Aborti in Spagna, dove si spende 10 volte in piu' per uccidere che per prevenire

(Torino)ore 16:36:00 del 23/02/2019 - Tipologia: , Denunce, Esteri, Sociale

Aborti in Spagna, dove si spende 10 volte in piu' per uccidere che per prevenire

Paradossi: 34 milioni alle donne che abortiscono, 4 milioni alle mamme.

Pubblicato il rapporto 2017 del ministero della Salute: il numero di interruzioni di gravidanza si è stabilizzato a 94mila.

Pochissimi aiuti alle donne incinte, solo 3,6 milioni mentre l’aborto è finanziato con denaro pubblico: 34 milioni di euro.

Il ministero della Salute spagnolo ha diffuso il numero di interruzioni di gravidanza relative al 2017.

La Spagna è uno dei tanti paesi occidentali in cui si verificano ormai da diversi anni più morti che nascite, ed il numero degli aborti indotti si è stabilizzato dal 2014 attorno ai 94mila.

Nel 2017, si legge nel nuovo rapporto, l’81% delle interruzioni di gravidanza è stata effettuata in aziende private finanziate con denaro pubblico e si è speso 10 volte tanto per sovvenzionare gli aborti che per sostenere le donne in gravidanza.

Come recita la Legge 194 italiana, anche la legge spagnola di depenalizzazione dell’aborto entrata in vigore nel 1985, si pone come obiettivo quello della «prevenzione» e nel welfare delle donne, così da «evitare» i problemi che inducono a ricorrere all’interruzione della gravidanza.

Sostenere economicamente le donne incinte in difficoltà, informare a dovere coloro che sono intenzionate ad abortire, proporre loro l’alternativa dell’adozione immediata e in totale anonimato.

Aborti in Spagna con denaro pubblico: 10 volte tanto quello per aiutare.

Eppure, come dicevamo, dopo 33 anni dall’introduzione della legge spagnola, nonostante la Spagna abbia fatto notevoli progressi nella tecnologia medica, nel 2017 ha dedicato 34 milioni di euro per finanziare l’aborto e solo 3,6 milioni per aiutare le donne incinte in difficoltà.

Un caso da manuale è il Principato delle Asturie, una comunità autonoma a nord della Spagna. Con 1 milione di abitanti, ha perso 100mila abitanti in 27 anni, ha il più alto tasso di mortalità di Spagna (12 per mille) ed il tasso di natalità più basso (6 per mille).

Ogni anno 8.000 asturiane rimangono incinte: 6.000 bambini nascono, 2.000 vengono abortiti. Nessun denaro pubblico viene investito nell’aiuto delle donne incinte asturiane.

Cliniche per l’aborto moltiplicano, un business. Al contrario di quanto avviene negli USA, dove è fortissima la cultura pro-life, in Spagna i centri per l’aborto si moltiplicano perché, di fatto, è un grande business (oltre agli aborti illegali, che comunque continuano ad esistere grazie alla non fatturazione e al pagamento in nero).

Tra il 2011 e il 2017, le cliniche in cui viene terminata la vita dei bambini non nati sono infatti passate da 176 a 212.

Dal 2010, la legge consente l’aborto senza alcuna motivazione, solamente per semplice decisione della donna incinta: nel 2017 questo tipo di aborto si è verificato 9 su 10, per la precisione l’89,75% delle volte.

La legge ha diminuito gli aborti?

Alcuni dicono che 94.000 aborti all’anno sono un miglioramento rispetto agli oltre 100.000 avvenuti negli anni precedenti.

Ci si dimentica però alcuni dati: innanzitutto, sono sempre meno le donne che rimangono incinte (1,33 figli per donna, grazie al contributo degli immigrati) e, in secondo luogo, vengono dimenticati gli aborti non conteggiati, cioè quelli chimici tramite Ru486 e pillola del giorno dopo, liberamente venduta dal 2009.

L’associazione più attiva a sostegno delle donne in gravidanza è la fondazione Red Madre, guidata da Amaya Azcona.

«Secondo la nostra esperienza», ha spiegato, «9 donne incinte su 10 donne che chiedono aiuto e supporto di fronte alle difficoltà, poi proseguono la gravidanza».

Questa e altre associazioni, negli ultimi 10 anni hanno aiutato oltre 80.000 donne. «Sono sorpresa, proprio in questo momento storico in cui i diritti delle donne sono difesi e sostenuti dalla società, sono discriminate ed escluse quelle donne che vogliono essere madri, offrendo loro l’aborto come l’unica soluzione per le difficoltà derivanti dalla sua gravidanza», ha denunciato Azcona

Da: QUI

Articolo di Luca

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