Come smettere di pensare a cio' che gli altri dicono di noi: NON ROVINARTI LA VITA!

(Torino)ore 13:19:00 del 15/05/2017 - Tipologia: , Curiosità, Salute, Sociale

Come smettere di pensare a cio' che gli altri dicono di noi: NON ROVINARTI LA VITA!

VIVIAMO PREOCCUPANDOCI DI CIÒ CHE GLI ALTRI DICONO E PENSANO DI NOI, ADATTANDO LA NOSTRA VITA IN MODO DA COMPIACERLI, E OSTACOLANDO SPESSO LE NOSTRE VERE VOLONTÀ .ECCO COME SMETTERE DI VIVERE IN BASE AL GIUDIZIO ALTRUI..

VIVIAMO PREOCCUPANDOCI DI CIÒ CHE GLI ALTRI DICONO E PENSANO DI NOI, ADATTANDO LA NOSTRA VITA IN MODO DA COMPIACERLI, E OSTACOLANDO SPESSO LE NOSTRE VERE VOLONTÀ .ECCO COME SMETTERE DI VIVERE IN BASE AL GIUDIZIO ALTRUI.

Viviamo nell’ era dei social, e cresce sempre più spesso la mania di protagonismo, il preoccuparsi del giudizio degli altri e la tendenza nel compiacerli anche se questo porta ad andare contro la nostra volontà.

Ci preoccupiamo di ciò che gli altri dicono di noi e non di ciò che vorremmo essere e fare davvero, tendiamo a fare le cose per compiacere gli altri, invece di farle perché è ciò in cui crediamo, modelliamo  le nostre azioni e la nostra vita in base a come pensiamo che gli altri ci percepiscano.
Crediamo che per raggiungere la nostra autostima dobbiamo piacere agli altri, quando invece dobbiamo semplicemente essere soddisfatti di noi stessi.

Quante volte cambiamo idea in base al giudizio altrui? Ad esempio non indossiamo più un vestito che a noi piace ma agli altri no, oppure non frequentiamo un amico/a che vorremmo frequentare per non essere mal giudicati dalla cerchia di amici ecc. Si potrebbero elencare tantissimi esempi a riguardo.

Quante volte ci conformiamo (adeguiamo) alle persone che ci circondano anche senza volerlo? Ci guardiamo prima in giro per vedere come gli altri reagiscono, e di conseguenza ridiamo se gli altri ridono, ci indigniamo se gli altri si indignano. Osserviamo prima gli altri per prendere una decisione la quale raramente viene da noi stessi.

Ciò che blocca il nostro cambiamento è proprio a paura del giudizio degli altri, e bisogna cambiare punto di vista per riprenderci la nostra vita. Una volta fatto ciò essa sarà libera dalla trappola del pregiudizio, fattore principale che sbarra la strada alle proprie idee, ci fa diventare spettatori della propria vita, non ci fa prendere posizioni su nulla, respinge il coraggio verso nuove azioni, ci rende pavidi e privi di speranza, e senza speranza non può esserci cambiamento…

Preoccuparci di come gli altri ci etichettano rende la vita impossibile, perchè è impossibile  essere all’altezza delle aspettative di tutti. Ci saranno sempre persone che ci giudicheranno.
Conviene quindi vivere la vita per le cose in cui crediamo, perchè tanto di persone che non sono d’accordo con noi ce ne saranno comunque sempre.

Ma come smettere di preoccuparsi del giudizio degli altri?

Dovremmo innanzitutto accettarci per come siamo, essere noi stessi in qualsiasi situazione, lasciarci guidare dal nostro cuore e dalla nostra mente, invece di essere diversi solo per compiacere gli altri.

Dovremmo focalizzarci sui risultati positivi (se pur pochi) che otteniamo nella nostra vita, smettendo di preoccuparci di come gli altri potrebbero giudicare quelli negativi.

Non dovremmo mai mettere in discussione ogni passo ne ogni decisione da noi presa, per paura di come essa venga giudicata dagli altri. Dubitando sempre di noi stessi rischieremmo di perdere sicurezza.

Dovremmo utilizzare le critiche altrui (ammesso che le consideriamo veritiere) come occasioni per migliorare e non considerarle come un limite personale oltre il quale non possiamo andare. Non dovremmo farci limitare dalle critiche, ma utilizzarle per capire dove sbagliamo.

Dovremmo verificare la provenienza del giudizio o critica. Capire se una persona criticandoci, sta cercando di aiutarci perché ha a cuore nostro interesse, cercare di capire se si tratta di un suggerimento che possiamo usare per diventare  persone migliori o di un semplice insulto meschino al quale non bisogna dare la minima importanza.

Da: Jeda

Articolo di Luca

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