Dove sono finiti i soldi destinati agli aiuti all'Africa?

(Firenze)ore 23:11:00 del 21/07/2018 - Tipologia: , Cronaca, Denunce, Esteri, Sociale

Dove sono finiti i soldi destinati agli aiuti all'Africa?

Dove sono finiti i miliardi di dollari degli aiuti all’Africa? – di Ilaria Bifarini .

Ingenti prestiti da parte delle organizzazioni finanziari internazionali, consistenti sgravi del debito statale, fondi raccolti da iniziative private, che hanno mobilitato tutti, dai singoli cittadini occidentali attraverso forme organizzate di beneficenza alle star dello spettacolo, che si sono spese per i diritti dei più deboli attraverso concerti ed esibizioni.

Fiumi di miliardi di dollari che non sembrano aver intaccato per nulla il problema del sottosviluppo e della povertà endemica del Terzo Mondo. Anzi.

E’ stato riscontrato che, dalla metà degli anni Novanta, circa 60 paesi in via di sviluppo siano diventati più poveri in termini di reddito pro-capite rispetto a 15 anni prima. Entro il 2030 i due terzi dei poveri di tutto il mondo proveranno dall’Africa.

L’Africa dunque è sempre più povera, ma di una povertà nuova rispetto a quella del passato coloniale.

Il continente africano annovera infatti i paesi con i più alti livelli di disuguaglianza al mondo, in cui il divario tra una ristretta élite dedita al lusso e il resto della popolazione che vive in uno stato di miseria è abissale.

Dunque, cosa non ha funzionato? Dove sono finiti i fiumi di miliardi di dollari?

La risposta in realtà è alquanto intuitiva: hanno seguito la stessa corrente che trascina la ricchezza collettiva su scala mondiale.

Sono finiti in conti offshore, hanno arricchito a dismisura élite locali consenzienti e complici dei grandi speculatori internazionali e soprattutto hanno arricchito loro, i Signori del debito.

Dopo essere finita nella spirale micidiale dei prestiti per il pagamento del debito e degli interessi maturati su di esso a seguito della crisi del debito del 1982 che ha coinvolto i paesi del Terzo Mondo, l’Africa post coloniale ha definitivamente perso ogni possibilità di sviluppo.

Si stima che per ogni dollaro preso a prestito da banche e organizzazioni finanziarie internazionali ne abbia restituiti 13!

Un Piano Marshall al contrario, che ha dirottato i soldi stanziati per il Terzo Mondo verso i finanziatori del debito del Primo Mondo.

La stessa depredazione da parte della finanza attraverso l’arma del debito che sta oggi asfissiando il nostro paese (in 20 anni abbiamo pagato ben 1700 miliardi di euro di soli interessi!).

Il passaggio dal colonialismo imperialista al post-colonialismo del debito è stato brutale per il Continente Nero.

Ha soffocato quei timidi tentativi di sviluppo economico nazionale avviati attraverso la politica di sostituzione delle importazioni.

Il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale sono intervenuti attraverso i cosiddetti “programmi di aggiustamento strutturale” (PAS):

in cambio di prestiti e assistenza hanno imposto il controllo economico, monetario e politico dell’Africa.

Contravvenendo a ogni logica e a ogni esempio di percorso di sviluppo economico nazionale, hanno imposto l’apertura incondizionata alle liberalizzazioni e al libero scambio a paesi che non avevano ancora avviato la creazione di un tessuto industriale e produttivo su base locale.

Il modello coercitivamente introdotto ha previsto l’utilizzo dei prestiti per incentivare le esportazioni, senza nessun investimento nello sviluppo tecnologico e del capitale umano, al fine di ottemperare gli oneri del debito.

Sono state abolite tutte le forme di protezionismo necessarie a tutelare l’economia locale e sfruttare le potenzialità di sviluppo industriale nazionale.

Così in Ghana nel 2002 sono state abolite le tariffe sull’importazione di prodotti alimentari, con una conseguente impennata di importazioni di prodotti alimentari dall’Unione Europea, come i famosi scarti di pollo congelati che costano un terzo di quelli prodotti localmente.

