Cicli, porte e capitoli: la vita si vive guardando avanti

(Avellino)ore 09:41:00 del 12/01/2019 - Tipologia: , Curiosità, Scienze, Sociale

Cicli, porte e capitoli: la vita si vive guardando avanti

Le cose non vanno sempre come ci si aspetta. Ci sono momenti in cui sentiamo di essere alla ricerca di un qualcosa che non fa per noi, bussando a porte che non si aprono e restando in attesa di miracoli che non avverranno mai..

Le cose non vanno sempre come ci si aspetta. Ci sono momenti in cui sentiamo di essere alla ricerca di un qualcosa che non fa per noi, bussando a porte che non si aprono e restando in attesa di miracoli che non avverranno mai.

Bisogna capire sempre quando si raggiunge il finale di un ciclo. Se insistiamo più del necessario, perdiamo la felicità e il significato di altri cicli che dobbiamo attraversare.

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Chiusura di un ciclo, di una porta, di un capitolo, qualunque sia il nome che decidiamo dare, ciò che più importa è lasciare nel passato i momenti della vita che si sono conclusi. Un lavoro perso, una relazione finita, un cambiamento drastico nella propria vita: è importante saper chiudere i cicli.

Le cose accadono, il tempo passa, e la cosa migliore che possiamo fare è lasciare fluire. E’ per questo che è importante, per quanto doloroso possa essere, distruggere ricordi, trasferirsi, concentrarsi su altro e aprire nuovi cicli.

Niente è insostituibile, le abitudini non sono necessità e l’unica cosa davvero necessaria è stare bene con se stessi. Spegni quel “televisore emozionale” che ti fa vedere lo stesso programma ripetutamente, nel quale si parla di quanto stai male.

Non è per orgoglio, incapacità o arroganza che vanno chiusi i cicli, ma semplicemente perché non fanno più parte della tua vita.

Tutti noi abbiamo una linea temporale (passato, presente e futuro). Il passato è passato, il futuro non è ancora arrivato, il che significa che l’unico momento reale che si può vivere, godere e gestire è il presente, il qui ed ora.

In ogni momento del presente, le tue decisioni si trasformano in azioni e sono i risultati della tua storia, del tuo passato.

Aggrapparsi al passato è una condizione della mente subconscia che gioca brutti scherzi, in quanto fa rievocare le cattive circostanze e non permette di andare avanti, perché, a volte, è più facile lamentarsi e trovare una giustificazione a qualsiasi esperienza negativa, piuttosto che assumersi la responsabilità della nostra vita, reagire ed andare avanti.

Hai mai provato a “pulire” la tua esistenza, iniziando dai cassetti, armadi, fino a raggiungere le persone del passato che non hanno alcun senso, ma che continuano a occupare spazio nella tua mente?
Chiudere le porte del passato in riferimento ai momenti tristi e alle esperienze di amarezza è un prerequisito verso una felicità stabile e crescente che proviene dal centro del tuo essere e che ti porta nella condizioni di successo e realizzazione.

Alcuni di quei momenti che ti lasciano nell’oblio del passato possono essere correlate a separazioni familiari, la morte di una persona cara, la perdita di un lavoro o di una posizione, fisica e/o psicologica, molestie, stupri, abbandono, traumi, ecc.

Se sei un perfezionista, si può essere tentati di pensare che, in alcune situazioni, avresti potuto fare meglio, o incolpare te stesso/a o qualcuno per una determinata azione. La rabbia, i sensi di colpa, il giudizio non ti portano da nessuna buona parte!

Il problema è che di solito ci si aspetta che qualcuno venga e ci dica come lasciare il passato alle spalle, ma ciò spesso non accade.

Dobbiamo quindi implementare la nostra esperienza e le nostre conoscenze per andare avanti, sfruttare il dialogo interno e le parole.

Quando si dispone di un’esperienza negativa o spiacevole non “rimuginare” perché questo atteggiamento ti porta ad una posizione di “stallo” e a rimanere quindi bloccato.

Più hai questi pensieri, tanto più sarà difficile andare avanti. In definitiva, trascinarsi “ bagagli inutili” della nostra esperienza, ci rallenta e indebolisce.

Articolo di Gerardo

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