18enni potranno votare al Senato: via libera alla riforma

(Roma)ore 14:30:00 del 05/08/2019 - Tipologia: , Politica

18enni potranno votare al Senato: via libera alla riforma

È il primo passo della modifica che prevede almeno quattro letture .

DICIOTTENNI POTRANNO VOTARE AL SENATO - Arriva il primo via libera dalla Camera alla proposta di legge costituzionale che modifica l’articolo 58 della Costituzione facendo scendere l’età necessario per poter eleggere i senatori da 25 a 18 anni. L’Aula di Montecitorio ha approvato il progetto di legge con 487 voti favorevoli, 5 no e 7 astenuti. Il provvedimento abbassa, dunque, l’età minima per eleggere i componenti del Senato. Ora il provvedimento, approvato in prima lettura, passa all’esame di Palazzo Madama. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, gioisce per il “consenso quasi unanime” raccolto dalla proposta di legge alla Camera.

Fraccaro parla di un’ottima notizia per la democrazia e aggiunge: “La nostra azione di governo, e in particolare quella sulle riforme istituzionali, è ispirata alla più ampia condivisione delle scelte da parte di tutti. Il nostro lavoro è volto a innovare la Costituzione rafforzando i valori fondamentali sanciti dai nostri padri costituenti.

DICIOTTENNI POTRANNO VOTARE AL SENATO - Con l'estensione della platea del corpo elettorale di Palazzo Madama il mandato elettorale che i cittadini conferiscono ai loro rappresentanti avrà una legittimazione ancora maggiore e anche i cittadini più giovani potranno esprimere le loro preferenze per il Senato, aumentando così i diritti di partecipazione”. Per la Lega commenta il deputato Alberto Stefani, sostenendo che questa proposta di legge “sana un anacronismo contro cui, come Lega, ci siamo sempre battuti. Pensiamo che sia il legittimo riconoscimento a una generazione di esercitare, a pieno, il proprio diritto-dovere e riteniamo sia un passaggio utile ad aprire le istituzioni e la vita politica attiva ai più giovani”

DICIOTTENNI POTRANNO VOTARE AL SENATO - La proposta ha come primo firmatario Giuseppe Brescia, il grillino presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, però poggia su due altre proposte dei dem Enza Bruno Bossio e di Stefano Ceccanti. Ceccanti è anche il relatore insieme con Valentina Corneli dei 5Stelle. Commenta dopo il via libera e gli applausi: "È importante l'amplissima convergenza realizzata da tutti i gruppi sul voto ai diciottenni al Senato, sia sotto il profilo dei diritti dei cittadini maggiorenni, sia sotto quello della funzionalità, riducendo quasi a zero i rischi di maggioranze diverse. Volevamo anche l'abbassamento a venticinque anni dell'elettorato passivo, che la maggioranza ha deciso, per un eccesso di zelo, rinviare per intero alla scelta del Senato".

Infatti questa modifica chiesta dai dem, ovvero che anche al Senato come alla Camera si possa essere eletti a 25 anni, viene fermata. Per "galateo" istituzionale, i gialloverdi preferiscono che sia Palazzo Madama a scrivere questa parte. Ribadisce Ceccanti: "Si tratta però dell'unica riforma costituzionale della legislatura nata per davvero dal Parlamento, visto che le altre erano comprese nel contratto di governo, per volontà decisa di tutto il gruppo Pd. Per questo ci auguriamo che, coinvolgendo anche l'elettorato passivo, possa essere approvata a maggioranza di due terzi nei passaggi finali".

Battibecco e tensione con il governo. Il sottosegretario ai Beni culturali, Gianluca Vacca, deve rettificare uno svarione: aveva espresso il parere del governo nel merito, ma poi chiarisce che si rimette all'Aula. Dai banchi della sinistra Federico Fornaro di Leu sottolinea la gravità: com'è che il governo ha rinunciato al suo ruolo tanto strombazzato di arbitro?

Da Forza Italia, Simone Baldelli attacca: "Forse sarebbe il caso che venisse il ministro Fraccaro, o è possibile che a questo governo non freghi talmente niente, non solo del dibattito parlamentare ma addirittura delle proposte di legge costituzionali, che il ministro dei rapporti con il Parlamento abbia di meglio da fare, tanto da lasciare il sottosegretario ai Beni culturali a seguire un dibattito che non è di sua competenza". Al voto finale il ministro Fraccaro arriva. E poi dichiara: "Con voto ai diciottenni più diritti e più democrazia".

Ma è Riccardo Magi di +Europa a condurre l'affondo sulle riforme costituzionali: "Non si può procedere con interventi di microchirurgia di riforma costituzionale perdendo la visione complessiva".

Articolo di Gregorio

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