Battlefield 5: guida passo passo

(Napoli)ore 12:20:00 del 19/11/2018 - Tipologia: , Videogames

Battlefield 5: guida passo passo

Dice con le War Stories vuole proprio raccontare questo eroismo, nel formato delle pillole che abbiamo conosciuto in Battlefield 1..

 

Battlefield V è arrivato sul mercato dopo un processo che, tramite il ritorno alla Grande Guerra del precedente capitolo, lo ha rinnovato sotto molteplici aspetti. Il single-player ha trovato nelle War Storie la sua forma prediletta, mentre il multiplayer e il sistema di logoramento hanno voluto approfondire sempre di più il lavoro di squadra. Abbiamo imparato a conoscere la nuova modalità Operazioni su larga scala e un nuovo sistema di progressione completamente scevro dagli aspetti pay-to-upgrade che hanno caratterizzato la serie in passato.

Compreso dunque che le novità, alla luce dei fatti, non sono poche, in che modo si comportano in questo nuovo titolo della serie? Eccoci così pronti per trarre le fila della valutazione del gioco, consapevoli che con gli aggiornamenti programmati con i Venti di Guerra questo è solo l’inizio.

Storie di Guerra

Ci sono storie che rimangono indelebili nella memoria delle persone, ce ne sono altre che nascono dalla creatività degli scrittori e finiscono con il diventare simbolo di un’epoca. Dalla Grande Guerra fino al termine della Seconda Guerra Mondiale gli orrori bellici si sono susseguiti in ogni parte del globo al di là dell’immaginabile. Ci sono però anche atti di eroismo che hanno interpretato la speranza che tutto un giorno potesse avere fine, mentre ognuno combatteva la propria battaglia. Dice con le War Stories vuole proprio raccontare questo eroismo, nel formato delle pillole che abbiamo conosciuto in Battlefield 1. In totale in Battlefield V ce ne sono tre più il prologo, senza voler considerare quella che a dicembre completerà il pacchetto. Rispettivamente si chiamano NordlysTirailleurSotto nessuna bandiera e Last Tiger. Sono tutte caratterizzate da tre capitoli ciascuna, in mappe progressivamente sempre più ampie. Per raggiungere la fine ci vuole dall’ora all’ora e mezza a difficoltà normale, ma potrebbe essere anche un po’ di più volendo ricercare tutti i collezionabili

Al contrario di quanto visto in Battlefield 1, la durata della campagna ancora inferiore non è accompagnata da una maggiore intensità delle storie, che con alti e bassi non sempre funzionano come vorremmo. Sono comunque tutte scritte con grande astuzia, interpretate da personaggi semplici ma efficaci che sicuramente avremmo voluto veder sviluppati meglio per riuscire a convincerci. Non mancano toni epici e retorici, con una colonna sonora vibrante di sentimenti. Purtroppo la scarsa varietà delle sezioni un po’ tutte troppo simili fra loro, esclude dall’equazione l’originalità di alcune trovate del predecessore, lasciando l’intera produzione single-player su buoni livelli che non ambiscono all’eccellenza. Un buon diversivo tra una partita e l’altra del multiplayer che si esaurisce malauguratamente troppo in fretta.

Battlefield 1 ha compiuto il primo passo verso un multiplayer che cerca di emulare una grande battaglia realistica, introducendo la modalità Operazioni su Vasta Scala che risulta ancora molto giocata nonostante il design non sempre perfetto e meccaniche che non fanno molto per spingere sul gioco di squadra. Tutto questo, per fortuna, migliora con Battlefield 5, e non è solo grazie ai cambiamenti alle meccaniche base. Il merito va anche alle grandi mappe che tra città, montagne e fortificazioni ricostruibili risultano più varie e meglio strutturate rispetto a quelle dei capitoli precedenti, restituendoci battaglie più avvincenti anche laddove non ci sono cambiamenti trascendentali nelle modalità come nel caso di Prima Linea, Deathmatch, Dominio e Conquista. Cambiano invece alcune cose per Rush che lascia il posto a Breakthrough e ci chiede di conquistare contemporaneamente due o tre obiettivi per consentirci di procedere di settore in settore fino alla vittoria.

