Di Maio come Pulcinella: il vero ritratto sta uscendo fuori

(Roma)ore 18:39:00 del 16/04/2018 - Tipologia: , Denunce, Politica

Di Maio come Pulcinella: il vero ritratto sta uscendo fuori

Ogni giorno che passa questo Di Maio entra sempre meglio nella parte, ed ormai si identifica in modo sempre più perfetto con Pulcinella, l’eterna maschera napoletana.

Ogni giorno che passa questo Di Maio entra sempre meglio nella parte, ed ormai si identifica in modo sempre più perfetto con Pulcinella, l’eterna maschera napoletana. Non mi aspetto lo capiscano i votanti per M5S, notoriamente carenti di senso dell’umorismo. Mi limito a sperare che la loro sete di onestà (Onestà! Onestà!) possa formare in loro un’idea meno semplicistica della Corruzione. Corruzione non è solo prendere mazzette e vitalizi. Corruzione è – anzitutto – prendere un sacco di voti con un programma fantasmatico ma variabile, da cambiare all’occasione per restare al potere. Ciò significa che il programma non conta niente – non c’è – e quel che resta è la mera sete di potere, seme della Corruzione.

Di Maio che proclama di potersi alleare con la Lega purché senza B., oppure indifferentemente con il PD, sta dicendo appunto che il Movimento può aderire a due programmi diversi ed opposti. Il lato pulcinellesco sta nel fatto che non è capace di sciogliere – e di scegliere – per cui è quasi un mese e mezzo che ripete lo stesso disco rotto, aspettando che sia Salvini a toglierlo dall’imbarazzo, staccandosi dalla coalizione che ha il 34 per cento per andare sotto di lui come ragazzino di bottega, senza niente in cambio; oppure chissà il PD o una sua scheggia, che gli corra in soccorso.

O magari Mattarella, che gli venga in aiuto imponendo (gli) con suo gran sollievo un governo ”istituzionale” e “responsabile” infarcito di Riserve della Repubblica come ministri e addirittura premier (il Mattarella starebbe pensando a un Giovanni Maria Flick, Raffaele Cantone “Anticorruzione! Onestà!”), pensava a Mario Draghi che ha già fatto sapere di non essere disponibile – e meno male. Ma perché no Giuliano Amato? La Bonino?

Io credo che questa sia proprio la soluzione che Pulcinella Di Maio preferisce: “fare un passo indietro” e mettere lo sterminato numero di deputati e senatori che avete votato al servizio del “tutto continua come prima”, la linea della continuità. Tranquillizzante per i poteri forti e transazionali, ma soprattutto per lui: Pulcinella non ha il coraggio richiesto dalla battaglia. Del resto appena uscito dalle lezioni s’è affrettato a dichiarare la fedeltà alla UE e non solo: alla NATO, nel momento in cui ci trascina alla guerra e ci impone aumenti di spese militari.

Spero che il votante grillesco capisca cosa ciò significa: altri cinque anni di austerità, disoccupazione, deflazione, rientrare dal debito pubblico, “fare le riforme”, ce lo chiede l’Europa, “tagliare”, “privatizzare”, svendere. Insomma quel che abbiamo già provato dal 2011, con ministri delle Finanze assegnatici dal Fondo Monetario e da Goldman Sachs, da Mario Monti a Padoan – che hanno aumentato il debito pubblico che ci dicevano avrebbero diminuito, ed aggravato la recessione. Una continuazione, infatti, delle ricette che – è ormai appurato, e riconosciuto anche da economisti mainstream – sono radicalmente sbagliate: sono le ricette per la recessione permanente, e potenti meccanismi di sottosviluppo, pensati apposta per spogliare l’Italia dei suoi risparmi e dei suoi primati competitivi.

I grillini possono avere poco senso dell’umorismo. Ma spero abbiano abbastanza sale in zucca per rispondere alla domanda: questo esito non sarebbe un tradimento profondo di ciò che la volontà popolare, a grandissima maggioranza, ha espresso alle elezioni? Non si chiama forse “corruzione” questo avervi fatto votare per questa gente con le promesse di chissà quali cambiamenti dello status quo, per poi accomodarsi nello status quo?

