Cosa mangiare a Ferragosto

(Bologna)ore 18:05:00 del 14/08/2019 - Tipologia: , Cucina

Cosa mangiare a Ferragosto

COSA MANGIARE A FERRAGOSTO - Per 8 donne napoletane su 10, il pranzo di Ferragosto, con amici e parenti, si potrebbe trasformare in una fonte di ansia e stress..

COSA MANGIARE A FERRAGOSTO - Per 8 donne napoletane su 10, il pranzo di Ferragosto, con amici e parenti, si potrebbe trasformare in una fonte di ansia e stress. Ma non per questo è un momento a cui vogliono rinunciare. Ben 7 napoletane su 10 (74%), nonostante gli inconvenienti che possono capitare, considerano infatti il giorno di Ferragosto come il momento perfetto per riunire famiglia e amici attorno alla tavola, sperimentandosi in cucina (78%) e studiando nel dettaglio sia il menù che l’allestimento della location (63%). L’importante è non eccedere mai, dicono gli esperti, ma giocare con una sorprendente semplicità.

COSA MANGIARE A FERRAGOSTO - È quanto emerge da uno studio condotto da Buitoni, effettuato con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 500 napoletane di età compresa tra i 18 e i 65 anni, attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community dedicate, oltre che su un panel di 20 esperti tra specialisti del bon ton e food-blogger, per capire come passeranno il Ferragosto le donne napoletane.

Ma come ogni buona festa che si rispetti, anche il Ferragosto ha le sue tradizioni gastronomiche, declinate in maniera differente rispetto al luogo in cui ci si trova: vediamone insieme alcune.

COSA MANGIARE A FERRAGOSTO

Zitoni di Ferragosto (Campania): iniziamo con un primo leggero e mediterraneo, tipico del Ferragosto della costiera amalfitana; gli zitoni, lunghissimi cilindri di pasta secca, vanno spezzati prima della cottura e poi conditi con un sugo in cui, alla succosità del pomodoro fresco, fanno da contraltare la golosità dei pomodori secchi e la sapidità dei capperi. In Calabria ne fanno una versione molto più opulenta, protagonista dei pranzi di Natale o Pasqua, ma anche da consumare fredda durante le gite fuori porta al mare o in montagna. Prende il nome di Pasta Chjina: gli ziti sono conditi con il sugo e arricchiti da polpette, uova lesse a fette, salsiccia e formaggio, il tutto amalgamato con uova; poi si infila tutto nel forno. Una volta fredda, costituirà un pranzo molto calorico, da smaltire necessariamente con lunghe passeggiate.

Gnocchi al sugo di papera (Umbria): la verde Umbria, il 15 agosto, porta in tavola un classico della cucina italiana; il piatto è legato alla tradizione della mietitura, quando i contadini si aiutavano reciprocamente per alleggerire il lavoro nei campi e per condividere la gioia di un pasto sostanzioso e nutriente legato alla fine di una gravosa fatica. Così le massaie preparavano un ricco ragù con la carne delle oche, avicoli meno magri dei polli e quindi capaci di dare agli gnocchi una goduriosa grassezza.

Galletto ripieno (Puglia): più a sud invece, per la precisione a Lucera, in Puglia, è tradizione imbottire un piccolo polletto ruspante con una farcia a base di uova, salame, pepe, prezzemolo, aglio a pezzi e formaggio.

Pollo in umido con i peperoni (Roma): nella Capitale è tradizione preparare per questa giornata il pollo con i peperoni, un classico della cucina romana; il sapore dolciastro del peperone penetra nelle fibre magre della carne, e il sughetto che si forma sul fondo della padella invita alla scarpetta. E siccome la cucina tradizionale è capace di utilizzare e valorizzare anche le parti meno pregiate, ecco che ad acccompagnare questo secondo piatto intervengono le fettuccine condite con il ragù di animelle.

Piccione arrostito (Toscana): un adagio popolare afferma: “per Ferragosto, piccioni e anitre arrosto“. Per quanto riguarda le oche, le abbiamo assaporate in Umbria; ora ci spostiamo nella vicina Toscana per il piccione, che qui si farcisce con la finocchiona, insaccato tipico di queste zone, aromatizzato al finocchietto. Alcuni dicono che l’usanza sia carolingia, noi ci limitiamo ad affermare che, cotto al forno con le patate e le salsicce, effettivamente questo è un piatto da re.

Articolo di Gregorio

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