C'era una volta la FIAT, oggi non piu' ITALIANA

(Torino)ore 11:26:00 del 06/03/2019 - Tipologia: , Denunce, Economia, Lavoro, Sociale

C'era una volta la FIAT, oggi non piu' ITALIANA

Fiat fuit. Con la morte dell’ultima imperatrice, Marella Caracciolo-Agnelli, finisce la dinastia Fiat, tragicamente decimata dal destino..

Fiat fuit. Con la morte dell’ultima imperatrice, Marella Caracciolo-Agnelli, finisce la dinastia Fiat, tragicamente decimata dal destino. Nella sua figura regale si sintetizzava l’incontro della dinastia imperiale delle Auto e del Capitalismo nostrano con la dinastia principesca-editoriale dei Caracciolo, già proprietari de “La Repubblica-l’Espresso”. Per il mondo radical che l’ha salutata, la Signora era la sintesi perfetta dell’Impero Fiat e del mondo progressista-liberal. Così l’hanno ricordata Gianni Riotta, Nicola Caracciolo, Ezio Mauro ed altri.

Marella Agnelli simboleggiava, con classe e sensibilità, va detto, l’incontro tra la saga padronale e il mondo della sinistra venuto dal comunismo, dalle lotte operaie contro i “padroni”. Fiat e Martello, auto, aiuti di Stato e stampa progressista. Poi, magari la signora aveva altre sensibilità, amava l’Oriente, Jung e Hillman, pativa con ammirevole self control alcune intemperanze di suo Marito, il Re Gianni. Ma viene celebrata nel suo ruolo di cerniera tra il mondo dei ricchi e la sinistra, tra il piccolo mondo snob e la sinistra a mezzo stampa. Con Marchionne era già finito l’ultimo residuo di mezza italianità della Fiat. Manca l’Italia nella nuova Fiat. Resta il marchio della Ferrari, del Cavallino rosso, ma non più l’Azienda-Regime.

La Fiat manca come sede, manca come leadership, manca come orizzonte di riferimento, manca l’I d’Italia nel nuovo nome, Fca, anche per evitare sigle oscene, almeno da noi. Come è noto, l’ex Fiat è ora un’azienda italo-statunitense con domicilio Marella Caracciolo Agnellifiscale legale in Olanda e sede centrale a Londra, guidata da un inglese e presieduta da John Elkann che avremmo difficoltà a definire italiano, per nome, origine e visione. Resta come sottomarca la Fiat, piccolo gadget per il vintage e per gli acquirenti nostalgici; quel marchietto antico che sa tanto di miracolo economico, anni Cinquanta, famiglie italiane, film in bianco e nero. Una dopo l’altra le aziende italiane se ne vanno all’estero. Il paradigma resta la Fiat che lasciò l’Italia cinque anni fa. Ricordo cosa dissero i nostri media quando la Fiat s’imparentò a Chrysler. Gran Torino, caput mundi; che trionfo, la Fiat si è pappata la Chrysler, Obama assunto come maggiordomo di colore da Marchionne, gli Stati Uniti aspettano trepidanti che l’azienda torinese porti la modernità nel loro paesone e risolva la crisi economica mondiale.



È il giorno dell’orgoglio italiano, titolavano perturbati e commossi i grandi giornali italiani, tutti o quasi partecipati Fiat, in un modo o nell’altro. Gli Usa andranno in 500, profetizzavano euforici gli editoriali e le tv, l’Italia ricolonizza l’America, come ai tempi di Colombo e di Vespucci. Momento storico, ripetevano solenni i Tg, gli italiani della Fiat portano l’auto ecologica in America. Ma la Fiat non era in un mare di guai, non l’aiutava lo Stato, incluso il governo Berlusconi? Ma non si erano dimezzate le vendite delle auto? E che fine avevano fatto i giudizi sulla qualità delle auto Fiat? Poi, come è noto, andò diversamente. Oggi a malapena la Fiat è la nonnina di paese della Fca global. Ma guardiamo il diritto e il rovescio. A centoventi Gianni Agnelli e Marella Caraccioloanni dalla nascita nel 1899, il diritto dice che la Fiat è parte notevole della storia d’Italia del Novecento e la sua Famiglia Reale è stata l’altra dinastia torinese che ha dominato l’Italia dopo i Savoia.

