Caponata, guida

(Palermo)ore 19:33:00 del 26/08/2018 - Tipologia: , Cucina

Caponata, guida

L’estensione della superficie della Sicilia consente di avere numerose declinazioni della caponata.

La cucina siciliana affonda le proprie radici nella tradizione povera, basata soprattutto su alcuni ingredienti tipici come melanzane, pomodori e basilico, che sono protagonisti indiscussi della caponata, il ghiotto contorno che vi presentiamo oggi. Questi ingredienti, già comuni ad altre ricette tipiche come la pasta alla norma e la parmigiana di melanzane, creano un mix di profumi, colori e sapori che richiama le suggestioni di una terra splendida. L’estensione della superficie della Sicilia consente di avere numerose declinazioni della caponata. Di provincia in provincia ma anche di famiglia in famiglia ognuno ha la sua ricetta perfetta: con o senza uva passa, con o senza concentrato... basta spostarsi di qualche metro per scoprire una caponata sempre diversa, ma tutte con un'inconfondibile denominatore comune: l’uso del condimento agrodolce, che regala alle verdure un sapore unico. Il nostro consiglio? Provare con tutte le versioni possibili, fino a trovare la vostra preferita, da tramandare anche nella vostra famiglia! E dato che in estate i contorni a base di melanzane abbondano, vi invitiamo a provare anche la ciambotta, un'altra tipica ricetta del sud!
Conservazione
La caponata può essere conservata per 2-3 giorni al massimo avendo cura di porla in frigorifero in un contenitore di vetro coperto con pellicola. Prima di servirla però riportatela a temperatura ambiente, tenendola fuori dal frigo per un paio di ore!
Consiglio
A Palermo vi capiterà di mangiare la caponata insieme a dei moscardini infarinati e fritti; un'altra comune variante consiste nell'aggiungere dei filetti di peperone dolce, che friggerete insieme alle melanzane. Provate anche voi!
Curiosità
Sulla caponata c’è una gran disputa a proposito del nome: alcuni lo fanno derivare dalla parola Capone che nel dialetto siciliano indica il pesce lampuga, un pesce dalle carni magre e pregiate servito sulle tavole aristocratiche e condito in agrodolce. Il popolo, che non aveva a disposizione questo pesce o non poteva permetterselo, trovò che le melanzane fossero un ottimo sostituto, dando così vita alla ricetta della caponata. Altri riconducono il termine Caponata alla parola latina Caupona – Cauponium che significa osteria. L’osteria in effetti si può ricondurre al luogo di ritrovo di tutti i marinai che, al rientro dal lavoro, andavano a rifocillarsi con un bicchiere di vino accompagnato da cibo povero ma saporito, che ricorda questa preparazione. Questo piatto antico è diffuso in tutto il Mediterraneo e conosce numerose varianti; pensate che solo in Sicilia si contano almeno 37 versioni!

Ingredienti 

Melanzane 3 Olive 200 g Capperi 100 g Sedano 100 g Cipolle 3 Concentrato di pomodori 150 g Zucchero 100 g Aceto 1 bicchiere Cacao amaro 3 g Olio di oliva extravergine q.b. Basilico 1 ciuffo
Preparazione
Tagliate le melanzane a tocchetti, spolveratele di sale e fatele spurgare per 10 minuti per eliminare l'amaro. Friggetele in abbondante olio caldo e lasciatele a sgocciolare abbondantemente.
Tagliate la cipolla a fettine sottili e fatela rosolare in un tegame.
Tagliate il sedano a dadini e fatelo bollire. Quando è cotto aggiungetelo alla cipolla rosolata insieme alle olive snocciolate e i capperi.
Finite la preparazione della salsa aggiungendovi il concentrato di pomodoro, l'aceto, lo zucchero e 200 ml d'acqua tiepida. Cuocete il tutto per 20 minuti circa.
A cottura terminata unitevi le melanzane, precedentemente fritte, fatele insaporire per qualche minuto, quindi eventualmente spolverate con le noccioline o le mandorle e con un ciuffetto di basilico tritato. Servite freddo.

Articolo di Gerardo

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