Inutile dire che anche in questo caso l'obiettivo di DICE è alimentare il gioco di squadra, fondamentale anche per Forze Aeree che ruota invece intorno al paracadutarsi sulle linee nemiche per recuperare bombe e piazzarle su obiettivi sensibili. E quest'ultima modalità si estende a 64 giocatori quando rientra tra le sezioni delle Operazioni su Vasta Scala, che in Battlefield 5 non cambia nome ma si trasforma nella sostanza. Nella nuova versione ci sono infatti diverse modalità che si intrecciano con una struttura narrativa che scandisce tre giornate di battaglia, ognuna delle quali può concatenare lanci con il paracadute, obiettivi da conquistare, fronti da mantenere e strutture da distruggere, garantendo un'esperienza che impegna e premia ogni sforzo. Lo schieramento che riesce a conquistare tutti gli obiettivi ottiene infatti un bonus nella giornata successiva, mentre nel caso in cui la terza tornata di scontri finisca in pareggio si accede a un sudden death con mappa che si restringe e nessuna rinascita, anche se è possibile tirare su i compagni finché sono vivi. Un bel cambiamento che, combinato con 8 grandi mappe che si ritagliano e modificano a seconda della modalità, funziona alla grande, costringendoci a seguire i movimenti di un fronte fluido che ci catapulta in una vera battaglia, tra carri armati, caccia che tempestano il suolo di piombo e soldati nemici che piovono dal cielo. Un vero spettacolo, a patto di accettare le note anomalie di un sistema di respawn decisamente complesso e di sopportare il fatto che in alcune mappe i cecchini abbiano qualche vantaggio di troppo, con punteggi fantozziani che ricordano quelli degli exploit su veicolo dei Battlefield precedenti. Di contro, però, i mezzi sembrano ben bilanciati e persino la più aperta delle mappe non manca di colline, canali, spaccature nella roccia e costruzioni che lasciano la possibilità a ogni classe di nascondersi, guadagnare terreno e aggirare il nemico.

Comparto tecnico: un piacere per la mente, gli occhi e le orecchie

Il sontuoso audio di Battlefield V non perde un colpo tra campionamenti ben differenziati per ogni arma, urla sul campo di battaglia tradotte anche in italiano, rumori ambientali realistici e un'eccezionale colonna sonorache riprende le melodie di Battlefield 1942 colpendo dritto al cuore i vecchi fan della serie. Il lavoro fatto è senza alcun dubbio all'altezza del comparto tecnico che manca ancora del supporto RTX, ma se la cava benissimo anche senza. Riflessi sulle carlinghe, texture mozzafiato, distese di fiori incendiate, centinaia di foglie che si sollevano con le esplosioni, bombardieri in fiamme ed effetti di ottima qualità investono letteralmente i nostri occhi, aumentando inevitabilmente un coinvolgimento già elevato. E le cose si fanno ancora più spettacolari nella campagna con riflessi in tempo reale, aree boscose mozzafiato, castelli ed enormi strutture immerse in una fitta bufera di neve. In alcuni frangenti il grado di distruttibilità ambientale è minimo, ma in questi casi veniamo ripagati con immense costruzioni che garantiscono maggiore varietà a missioni che riescono a combinare efficacemente una buona libertà d'azione con un filo conduttore forte. Ed è proprio grazie a questi elementi che dopo tanti anni Battlefield ha finalmente iniziato a ingranare con il single player, già valido in Battlefield 1 e ancora più curato in questo capitolo che riprende i toni eroici del precedente aggiungendoci umorismo, caratterizzazione dei personaggi, maggiore varietà e scene di intermezzo più lunghe. Il tutto sostenuto da una sfida leggermente superiore che non riesce però a compensare una durata a dir poco esigua. 

Ed è qua che dobbiamo necessariamente parlare dei contenuti in arrivoche saranno importanti per consentire a Battlefield 5 di affrontare un concorrente diretto che ha rinunciato alla campagna ma che si è fatto particolarmente agguerrito sul fronte multigiocatore. Non è un caso che DICE abbia rimandato il lancio di un mese per avere la sicurezza che tutto funzionasse a dovere, soprattutto in merito al bilanciamento delle novità apportate ad alcune modalità di gioco. Ed è per questo stesso motivo che a detta di Florian Le Bihan, ex professionista e responsabile delle meccaniche di base con cui abbiamo scambiato due chiacchiere a Stoccolma, è stata presa la decisione di aspettare marzo per rendere disponibile Firestrike Royale. La modalità arriverà infatti con il terzo atto di Tides of War, il nuovo servizio online dedicato a Battlefield che introdurrà gratuitamente quest giornaliere, nuove mappe, modalità e contenuti su base regolare a partire da una mappa di addestramento, una nuova storia di guerra dedicata al carro Tiger e una nuova mappa, chiamata Panzerfaust, che vanta la stessa qualità di quelle presenti. Tra qui e marzo, inoltre, arriveranno anche un'ambientazione greca, missioni cooperative e parecchi altri contenuti, come la quinta storia di guerra, che continueranno ad arrivare successivamente.

 

Articolo di Luca

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