Nello Zambia l’abolizione dei dazi sulle importazioni dei capi di abbigliamento ha soffocato una piccola rete di ditte locali a favore delle importazioni dei capi di abbigliamento usati dall’Occidente.

I programmi del Fondo Monetario hanno inoltre imposto tagli alla spesa sanitaria e all’istruzione, i cui livelli erano già molto carenti, e la privatizzazione di servizi pubblici essenziali – come la fornitura idrica- in gran parte dei paesi.

Sebbene le due istituzioni di Bretton Woods (FMI e BM) abbiano spesso imputato la causa dell’evidente fallimento dei propri “piani di aggiustamento strutturale” al fenomeno radicato della corruzione dei governanti africani, il loro coinvolgimento è ineludibile.

Così, nonostante fosse risaputa l’indole cleptomane di Mobutu nello Zaire, che rubò oltre la metà degli aiuti economici ricevuti dal paese, essi continuarono a concedergli prestiti.

Non a caso i programmi di privatizzazione del Fondo Monetario sono altresì conosciuti come “programmi di tangentizzazione”.

Gran parte di questi fondi sono finiti nelle offshore, dove gran parte dei trilioni di denaro sporco che ogni anno vengono versati provengano dal Terzo Mondo.

In questo immenso flusso di denaro “è stato stimato che almeno metà dei fondi presi in prestito dai principali debitori siano tornati indietro dalla porta di servizio, di solito nello stesso anno -se non nello stesso mese- in cui arrivano prestiti” (James S. Henry, “Where the money went”).

Non dobbiamo dunque stupirci se la povertà e sottosviluppo dell’Africa sono peggiorati e se al flusso di denaro fanno seguito gli attuali flussi migratori di esseri umani.

Il colonialismo mondiale del debito prevede anche questo

Da: QUI

Articolo di Gregorio

ALTRE NOTIZIE
Manovra, arriva la nuova tassa auto: una PANDA costera' piu' di una BMW
Manovra, arriva la nuova tassa auto: una PANDA costera' piu' di una BMW
(Firenze)
-

Il governo vara la linea verde. Ma spiccano alcuni paradossi sul sistema 'bonus-malus' sulle emissioni di CO2
Una Panda che paga più di una Bmw da 50mila euro, l'ibrida Toyota Rav4 non solo...

Gillet gialli? Non solo il caro benzina! Ecco 41 motivi della protesta
Gillet gialli? Non solo il caro benzina! Ecco 41 motivi della protesta
(Firenze)
-

Ecco le rivendicazioni complete dei gilet gialli, (censurate da tutti i media), così come loro le hanno rese pubbliche di modo che ognuno possa farsi la propria idea.
Ecco le rivendicazioni complete dei gilet gialli, (censurate da tutti i media),...

Che fine ha fatto l'Isis?
Che fine ha fatto l'Isis?
(Firenze)
-

L’attenzione dei media, italiani e non, sull’Isis è scemata notevolmente. Qual è oggi lo scenario nella vasta zona che ha visto in questi anni il dominio del Califfato?
Per anni ha occupato le prime pagine di tutti i quotidiani nazionali ed...

Il Quirinale guida il governo verso la resa all'Ue
Il Quirinale guida il governo verso la resa all'Ue
(Firenze)
-

Il rischio di recessione dipende da una contrazione della domanda globale che ha colpito l’export e da una crisi di fiducia sull’Italia che ha ridotto gli investimenti esterni e interni quando il governo ha esplicitato una linea de-sviluppista e assistenz
Il rischio di recessione dipende da una contrazione della domanda globale che ha...

Onu: entro il 2030 ognuno di noi dovra' avere una IDENTITA' BIOMETRICA
Onu: entro il 2030 ognuno di noi dovra' avere una IDENTITA' BIOMETRICA
(Firenze)
-

Grazie all’abile uso di trattati e accordi internazionali, il dominio su questo pianeta sta diventando sempre più globalizzato e centralizzato, eppure la maggior parte della gente non sembra preoccuparsene soprattutto per via della grande disinformazione
Grazie all’abile uso di trattati e accordi internazionali, il dominio su questo...



Leggendo | Richiesta informazioni | Sitemap articoli

2013 Leggendo - Tutti i diritti riservati