Cesarei in aumento: come mai le donne non vogliono piu' partorire?

(Bologna)ore 16:02:00 del 04/03/2019 - Tipologia: , Salute, Scienze

Cesarei in aumento: come mai le donne non vogliono piu' partorire?

Cesarei e parti “alla carta” – di Maria Reales – Sempre più donne pianificano il giorno del parto e si sottopongono a taglio cesareo, ma fa bene alla madre e al bambino?.

Cesarei e parti “alla carta” – di Maria Reales – Sempre più donne pianificano il giorno del parto e si sottopongono a taglio cesareo, ma fa bene alla madre e al bambino?

Leggevo in un forum testimonianze di donne che esprimono una paura tremenda del parto. Pensano che moriranno, che sorgeranno complicazioni, che non sopporteranno il dolore delle contrazioni.

Rosa diceva nel forum: “Mi addormentino e me lo tirino fuori, e quando mi sveglio sia già finito tutto”.

Questa paura irrazionale del momento del parto si verifica con frequenza, ed è una delle cause che spiegano meglio perché sempre più donne optano per il parto cesareo. Il cesareo è diventato l’intervento chirurgico più frequente a livello mondiale.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica che il tasso accettabile è intorno al 10-15% dei parti che presentano complicazioni, ma ci sono Paesi in cui si raggiunge il 60%, una percentuale che non può essere basata su criteri medici stabiliti.

Secondo la American Pregnancy Association, i cesarei si verificano quando al momento del parto c’è una situazione critica, come misura per prevenire situazioni critiche o per scelta.

Nei primi due casi, secondo l’OMS, la pratica del cesareo è giustificata da criteri medici per non mettere a rischio la vita della madre o del figlio o evitare complicazioni successive.

Ragioni mediche per realizzare un parto cesareo: Placenta previa, distacco prematuro della placenta, posizione podalica, prolasso del cordone, sofferenza fetale, mancanza di progresso nel parto, cesarei ripetuti, sproporzione cefalopelvica, preeclampsia, difetti di nascita, erpes genitale, diabete, nascite multiple.

Cesarei per scelta, perché? 

Il cesareo per scelta, ovvero quello che non corrisponde a un criterio medico, ha un maggior rischio di compromettere la salute della madre e del bambino ed è diventato oggetto di polemica, ma anziché diminuire sta progressivamente aumentando.

Ci sono varie ragioni che lo giustificano, ma le più comuni sono queste: convenienza a livello di giorno e ora per medico e madre; espressa volontà di alcune donne di partorire con taglio cesareo; suggerimento del medico senza aspettare il momento del parto per prevenire complicazioni; pudore sociale, quello che in inglese è definito “too posh to push”; ragioni economiche; un parto naturale e un cesareo non hanno lo stesso costo.

In Messico, ad esempio, uno studio ha mostrato che nella sanità privata si verifica il 58% di parti cesarei, mentre in quella pubblica non si arriva al 35%.

Differenze geografiche. Ricardo Pérez, espero della Banca Interamericana per lo Sviluppo, afferma che alcuni Paesi dell’America Latina e dei Caraibi ostentano il maggior indice di cesarei al mondo.

Guida la lista la Repubblica Dominicana con il 60,6%, seguita dal Brasile con il 56% e da Messico, Argentina, Porto Rico e Cuba.

Di fronte a queste percentuali, l’OMS dichiara che non c’è alcuna giustificazione perché ci siano tassi di cesarei superiori al 10% o 15%, ma non cessano di aumentare, e “in America Latina e nei Caraibi stanno arrivando a livelli intollerabili”.

Nell’ambito dell’Unione Europea, in Spagna circa il 25% dei parti è cesareo; la Finlandia risponde ai criteri dell’OMS non superando il 15%, mentre in Italia si arriva al 35%.

Vincere la paura

Se durante la gravidanza avete questa paura, sia essa razionale o irrazionale, l’ideale è lavorare su questa sensazione, da sole o cercando aiuto.

Dovete parlare con qualcuno per sentire di essere pronte. Non serve che vi dicano “Tranquilla, andrà tutto bene”.

Cercate parole che possano darvi davvero tranquillità e sicurezza. Vi suggerisco il libro Parir sin miedo, di Consuelo Ruiz Vélez-Frías, ostetrica che ha assistito ai parti fino a 91 anni e di cui condivido l’opinione che “l’atto di partorire è la funzione più bella dell’organismo femminile”.

Nessuno può trasmettervi l’esperienza di “essere madre”, ma dal momento del concepimento inizia un viaggio lungo 9 mesi durante il quale c’è l’opportunità di prepararsi a livello fisico e psicologico per vivere un momento di profonda emozione, trascendenza e bellezza.

Da: QUI

Articolo di Gerardo

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