La Fiat è stata il simbolo, la metafora e il veicolo italiano dell’industrializzazione e della modernizzazione, dell’immigrazione da sud a nord e dell’immaginario collettivo e privato, fino a colonizzare lo sport, tramite l’egemonia della Juve, ancora perdurante, arrivando a disegnare l’assetto dei trasporti su gomma del nostro paese. La Fiat non è mai stata solo una grande azienda privata ma ha sempre agito all’ombra della pubblica protezione: anche ai tempi del fascismo godette del sostegno del regime e del duce in persona; poi in guerra le tresche bilaterali con nazisti e partigiani, ad esempio, per boicottare la socializzazione delle aziende promossa dalla Rsi che non piaceva né ai comunisti né ai “padroni”. Poi, l’aiuto governativo ai tempi della cassa integrazione, dalle agevolazioni in ogni campo ai grandi ammortizzatori delle sue perdite. E’ proverbiale il detto che la Fiat socializzava le perdite e privatizzava i profitti.

Da: QUI

Articolo di Gerardo

ALTRE NOTIZIE
Legge 104 bonus 1900 euro in arrivo: tutti i dettagli
Legge 104 bonus 1900 euro in arrivo: tutti i dettagli
(Torino)
-

LEGGE 104 BONUS 1900 EURO - Bonus dell’ importo di 1900 euro per coloro che assistono familiari disabili o anziani con più di 80 anni.
LEGGE 104 BONUS 1900 EURO - Bonus dell’ importo di 1900 euro per coloro che...

Allarme Furti con Chiave Bulgara mentre siamo in vacanza: come i ladri entrano in casa in pochi secondi
Allarme Furti con Chiave Bulgara mentre siamo in vacanza: come i ladri entrano in casa in pochi secondi
(Torino)
-

ALLARME FURTI CHIAVE BULGARA IN ITALIA - L’allarme sulla sicurezza delle nostre abitazioni è un problema crescente, il numero di furti continua ad aumentare.
ALLARME FURTI CHIAVE BULGARA IN ITALIA - L’allarme sulla sicurezza delle nostre...

Italia, le regioni dove si pagano piu' tasse in assoluto
Italia, le regioni dove si pagano piu' tasse in assoluto
(Torino)
-

LE REGIONI DOVE SI PAGANO PIU' TASSE - Il Nord Italia traina le casse del fisco.
LE REGIONI DOVE SI PAGANO PIU' TASSE - Il Nord Italia traina le casse del fisco....

Crisi di Governo? Tutte le POLTRONE che fanno gola ai parlamentari
Crisi di Governo? Tutte le POLTRONE che fanno gola ai parlamentari
(Torino)
-

CRISI DI GOVERNO TUTTE LE POLTRONE IN GIOCO - Una settantina di nomine da effettuare entro l’autunno per evitare che la governance economica del Paese vada in folle.
CRISI DI GOVERNO TUTTE LE POLTRONE IN GIOCO - Una settantina di nomine da...

Reddito di cittadinanza? Boom di beneficiari IRREGOLARI (70%)
Reddito di cittadinanza? Boom di beneficiari IRREGOLARI (70%)
(Torino)
-

REDDITO DI CITTADINANZA BENEFICIARI IRREGOLARI - Dall’Inps, informalmente, fanno sapere che dall’inizio dell’anno la Guardia di Finanza ha scoperto 3mila furbetti che hanno ottenuto il reddito di cittadinanza, ma nonostante questo continuavano a lavorare
REDDITO DI CITTADINANZA BENEFICIARI IRREGOLARI - Dall’Inps, informalmente, fanno...



Leggendo | Richiesta informazioni | Sitemap articoli

2013 Leggendo - Tutti i diritti riservati