Vorrei chiedere a voi, grillini, specificamente: quanti di voi hanno votato per la UE e per la NATO, consapevolmente, e quindi per la continuità. Vorrei chiedervi anche altre cose: dove sono finiti ”i ministri” che Di Maio ha presentato in pompa magna a Mattarella, facendo capire che aveva un governo già bell’e fatto: una impagabile parata di Pulcinella, quasi un capolavoro del Tiepolo, ma era tutto uno scherzo, adesso si va col PD – senza Renzi però.

Vorrei anche chiedervi qualcosa sul programma futurista (“Intelligenza Artificiale, machine learning, genoma”) presentato pochi giorni fa a Ivrea dal figlio di Casaleggio in una riunione privata e ad inviti della sua azienda. “Ciò che dovremo fare nei prossimi cinque-dieci anni” ha detto il giovine: quale rapporto c’è fra “questo” programma e quello del Movimento? Magari vi va benissimo: ma allora perché non vi è stato dato di votarlo, il giovine Casaleggio? Egli non ha voluto rischiare di sottoporre alla volontà popolare il suo programma, lo ha presentato essenzialmente ad altri imprenditori. Benissimo: ma la sa azienda è quella che gestisce il Movimento e la sua “democrazia in rete”, e si fa pagare dai deputati che avete eletto. Altro che Partito-Azienda del Berlusca! Non sentite qui il conflitto d’interessi, ossia l’afrore della Corruzione?

Magari no. Ed è questo il gran problema. Quando si riescono a prendere una serqua di voti agitando la “protesta” senza programma (sorvolando su esso), qualunque scelta politica faccia Di Maio, ha paura di perdere una metà dei voti o quasi: quelli che hanno creduto che il Movimento fosse sovranista, quelli che hanno creduto fosse la sinistra, gli uni sono pronti a saltarli alla gola “se va con Berlusconi”, gli altri ad abbandonarlo se si mette con Martina o Orlando.

Ecco perché di Maio sta facendo il Pulcinella di Buridano. Non decidendo niente, sta facendo dei vostri voti una nuova DC, una balena bianca nel centro senza qualità. Anche la DC non aveva programma. Ma Di Maio sta facendo coi vostri voti una democrazia cristiana senza più nemmeno il cristianesimo a dare un minimo di coscienza morale.

In questo mese, Salvini si è esposto politicamente su UE, su Euro, su Putin; ci ha messo la faccia, ha deto lealmente come pensa di governare, correndo il rischio. Il vostro Pulcinella di Buridano non ha detto niente: non compromettersi con i grandi temi, soprattutto: il coraggio, ecco quel che manca a Pulcinella. Ecco perché – triste dirlo – Di Maio esprime quella specifica corruzione meridionale, fatta di non-concretezza, di poca cultura moderna, e di finta insubordinazione al potere, che recita nei vicoli “a’ protesta”, ma di reale devozione al re (el momento). E continuare a insultare Salvini perché non va con lui a seguire il suo programma: quale, di grazia?

Se è la continuità con Merkel e NATO, anche Berlusconi è d’accordo, voleva fare la grande intesa con Renzi per contentare Berlino e Bruxelles. Se poi Di Maio fosse serio nella volontà di attrarre la Lega di Salvini e fargli “tradire” il centro-destra, c’è una cosa concretissima che può fare: trattarlo come se avesse preso lui solo il 34 per cento. Trattarlo da pari, non da ragazzo di bottega. Dirgli: metà dei ministri del governo comune sono tuoi. Ma ci vuol coraggio e anche generosità politica. Di Maio, e se è per quello Grillo, non sanno nemmeno cosa sia. Sono il Livore, ed hanno sfruttato il vostro livore collettivo. A proposito: ha mai parlato, Di Maio, di ministri? No. Sta lì come il Buridano, in attesa di farvi governare da Flick. O da Bonino e Padoan, perché no.

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Articolo di Carmine

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