Dieta Onnivera: basta vegan!

(Genova)ore 13:09:00 del 20/09/2017 - Tipologia: , Salute

Dieta Onnivera: basta vegan!

“L’uomo è un animale onnivoro. Nella storia dell’evoluzione umana ci sono state in effetti alcune isolate specie che si nutrivano solo di vegetali, come i parantropi. Si sono tutte estinte”. .

“L’uomo è un animale onnivoro. Nella storia dell’evoluzione umana ci sono state in effetti alcune isolate specie che si nutrivano solo di vegetali, come i parantropi. Si sono tutte estinte”. Così Luca Avoledo, autore del libro “No Vegan” (edizioni Sperling & Kupfer) rimarca la natura onnivora della nostra specie, argomento che ha rappresentato il filo conduttore del dibattito che si è tenuto in serata a Milano.

Nel corso dell’evento, Luca Avoledo e Susanna Bramante autrice del libro “La soia: fa bene o fa male?” (edizioni L’Età dell’Acquario), hanno discusso delle principali mode e manie dellediete, dal fruttarianesimo al vegetarianesimo, sfatando, dati scientifici alla mano, le manie e le ossessioni delle tendenze più radicali, a favore invece di uno stile di vita alimentare equilibrato, in cui nessun alimento venga demonizzato a favore di un altro, sul modello della dieta mediterranea.

In particolare, Luca Avoledo ha sottolineato come si “stia radicando nell'opinione pubblica la convinzione che il consumo di carne quando non addirittura quello di latte, uova e pesce, faccia male alla salute e che la scelta alimentare più opportuna per star bene sia adottare una dieta che ne è del tutto priva, quale è quella vegana. Si tratta di un vero e propriomito alimentare, non supportato, contrariamente a quel che tanti credono, da evidenze scientifiche”. Tutti i dati scientifici sul tavolo, nutrizionali, medici, anatomici, antropologici, infatti “attestano come l'uomo sia una specie onnivora per sua natura e mettono in luce quanto la dieta vegana rappresenti una scelta innaturale, controintuitiva, nutrizionalmente e salutisticamente superflua, quando non addirittura pericolosa” ha concluso Avoledo.

Partendo da questi presupposti, i ricercatori hanno confrontato 10 diete diverse, in base alla loro efficienza di utilizzo dei terreni agricoli. Hanno modellato una dieta base sulla media di ciò che mangiano gli americani oggi, secondo il Dipartimento dell'Agricoltura. L'hanno poi paragonata ad altre diete, tra cui alcune di tipo "onnivoro salutare"—dove le calorie derivavano da tutte le fonti, tra cui carne, verdure, uova e latticini—o vegetariane, che includevano dunque latte e uova, ma nono la carne. Nello studio sono state prese in considerazione anche tre diete vegetariane rigorose (solo uova, solo formaggio, e vegana).

I risultati, pubblicati venerdì sulla rivista Elementa, hanno mostrato che, se da un lato la riduzione del consumo di carne potrebbe consentire di nutrire un maggior numero di persone, questo vantaggio ha un limite. Un sistema alimentare completamente vegano finirebbe infatti per nutrire meno persone di uno vegetariano o di un certo tipo di dieta onnivora.

Secondo questo studio, il numero di persone che potrebbero essere nutrite dai terreni agricoli americani aumenterebbe con il diminuire del consumo di carne, ma solo fino a un certo punto. I terreni agricoli americani potrebbero nutrire circa 402 milioni di persone che seguono una dieta nella media, mentre si potrebbe arrivare a raddoppiare quella cifra—raggiungendo gli 807 milioni di persone—se la gente seguisse una dieta vegetariana che comprenda solo i latticini. Invece, nel caso di una conversione su ampia scala alla dieta vegana, le terre disponibili potrebbero nutrire circa 735 milioni di persone.

Il perché di ciò è legato al fatto che non tutti i terreni agricoli sono adatti a qualsiasi scopo. Su certe aree di pascolo che sono utilizzate per crescere bestiame come le mucche, la coltivazione non sarebbe semplicemente praticabile, il che significa che quelle aree sarebbero spazio sprecato, per un mondo puramente vegano. Allo stesso modo, la dieta seguita in media dagli americani al momento adibisce circa l'80 percento dei terreni coltivabili—acri che potrebbero essere sfruttati per coltivare cibo per le persone—per produrre mangime per il bestiame.

I ricercatori hanno scoperto che l'uso più efficiente dei terreni americani sarebbe a supporto di una dieta vegetariana che includa i latticini, perché in questo modo si massimizzerebbe la quantità di terreno utilizzato per produrre cibo e si potrebbe nutrire il maggior numero di persone possibile.

Articolo di Gregorio

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