quale è possibile (almeno su PS4) unirsi ad un amico in densissime sessioni cooperative. Di contro, però, la scelta di impedire ai giocatori di condividere obiettivi e missioni risulta totalmente inspiegabile, e finisce col produrre forzature ritmiche a tratti fastidiose. Un difetto reso ancor più pesante da un'interfaccia raffazzonata e insoddisfacente che, il più delle volte, invade metà dello schermo con informazioni - contestualmente superflue - sullo stato delle attività dei compagni.

Di nuovo, uno degli aspetti più irritanti di Fallout 76 è proprio la sua tendenza a controbilanciare quasi ogni punto di forza con un un eclatante passo falso.

Alcuni hanno già cominciato a cercare gli elementi di ispirazione del gioco. C'è chi azzarda un Destiny, per via dei pochi giocatori sui server che entrano in contatto portandosi dietro il proprio mondo e la propria partita, e chi parla di H1Z1 o gli altri survival, anche se quello di Bethesda promette di non essere così hardcore.

Fallout 76 è quindi un progetto ambizioso, ma come tale non mancherà di far discutere i vecchi e i nuovi fan della serie. Il gioco online, la mancanza di pause tattiche o la possibilità di perdere parte delle proprie risorse sono cambiamenti che pr alcuni potrebbero essere difficili da accettare. L'evoluzione in un qualcosa che spinge i giocatori a costruire, lottare e collaborare per sopravvivere in un mondo ostile è quella sicuramente più naturale per la serie.

Fallout 76 arriverà il prossimo 14 novembre su PC, Xbox One e PS4, ma prima del lancio Bethesda organizzerà un periodo di beta per testare le meccaniche e aiutare gli sviluppatori a perfezionare e pulire la loro West Virginia. Per ingolosire i giocatori di tutto il mondo il publisher ha pensato a due ricchi tesori da trovare all'interno delle edizioni da collezionisti. In una c'è una mappa delle Virginia in grado di illuminarsi al buio. Nell'altra un vero e proprio casco di una Power Armor, indossabile, con la torcia e un microfono che distorce la voce.

 

Articolo di Gregorio

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