Death Stranding recensione

(Napoli)ore 19:30:00 del 07/11/2019 - Tipologia: , Videogames

Death Stranding recensione

RECENSIONE DEATH STRANDING - Non è stato un compito facile lavorare alla recensione di Death Stranding, anzi, posso dire tranquillamente che è stato il prodotto più controverso con il quale abbia mai avuto a che fare..

RECENSIONE DEATH STRANDING - Non è stato un compito facile lavorare alla recensione di Death Stranding, anzi, posso dire tranquillamente che è stato il prodotto più controverso con il quale abbia mai avuto a che fare. L’opera partorita dalla mente di uno dei game designer più importanti della storia, Hideo Kojima, è un concentrato di scelte, direzioni ed elementi fuori dal comune; un titolo inedito, mai visto prima. Il padre della Metal Gear Saga, dopo l’altrettanto dibattuto “The Phantom Pain”, torna sul mercato con un gioco che nasce e prospera principalmente grazie alla sua morale e al messaggio che vuole lanciare al mondo.

“Riconnetterci”, vivere come un unico organismo pronto a combattere e vincere qualunque cosa, grazie all’amore, alla speranza, grazie a valori senza i quali l’umanità cesserebbe di esistere, si estinguerebbe.

RECENSIONE DEATH STRANDING - Da un certo punto di vista, Death Stranding ricalca la vena profetica apprezzata in Metal Gear Solid 2 Sons of Liberty: all’epoca Kojima ci avvertì su quanto potesse essere importante il flusso delle informazioni digitali, raccontandone – a modo suo – i potenziali rischi. In Death Stranding utilizza un momento storico fondamentale per la nostra specie, e lo fa in modo maturo, senza tralasciare nessuna delle caratteristiche principali di un videogioco. Nei panni di Sam Porter Bridges infatti giocheremo molto, e parallelamente vivremo alcuni dei momenti narrativi più alti e meglio concepiti nella storia del medium.

Death Stranding, inutile nasconderlo, è un gioco straordinario: una di quelle opere rischiose, autoriali dall’inizio alla fine, e per questo capaci di riscrivere il linguaggio del mezzo comunicativo d’appartenenza. Non posso essere certo del fatto che il messaggio venga raccolto da tutti, ma sono invece sicuro che lascerà il segno

Il cambio di registro rispetto alle opere precedenti è impersonato da Sam Porter Bridges, il corriere protagonista di Death Stranding che prende in prestito le fattezze digitali di Norman Reedus. Il salto dalle potenzialità garantite dal miglior agente segreto al mondo a quelle di un corriere, per quanto così determinato da compiere il suo lavoro anche in piena apocalisse, è netto. Il punto di contatto rispetto al passato rimane invece l’immaginario sconfinato di Kojima, che questa volta scolpisce digitalmente un universo narrativo in cui la natura ha sopraffatto la presenza umana, costellato di panorami mozzafiato e da continui passaggi tra differenti biomi che, per quanto repentini, ben esprimono la varietà paesaggistica del territorio statunitense.

RECENSIONE DEATH STRANDING - Il collante che porterà Sam Bridges ad attraversare il paese da est a ovest sobbarcandosi l’immane compito di riunire ciò che il Death Stranding ha diviso è l’immancabile intrigo narrativo firmata Kojima, di cui la parentela di Sam con la morente presidente degli USA è solo il primo dei molti tasselli che riconducono Death Stranding alle tematiche inscindibili dalla sua produzione: famiglia, ma anche guerra, percezione della realtà e apocalisse (atomica).

Se la capacità di costruire mondi da parte di Kojima non è mai stata in discussione, il dibattito intorno alle sue opere si è di frequente concentrato sugli elementi di gioco con cui ha saputo riempirle negli anni, da sempre e storicamente il suo punto debole. Ed è proprio su questo versante che Death Stranding, ancora una volta, mostra il fianco alle critiche più aspre. Benché da un certo punto di vista sia figlio della svolta sandbox tanto apprezzata in MGS V, la libertà di cui godeva Snake non è stata trasmessa in toto a Sam, il cui talento nel trasportare pacchi lo inchioda a ripetere sempre e costantemente la stessa missione, ovvero trasportare un carico più o meno ingombrante, più o meno delicato, da un punto A a un punto B. Eppure Kojima non è l’ultimo arrivato e la banalità non gli appartiene. Dietro una scelta di design simile, dunque, si cela un discorso che il game designer conduce con il giocatore e con il medium stesso.

Articolo di Sasha

ALTRE NOTIZIE
Planet Zoo: cosa sapere
Planet Zoo: cosa sapere
(Napoli)
-

La partita sandbox è il luogo ideale per sbizzarrirsi nella realizzazione di parchi senza preoccuparsi troppo delle restrizioni economiche, perfetta per le sessioni più rilassanti; la carriera è pensata per i giocatori alla ricerca di un’esperienza più st
RECENSIONE PLANET ZOO - Planet Zoo è a tutti gli effetti un gestionale di stampo...

Nvidia Shield TV: come cambia la gamma per gamers con modelli PRO
Nvidia Shield TV: come cambia la gamma per gamers con modelli PRO
(Napoli)
-

NVIDIA SHILED TV COSA CAMBIA - Nuovo chip Tegra X1+, doppia versione e telecomando rinnovato.
NVIDIA SHILED TV COSA CAMBIA - Nuovo chip Tegra X1+, doppia versione e...


(Napoli)
-


LE CONDIZIONI DI LAVORO DEGLI SVILUPPATORI DI VIDEOGAMES - "No pain, no gain"...

Football Manager 2020: anteprima
Football Manager 2020: anteprima
(Napoli)
-

ANTEPRIMA FOOTBALL MANAGER 2020 - Football Manager 2020, come i suoi predecessori e i suoi seguiti, ha la propria teca da santificare davanti a cui si inginocchieranno migliaia di fan sparsi per tutto il mondo, un’opera che ha trasceso i confini virtuali
ANTEPRIMA FOOTBALL MANAGER 2020 - Football Manager 2020, come i suoi...

Luigis Mansion 3: cosa sapere
Luigis Mansion 3: cosa sapere
(Napoli)
-

Oltre alle classiche manovre di aspirazione e spostamento d’aria, il nuovo Poltergust G-0M dispone di una ventosa in grado di aderire alle pareti lisce per poter lanciare oggetti di piccole, e medie, dimensioni, rimuovere gli scudi che proteggono gli avve
RECENSIONE LUIGIS MANSION 3 - Al di là della struttura ludica insolita, un...



Leggendo | Richiesta informazioni | Sitemap articoli

2013 Leggendo - Tutti i diritti riservati