Duplex, l'assistente di Google che parlera' al vostro posto!

(Bologna)ore 22:28:00 del 16/05/2018 - Tipologia: , Tecnologia

Duplex, l'assistente di Google che parlera' al vostro posto!

Conversare con dispositivi digitali è la frontiera tecnologica del nuovo millennio, da Siri a Cortana, da Alexa a Wavenet.

Conversare con dispositivi digitali è la frontiera tecnologica del nuovo millennio, da Siri a Cortana, da Alexa a Wavenet. Ma da Google Assistant arriverà presto un nuovo strumento ancora più sofisticato per parlare col computer come se fosse una persona. Si tratta di Duplex, un’intelligenza artificiale, già testata, che chiamerà e parlerà al vostro posto, svolgendo semplici compiti come fissare appuntamenti. Questo sistema di intelligenza artificiale consentirà all’utilizzatore di interagire con un’altra persona, anche se virtuale (da qui il nome Duplex), in una conversazione spontanea che risulta a tutti gli effetti realistica. E Duplex svolgerà semplici compiti, come prenotazioni nei locali, spesso in quasi completa autonomia, senza necessità dell’intervento umano. Ecco come.

Un test è già stato fatto da Google, ma il primo esperimento con un piccolo gruppo di persone che interagiranno avverrà quest’estate. Dal primo test, le conversazioni sembrano del tutto naturali, dato che la voce virtuale è spontanea e il parlato include interiezioni, pause dubitative (come “uh” – l’equivalente del nostro “eh” o “oh” – e il dubitativo “umm”) e richieste di ripetere alcune informazioni, proprio come avviene fra due persone che parlano al telefono.

Per ottenere questi risultati, gli sviluppatori hanno migliorato la capacità del sistema di comprendere le richieste, di interagire, di scegliere i tempi giusti (la coordinazione, ovvero la capacità di inserire pause e rispondere a tono quando necessario) e il linguaggio.

Ed alcuni si chiedono se questa tecnologia supererà anche il test di Turing, un’ipotesi possibile secondo diverse testate. Sviluppato dal matematico Alan Turing negli anni ’50, il test serve per capire se una macchina è in grado di pensare. Nell’articolo a firma del grande scienziato, dal titolo Computing machinery and intelligence e pubblicato nel 1950, viene descritto questo gioco: ci sono 3 persone, un uomo (A), una donna (B) e una terza persona (C) che deve indovinare il sesso dei due individui A e B senza sentire la voce e con una serie di indizi di cui alcuni falsi e altri veri. Il test si effettua sostituendo una macchina al posto di A ed osservando se la risposte di C e la percentuale di volte in cui indovina non varia dopo la sostituzione con la macchina, che in tal caso può essere considerata intelligente. Turing aveva stabilito che il test sarebbe stato superato quando i computer avessero convinto il 30% dei partecipanti al gioco e questo sembrava essere avvenuto nel 2014, grazie al chatterbot Eugene Goostman, in un esperimento condotto presso la Royal Society di Londra, anche se rimane qualche dubbio sulla sua riuscita. E lo stesso risultato si potrebbe avere nel caso di Duplex.

Durante la presentazione di Google è stata fatta ascoltare ai partecipanti una breve registrazione di una possibile conversazione fra un operatore umano, che si trova in una sala in un negozio di parrucchiere (P), e il sistema Duplex (D):

(P) “Ciao, come posso esserti utile?”, chiede la voce registrata del commesso del parrucchiere; (D) “Ciao, chiamo per prenotare un taglio di capelli per una cliente”, risponde Duplex, “sto pensando a martedì 3 maggio”; (P) “Perfetto, dammi un secondo”; (D) “Mm-hmm”; (P) “Perfetto, per quale orario pensavi?”, (D) “Alle 12 p.m.”

Ma com’è possibile? A spiegare le tecnologie alla base di questo complesso sistema di intelligenza artificiale è proprio Google in un articolo sul blog dedicato alle Ai. Intanto, Duplex è una forma di intelligenza artificiale basata su una rete neurale, ovvero un modello costituito da neuroni artificiali che riproducono l’attività delle connessioni neurali reali, quelle proprie dell’essere umano. Per ottenere la conversazione naturale è stato necessario un training, un vero e proprio addestramento del modello, guidato alla comprensione e all’applicazione delle regole di una conversazione reale, fornita in maniera anonima. Nel training, il modello è stato guidato mediante la tecnologia di riconoscimento vocale ed ha appreso alcune caratteristiche e parametri del dialogo, quali i servizi desiderati, ovvero la seduta dal parrucchiere o la cena a ristorante, ed i tempi, come l’orario in cui avviene la conversazione e l’orario della prenotazione.

Il sistema ha inoltre una capacità di auto-monitoraggio, ovvero riconosce quando non è in grado di concludere un’attività da solo, per cui deve ricorrere ad un intervento esterno: in questi casi, segnala l’azione da svolgere ad un operatore umano, che provvederà a completare il compito, come è avvenuto nella telefonata al parrucchiere.

La tecnologia è ancora un esperimento, anche se potrebbe essere disponibile in un futuro non lontano, con vantaggi sia per l’utente sia per il lavoratore, spiega Google, consentendo di risparmiare tempo (prenotazioni rapide) e evitare incomprensioni, come ad esempio dimenticanze dell’utente di un appuntamento prenotato.

Ma Google Assistant non si ferma e già ora ha incluso avanzamenti importanti: ad esempio ha incluso sei nuove opzioni vocali, ovvero voci diverse, sia maschili che femminili, con accento americano, di cui una più dolce ed una più profonda e graffiante. Insomma, il futuro delle conversazioni virtuali è già arrivato.

Da: QUI

Articolo di Gerardo

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