Bannermen: cosa sapere

(Bari)ore 15:04:00 del 06/03/2019 - Tipologia: , Videogames

Bannermen: cosa sapere

C’è la raccolta delle risorse, c’è il base building, c’è il reclutamento delle unità e c’è il solito “Rock, paper and scissors” a determinare l’esito degli scontri, ma se si osserva attentamente ciascuno di questi passaggi si scorgono parecchie incertezze.

 

RECENSIONE BANNERMEN - Sviluppato da Pathos Innteractive, Bannermen è un RTS classico con un’altrettanto classica ambientazione fantasy medievale, in perfetto stile Warcraft. Ora però sono costretto a chiamare gli studi di Blizzard e a chiedere scusa per il paragone: il confronto è ovviamente scorretto e non si possono porre a paragone un titolo dalla natura semi-indie e un tripla A dal budget faraonico ma, al di là delle risorse impiegate, Bannermen è un concentrato di errori di design e di idee superate da anni, condite anche da qualche poco simpatico bug e da un comparto artistico che non brilla di certo per fantasia.

RECENSIONE BANNERMEN - A primo impatto sembra subito di trovarsi a casa e le meccaniche sono ben consolidate e non si discostano dalle medesime già viste in numerosi altri strategici classici. Se avete nel curriculum esperienze in questo campo non ci metterete molto a capire dove dirigere i vostri click e, nel caso siate nei novizi, il tutorial mette a disposizione le regole di base. La voglia di novità si infrange già durante questo primo approccio e bastano un paio di battaglie contro l’IA o una manciata di missioni della campagna per capire che la parola innovazione non fa parte del vocabolario di Bannermen. Tutto sommato questo non sarebbe nemmeno un male e, teoricamente, i tradizionalisti potrebbero apprezzare questo approccio classico, ma il condizionale è quanto mai d’obbligo dati i tanti scivoloni in cui incappa il titolo anche in questi schemi basilari. C’è la raccolta delle risorse, c’è il base building, c’è il reclutamento delle unità e c’è il solito “Rock, paper and scissors” a determinare l’esito degli scontri, ma se si osserva attentamente ciascuno di questi passaggi si scorgono parecchie incertezze.

RECENSIONE BANNERMEN - Bannermen, come già annunciato nella prefazione, è un RTS con ambientazione fantasy. La visuale è dall’alto, a volo d’uccello, mentre l’interfaccia di gioco consente l’uso del mouse e della tastiera. Il gioco si articola in sessioni distinte: ciascuna caratterizzata da una mappa differente. Fondamentalmente lo scopo di ognuna consiste nel: raccogliere risorse, fondare un esercito e distruggere il regno avversario.
Immancabile per un gioco di questo genere la raccolta delle risorse che in questo caso è estremamente basilare dato che ne esistono unicamente di due tipi: legno ed oro. Entrambe possono essere raccolte da alcuni giacimenti esauribili sparsi per le mappe grazie ovviamente agli immancabili lavoratori: per la raccolta del legno fino ad un massimo di dieci, mentre per la raccolta dell’oro il limite si ferma a cinque. Le risorse così accumulate hanno molteplici scopi abbastanza standard: costruire nuove strutture, arruolare guerrieri ed ottenere potenziamenti.

Le strutture sono una componente importante del gioco: hanno diverse funzionalità e sono necessarie per accrescere la vastità del proprio regno, ed includono: La base di raccolta dove vengono accumulate le risorse ed anche il posto dove è possibile assumere nuovi lavoratori e mastini; le case, che permettono di aumentare la capacità massima della popolazione; il trono dell’eroe, che è designato alla creazione degli eroi unici; la struttura del fabbro, utile per sviluppare potenziamenti di armature, armi da mischia ed armi a distanza; il campo d’addestramento, che dà accesso ad arcieri e spadaccini, oltre a sviluppare i loro potenziamenti; la torre per arcieri, che permette di ospitarne fino a quattro per di colpire il nemico dall’alto; il tempio – è una costruzione posizionabile unicamente in determinate zone che conferisce poteri divini differenti a secondo della mappa; l’officina, che consente di costruire catapulte e reclutare galeotti; la corte del re è il luogo dove arruolare lancieri e cavalieri in armatura pesante; infine l’accademia dove è possibile conseguire la formazione dei clerici.

Armate per tutti i gusti

La composizione dell’esercito è un altro aspetto fondamentale di Bannermen. I guerrieri a nostra disposizione si suddividono in quattro macro tipologie: da mischia, a distanza, con abilità speciali ed infine gli eroi. I combattenti all’arma bianca sono principalmente spadaccini e cavalieri: i loro attacchi hanno un raggio limitato al corpo a corpo. I secondi sono rappresentati da arcieri e lancieri che hanno un raggio di azione elevato, ma a breve distanza risultano meno efficaci. Il terzo gruppo racchiude galeotti e clerici, unità incentrate sulle proprie abilità peculiari, mentre gli eroi, infine, sono personaggi eccezionali. Questi posseggono dei parametri variabili ed un sistema di potenziamento di abilità: uccidendo nemici accumulano esperienza, salendo quindi di livello ed aumentando il loro potere. Inoltre ciascuno è dotato di quattro abilità speciali completamente differenti il cui utilizzo è limitato da un cooldown. Alcuni esempi di eroi leggendari sono i leader degli schieramenti: Berrian e Karthor.

In singolo o in multiplayer?

Bannermen offre molteplici modalità di gioco diverse suddivise tra singleplayer e multiplayer. Si parte con l’immancabile tutorial, durante il quale vengono spiegate le meccaniche base del gioco: ideale per chi non avesse già familiarità con il genere RTS.
La Campagna è per il giocatore singolo e narra ovviamente le vicende di Lord Berrian avvenute in seguito alla battaglia di Beckron. Il giocatore prenderà le redini dell’esercito della resistenza dopo la sconfitta contro Karthor, alla ricerca di nuovi e potenti alleati per sconfiggere l’invasore.
La Schermaglia, sempre prerogativa del gioco in solitaria, permette di creare e personalizzare una singola battaglia modificando la mappa, numero di alleati, nemici, ripartizione delle squadre.
Il sistema Ranked permette di giocare online contro avversari umani utilizzando una graduatoria basata su punteggio che determina il rango del giocatore: vincendo o perdendo partite il rango varia di conseguenza e permette di scalare posizioni.
La modalità Unranked è per chi invece volesse allenarsi o giocare per divertimento, dato che è priva di punteggio, ma permette ugualmente di affrontare altri giocatori in carne ed ossa.
Completano la schiera le partite personalizzate, partite chiuse che consentono di affrontare amici online e di scegliere gli elementi caratterizzanti la sessione.

 

Articolo di Gerardo

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