Ami i carboidrati? Ecco la dieta della pasta per te!

(Roma)ore 07:46:00 del 07/11/2018 - Tipologia: , Salute

Ami i carboidrati? Ecco la dieta della pasta per te!

Molti pensano che sia una vera nemica per la nostra linea, ma non è cosi: la pasta può essere d’aiuto per perdere peso..

Molti pensano che sia una vera nemica per la nostra linea, ma non è cosi: la pasta può essere d’aiuto per perdere peso. Scopri come funziona la dieta ipocalorica. Etichettata per molti anni nemica della nostra forma fisica, la pasta è il primo alimento che di solito bandiamo dalla nostra tavola quando decidiamo di mettere in atto una dieta. Ma se vi dicessimo che la pasta può essere un aiuto per perdere peso? Non è uno scherzo e a dirlo è il nutrizionista Pietro Migliaccio che ha messo a punto una dieta ipocalorica che si basa proprio sull’assunzione della pasta. Ecco come funziona.

Le proprietà della pasta
La pasta è spesso demonizzata da chi è attento alla propria linea eppure ha numerose proprietà benefiche per il nostro organismo e non andrebbe mai eliminata del tutto dal regime alimentare. È ricca di carboidrati, ma si tratta di carboidrati complessi che non entrano subito in circolo ma vengono assorbiti lentamente, smorzando il senso di fame. La pasta evita bruschi e repentini picchi glicemici e non contiene colesterolo, tanto che si può inserire nelle diete ipolipidiche, facendo attenzione ai condimenti. Agisce da antistress,perché rilascia la serotonina, meglio conosciuta come l’ormone del buonumore, ed è ricca di triptonano, una sostanza che favorisce la produzione degli ormoni del benessere, che calmano la fame nervosa, tipica di chi è a dieta.

Come funziona la dieta
La dieta della pasta prevede l’assunzione di 1100 calorie al giorno. Consente di perdere 1-2 kg a settimana, a seconda del peso iniziale, e sarebbe meglio non prolungarla oltre le due settimane. La dieta del professor Migliaccio si basa su un regime alimentare completo e introduce tutte gli elementi nutritivi di cui l’organismo ha bisogno e che fanno bene alla salute. Non devono mancare zuccheri, carboidrati, proteine, frutta, verdura e grassi, da preferire quelli vegetali. Sono previsti i consueti 5 pasti al giorno: colazione, pranzo, cena e i due classici spuntini, a metà mattina e pomeriggio.
La dieta prevede l’assunzione di un piatto di pasta al giorno, privilegiando sughi leggeri ed evitando condimenti eccessivamente grassi. La pasta, meglio se al dente, va mangiata a pranzo ed è preferibile consumare quella integrale o ai cinque cereali. A cena, invece, si devono consumare alimenti proteici, come la carne, il pesce e i formaggi magri.

La pasta non fa ingrassare, anzi è importante in tutti i regimi dietetici controllati ed è in grado di favorire il controllo della glicemia nel paziente diabetico. Molte persone che vogliono dimagrire ritengono che i primi alimenti a cui dover rinunciare in assoluto siano proprio la pasta ed il pane. Ma così non è: è la dose che fa la differenza. Le diete dimagranti più efficaci non sono quelle che ci fanno digiunare, bensì quelle che ci consentono di introdurre una quantità di cibo che dia sazietà con una bassa densità energetica, e per questo non solo frutta e verdura sono importanti ma lo è anche un buon piatto di pasta, condito magari con sughi di verdure.

Una porzione da 80 grammi condita con del pomodoro fresco, un cucchiaio di olio, meglio se extravergine d’oliva e 2 cucchiaini di parmigiano apporta circa 420 kilocalorie, che sono anche meno se si ricorre a della pasta integrale (circa 400). Ci siamo così nutriti di un alimento ipolipidico che quindi ben si presta a regimi dietetici equilibrati (naturalmente se non si abusa con i condimenti) anche perché apporta una discreta quantità di proteine. Gli specialisti suggeriscono infatti che il rapporto tra proteine di origine vegetale ed animale sia di 2 a 1. Allora, piatti come pasta e fagioli, pasta e ceci o pasta e lenticchie sono sicuramente da rivalutare.

Ciò che conta poi, è che la pasta è essenziale per evitare che un regime ipocalorico provochi debolezza, apatia, tristezza: tutte sensazioni che spesso sono la diretta conseguenza di un ristretto apporto di carboidrati di elevata qualità biologica, come l’amido contenuto in tutti i cereali e derivati. La pasta mette di buon umore, previene e/o vince il senso di stanchezza, regala efficienza muscolare e buona qualità di vita. Ecco perché.

È l’alimento principe della dieta mediterranea, un’insieme di abitudini alimentari che funzionano da elisir di lunga vita ed antidoto per le patologie cardiovascolari e tumorali. Se osserviamo la piramide alimentare, vediamo che la pasta, degna protagonista del gruppo dei cereali, vi è alla base, seconda solo a ortaggi e frutta. In una dieta sana ed equilibrata, almeno il 55 per cento delle calorie totali dovrebbe provenire dai carboidrati, soprattutto quelli complessi. Secondo le linee guida della corretta alimentazione italiana, la porzione di riferimento è di 80 grammi per la pasta secca e di 120 per quella all’uovo fresca, fino a un massimo di otto porzioni alla settimana. Si calcola infatti che per un soggetto adulto, in condizioni normali, sono necessari circa 180 grammi al giorno di glucosio (prodotto finale della digestione dell’amido) per soddisfare i fabbisogni di energia (100-120 grammi servono solo al sistema nervoso), e il nostro organismo non è in grado di accumularne grandi depositi: quindi l’approvvigionamento deve essere quotidiano

Perché i carboidrati sono combustile fondamentale, anche per i nostri muscoli, tanto che gli sportivi ne consumano nell’intento di migliorare le loro prestazioni. E la pasta, grazie al fatto di avere un ridotto indice glicemico, soprattutto se condita con delle verdure, è garanzia di una migliore e più duratura sazietà, nonché di una più efficace prevenzione e controllo del diabete. Non solo: contiene inoltre una discreta quantità di sali minerali, potassio, fosforo, calcio, e di alcune vitamine del gruppo B. Povera di sodio, è particolarmente indicata anche per coloro che necessitano di mantenere dei buoni valori di pressione arteriosa.

Poi, s’è detto che fa bene anche all’umore, e questo è perché contiene il triptofano, aminoacido a partire dal quale il nostro organismo è in grado di produrre la serotonina, cioè quel neurotrasmettitore che viene a mancare nelle sindromi depressive. Integrale, infine, la pasta porta con sé il benefico effetto delle fibre sulla regolarizzazione della funzione intestinale e sul controllo di colesterolo e glicemia. Associata a ortaggi, come broccoli, melanzane, zucchine, pomodoro e basilico, il pesto ligure o ad erbe aromatiche si trasforma in un piatto bilanciato.

Da: QUI

 

Articolo di Gregorio

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