Dark Souls Remastered Switch: guida

(Cagliari)ore 09:18:00 del 22/10/2018 - Tipologia: , Videogames

Dark Souls Remastered Switch: guida

In linea generale, infatti, la produzione porta sugli schermi dell'ibrida di Nintendo la medesimacombinazione di pregi e difetti che componeva il quadro imperfetto di uno dei titoli più memorabili della recente storia videoludica..

 

Quando, lo scorso gennaio, Bandai Namco confermò che la versione rimasterizzata del primo Dark Souls sarebbe arrivata anche su Switch, il cuore pulsante della community subì un'impennata sussultoria di non poco conto. La prospettiva di poter finalmente godere della malvagità ludica di From Software su una piattaforma Nintendo era senza dubbio inebriante, specialmente considerando le peculiarità di una console ibrida difficile da associare alla firma stilistica del gameplay di Hidetaka Miyazaki. L'hype comunitario subì però un duro colpo quando il publisher annunciò un rinvio della versione Switch a data da destinarsi, successivamente fissata per il 19 ottobre, a cinque mesi di distanza dall'uscita delle altre edizioni. Una proroga nella quale una fetta consistente dell'utenza aveva intravisto problemi tecnici di non poco conto, che avrebbero potuto minare la godibilità della versione. Oggi, a bocce ferme, sappiamo per certo che quei dubbi erano sicuramente fondati, visto che Dark Souls Remastered si presenta all'appuntamento con i giocatori Nintendo con un porting - ahinoi - al di sotto delle aspettative.

Partiamo da un punto chiave, utile a mettere nella giusta prospettiva tutte le considerazioni a seguire. Dark Souls Remastered si affaccia nell'universo della grande N con una versione capace di offrire al pubblico lo stesso mix di cattiveria e appagamento che caratterizzava il titolo al lancio.

In linea generale, infatti, la produzione porta sugli schermi dell'ibrida di Nintendo la medesimacombinazione di pregi e difetti che componeva il quadro imperfetto di uno dei titoli più memorabili della recente storia videoludica. Dal punto di vista del gameplay, si tratta infatti di un titolo che, per quanto datato, è perfettamente in grado di conquistare anche le frange più "hardcore" dell'utenza Switch, proponendo una formula di gioco caratterizzata da un rapporto impegno-ricompensa decisamente premiante. A conti fatti, però, c'erano pochi dubbi sul fatto che i meriti ludici di Dark Souls potessero brillare anche sulla console di Kyoto, specialmente considerando come la versatilità sia uno dei suoi principali punti di forza. Per definire il valore di questa remaster non basta però che il gioco funzioni su Switch esattamente come faceva nel 2011 su Xbox 360 e PS3: questa è la condizione operativa di base. Per aspirare all'eccellenza, il lavoro di Virtuos doveva invece giustificare appieno l'attributo "Remastered", proponendo all'utenza un prodotto capace di mettere sul tavolo variazioni significative rispetto alle versioni originali. E siamo quindi giunti alle note più grigie che fanno di Dark Souls Remastered un esordio non troppo felice per la piccolina di casa Nintendo e che, come prevedibile, riguardano il comparto tecnico. Stando alle note ufficiali, la versione Switch del titolo gira a 720p in modalità "tablet" e 1080p in modalità "docked", con un frame rate bloccato a 30 fps in entrambi gli scenari di utilizzo. Dopo aver testato a lungo il titolo in entrambe le modalità, siamo piuttosto sicuri che la soglia inferiore rappresenti di fatto la risoluzione nativa della versione, utilizzata come base per bilanciare dinamicamente il rapporto qualità-prestazioni anche quando la console è adagiata nel suo alloggiamento da salotto.

Tutto questo sarebbe anche graditissimo se il miglioramento tecnico fosse evidente, ma la versione Switch di Dark Souls è leggermente peggiore di quelle per Xbox One e PS4, che già si distinguevano ben poco dal gioco su PC. I nuovi effetti legati alla nebbia o alle fiamme sono infatti spariti da questo port - tornando praticamente identici a quelli del gioco originale - e la qualità generale delle texture pare a sua volta inferiore, indubbiamente per reggere meglio sull'hardware meno performante della console Nintendo.

Il risultato ottenuto non è tuttavia di quelli impeccabili: il gioco viaggia a 30 fps, non a 60 come altrove, con qualche rallentamento marginale durante le situazioni più concitate o ricche di effetti (Farfalla della Luna, grosse "nubi" di anime durante un combattimento, Lost Izalith, eccetera). Fin qui tutto perfettamente prevedibile, ma c'è una curiosa discrepanza tra il gioco in forma portable e docked: portata a spasso questa versione di Dark Souls è più che buona, rallenta davvero di rado, e risulta persino dannatamente piacevole da vedere viste le dimensioni ridotte dello schermo del tablet; sulla TV invece la risoluzione è 1080p, e i rallentamenti si fanno meno radi e più evidenti.

Sia lode al sole, non si parla di momenti in grado di rovinare pesantemente l'esperienza: la Città Infame, per dire, non porta il gioco a 10 fps con annesse immancabili (e motivatissime) imprecazioni. È comunque curioso notare come a una risoluzione maggiore - nonostante il livello grafico piuttosto basso e il sacrificio di certi elementi migliorati sulle altre piattaforme - non sia stato fatto un lavoro di ottimizzazione più sopraffino. Siamo perfettamente consapevoli di quanto mal ottimizzato fosse il titolo originale, eppure dopo tutto questo tempo avremmo voluto un lavoro più adeguato e in linea con gli altri port. Non basta un bell'Amiibo di Solaire o il valore aggiunto della portabilità a farci esultare per questo prodotto, indipendentemente da quanto eccelso fosse il titolo originale.

 

Articolo di Gerardo

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